Per dimagrire prima e meglio puntate sulla “dieta del cibo tagliato”

Per dimagrire prima e meglio puntate sulla “dieta del cibo tagliato”
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    Dimagrire dieta cibo a tagliato

    Per dimagrire, si sa, non si può prescindere da una buona dieta ipocalorica. Per dimagrire più rapidamente, e soprattutto più facilmente (intendendo con minor fatica e minor stress), però, è necessario tener conto della nostra psicologia, oltre che del nostro stomaco. Esistono “trucchi” che ci aiutano ad “ingannare” la mente e far sì che non si accorga che siamo a dieta? Sappiamo che il senso di fame e di sazietà si originano nel cervello, e che molto hanno a che vedere anche con il nostro modo di alimentarci. Uno dei segreti (che tali, ormai, non sono più) che ci aiutano a vincere la nostra battaglia contro i chili di troppo, ad esempio, è quello di masticare i cibi molto a lungo. In questo modo il pasto sembrerà più lungo, ci sentiremo appagate molto prima, e ci sembrerà di aver mangiato di più.

    Di recente, poi, era anche uscito uno studio simpatico che invitava a consumare le nostre pietanze in piatti di colore rosso, che avrebbero un effetto deterrente sulla nostra psiche, spingendoci a mangiare meno perché inconsciamente associamo questa tonalità al concetto di “divieto”. Insomma, le strategie sono tante. E ora, ne giunge un’altra promettente, si chiama la “dieta del cibo tagliato”, vediamo di che si tratta.

    La ricercatrice Devina Wadhera dell’Università dell’Arizona, durante il congresso della Society for the Study of Ingestive Behavior in corso a Zurigo, ha presentato i risultati di un interessante studio effettuato con la collaborazione dei suoi studenti universitari, ma anche condotto su modello animale. Anzi, la dott.ssa ha cominciato il suo esperimento “dietetico” proprio sui topolini da laboratorio. Le cavie sono state poste all’interno di un percorso a labirinto con due uscite obbligate, all’arrivo delle quali ricevevano del cibo, ma presentato in modo diverso. Ad una uscita i topolini ricevevano alimenti tagliati a pezzetti, all’altra, invece, la stessa quantità ma in una porzione unica. Dopo questa fare propedeutica, gli animali sono stati lasciati liberi di percorrere il labirinto come volessero e quindi di scegliere anche l’uscita. Ebbene, i topolini preferivano uscire dove sapevano che avrebbero ricevuto il cibo in pezzi. Evidentemente, questo dava loro l’illusione di mangiare di più.

    E gli esseri umani? E’ facile “illuderli” come i topolini? Beh, pare proprio di sì. La seconda parte dell’esperimento della Wadhera, infatti, come anticipato si è svolto coinvolgendo studenti universitari. In un primo tempo, ai 301 ragazzi campionati, è stato dato un panino a ciambella chiamato bagel, del peso di 80 g.

    Solo che mentre ad alcuni è stato dato intero, un altro gruppo ha ricevuto la sua porzione tagliata in quattro. Dopo 20 minuti, gli studenti hanno potuto servirsi liberamente ad un buffet. Risultato? Chi aveva il bagel intero non solo lo aveva fatto fuori in men che non si dica, ma si era pure mangiato l’impossibile al buffet. Al contrario, chi aveva avuto il panino già tagliato non era riuscito a finirlo tutto e si era servito di meno anche al buffet. Più sazi con piccole porzioni?

    La nostra mente e il nostro stomaco vengono perciò ingannati proprio dal numero dei pezzi in cui sia tagliato un cibo solido, come spiega la dott.ssa Wadhera: “Gli esseri umani, così come gli animali, usano il numero come indizio per valutare la grandezza di una porzione di cibo: inevitabilmente siamo portati a pensare che una quantità numericamente maggiore si associ a una maggior abbondanza. Così un piatto con un alimento fatto a bocconcini, per esempio uno spezzatino, a livello percettivo ci sembra più ricco della stessa quantità di cibo in un singolo grosso pezzo. Un piccolo inganno sensoriale che consente però di sentirci più sazi, un trucco facile facile da raccomandare a chi è a dieta. Tagliare a pezzi gli alimenti più calorici “riempiendo” il piatto almeno visivamente aiuta a tenere sotto controllo le porzioni, lasciando comunque l’impressione (e la soddisfazione) di aver mangiato a sazietà”. Da provare!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Dieta E FitnessMentepsicologia Ultimo aggiornamento: Lunedì 30/07/2012 11:33
     
     
     
     
     
     
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