Pillola del giorno dopo negata “per motivi etico-scientifici”: scoppia la polemica sul web

Scoppia la polemica in Rete dopo il post di una donna su Facebook: avanti e indietro tra ambulatori, consultorio e pronto soccorso in un'odissea per ottenere la pillola del giorno dopo. Alla fine è riuscita ad averla, non senza ostacoli, primo fra tutti un avviso contrario alla procedura esposto nell'ambulatorio del suo medico di base.

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    Pillola del giorno dopo negata “per motivi etico-scientifici”: scoppia la polemica sul web

    Polemica per la pillola del giorno dopo negata “per motivi etico-scientifici”: è successo a una donna a Savignano, in un’odissea per ottenere il farmaco che, somministrato dopo un rapporto non protetto (entro un tempo limite dallo stesso) funziona come contraccettivo post-coitale. La protagonista della vicenda ha reso noto l’accaduto sulla pagina Facebook “Obiezione Respinta”, con tanto di foto dell’avviso apparso fuori dall’ambulatorio del suo medico di base.

    Pillola del giorno dopo negata: l’odissea di una donna per ottenerla

    Arriva da Savignano la storia di una donna e del suo “pellegrinaggio” tra medico di base, ospedale, pronto soccorso, consultorio e farmacia per ottenere la pillola del giorno dopo. Un viaggio della speranza sino al Bufalini di Cesena, iniziato dopo aver letto l’avviso, nero su bianco su un foglio A4, esposto fuori dall’ambulatorio del suo medico di base: “Per motivi etico-scientifici – si legge – in questo ambulatorio non vengono prescritte nè la pillola del giorno dopo nè quella dei 5 giorni dopo”.

    Il chiaro messaggio del dottore, in barba alle disposizioni del Ministero della Sanità secondo cui il farmaco non è ascrivibile al tipo degli abortivi e dunque non suscettibile di obiezione di coscienza, ha indotto la donna a recarsi altrove, finendo per diventare il principio di una serie di interminabili peripezie in totale antitesi all’attuale legge in materia.

    La polemica rimbalza su Facebook

    Non si è fatta attendere l’indignazione di centinaia di utenti che, dopo aver visto l’avviso pubblicato dalla stessa protagonista su Facebook, non hanno fatto a meno di sottolineare come quella pillola vada fornita, per legge, a tutte le pazienti che ne facciano richiesta senza prescrizione medica, fatta salva la minore età della destinataria del farmaco. La normativa prevede anche l’eventualità di una denuncia per i medici che non si attengano alle disposizioni in materia, con la contestazione di omesso servizio.

    Il post apparso sulla pagina Facebook “Obiezione Respinta” rilancia sul social le considerazioni della donna: “Dopo aver letto il foglio esposto dal mio dottore, mi sono recata all’ospedale di Comunità Santa Colomba di Savignano sul Rubicone, dove mi hanno reindirizzato dal mio medico dicendomi che non potevo usufruire della guardia medica e del pronto soccorso perché è compito del mio medico di prescrivermi la pillola del giorno dopo”. Dopo essersi rivolta al pronto soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena, ha detto di essere stata reindirizzata al Consultorio Familiare di Cesena e, da qui, in farmacia.

    Il medico di base risponde: “Nessun problema a prescrivere il farmaco”

    E su Facebook ha deciso di replicare il medico al centro della discordia, che ha precisato quanto segue: “Non ho alcun problema a prescrivere quella pillola, il cartello ha solo lo scopo di mettere sull’avviso chi non è mia paziente e si presenta per farsela prescrivere”. Secondo la versione del professionista, si tratterebbe di un cartello vecchio, in cui compare il nome di un medico in pensione da almeno due anni.

    Pillola del giorno dopo senza ricetta: in Italia in vigore dal 2016

    La pillola del giorno dopo senza ricetta è realtà, in Italia, dal 2016. Dopo il via libera di Aifa, nel maggio 2015, all’acquisto senza prescrizione della pillola dei cinque giorni dopo a base di Ulipristal acetato, il semaforo verde è scattato anche per il farmaco a base di Levonorgestrel. Le minorenni devono comunque esibire la ricetta, in quanto non è decaduto l’obbligo di prescrizione per le pazienti sotto i 18 anni.

    Dal 4 marzo 2016 il regime prescrittivo del medicinale a base di Levonorgestrel, comunemente noto come “pillola del giorno dopo”, è stato modificato in risposta al carattere di “urgenza” del trattamento, tecnicamente definito come contraccezione d’emergenza. Per le farmacie vige l’obbligo di chiedere l’esibizione di un documento di identità alla richiedente, qualora non ne fosse immediatamente intuibile l’età.