Pensioni per le donne: 5 consigli per aumentare l’importo

Pensioni per le donne: 5 consigli per aumentare l’importo
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    Pensioni per le donne: 5 consigli per aumentare l’importo

    Purtroppo è un dato confermato e risaputo: in Italia non c’è parità di stipendio tra uomo e donna e di conseguenza nemmeno per quanto riguarda le pensioni. Secondo l’Istat nel 2014 gli uomini avrebbero incassato, di media, una pensione di circa 20mila euro nel corso dell’anno. La media per le donne, quello stesso anno, è stata di 14mila: 6mila euro meno degli uomini quindi. Perché tale differenza che alcuni chiamano gender pay gap?

    Innanzitutto partiamo dal principio, ossia a come si arriva a stabilire la cifra mensile che definirà la pensione. Nel corso della nostra vita lavorativa, ogni mese accantoniamo dei contributi che vanno a costituire un “gruzzolo”, chiamato montante contributivo. Ci vengono tolti direttamente dalla busta paga, in parte li doniamo noi, in parte il nostro datore di lavoro. L’importo della pensione sarà dato da un calcolo che tiene conto di alcuni coefficienti come di quanto versato, dell’età e del Pil.
    E allora come si spiega questa differenza? Prima di dare 5 consigli utili su come incrementare la nostra pensione, è bene sapere perché noi donne siamo più a rischio.

    Si può spiegare solo con le interruzioni lavorative delle donne, periodi più o meno prolungati in cui cessano di mettere da parte i contributi. Un esempio sul “quando e perché” è sicuramente la cura dei figli e dei genitori/familiari anziani o bisognosi che le portano ad allontanarsi dal lavoro. Sono le donne sulle quali ricade quasi automaticamente questo compito. Anche quando non smette di lavorare, spesso la donna è più incline a scegliere posti di lavoro più flessibili. Se poi ci aggiungiamo la disparità di salario e una non ancora raggiunta uguaglianza di genere sul lavoro, tutto è chiaro. Guadagnando di meno, va di pari passo che le donne siano più esposte alla povertà nella vecchiaia.

    Ecco allora 5 consigli utili su come aumentare la nostra pensione ed avere un assegno più dignitoso.

    Per i più è l’Inps che accantona i nostri soldi per la pensione, ma esistono tantissime casse previdenziali per poter integrare. Ci si può rivolgere ad enti privati, a banche, a compagnie assicurative. Facendo questo si beneficerà anche di vantaggi fiscali: la cifra versata si potrà detrarre dal nostro 730. E in caso di morte niente andrà perduto, perché verrà erogata a chi sceglieremo come beneficiario.

    Ce ne sono una miriade ed è bene scegliere a seconda dei nostri bisogni.

    Sapere è potere, conoscere meglio un argomento ci rende più libere e consapevoli di fare le scelte giuste. Dobbiamo imparare a saper leggere la nostra busta paga e soprattutto monitorare la nostra somma versata. Come? L’Inps, e comunque ogni cassa previdenziale, crea una pagina telematica personale dove ognuna può accedere tramite una password. Da lì controllare e monitorare e quando le cose non vi tornano, sappiate che esistono patronati e centri di assistenza fiscale che hanno l’obbligo di assistervi.

    casse di previdenza

    Per i famosi buchi previdenziali, cioè periodi in cui non si è versato contributi, o ne abbiamo versati troppo pochi, perché magari eravamo all’inizio o si lavorava poco si può fare qualcosa? Sì, ogni cassa previdenziale mette a disposizione il versamento volontario dei contribuiti. Praticamente ognuna di noi va a coprire, pagando di propria tasca, quei contributi che mancano. Doppio vantaggio: aumenta l’importo della futura pensione e si accorcia l’età pensionabile. Unico svantaggio è che è un’operazione onerosa.

    DONNE A LAVORO DOPO LA MATERNITA’: DIRITTI E CONSIGLI

    Per tutto ciò che dobbiamo fare spesso abbiamo l’atteggiamento di rimandare al futuro perché “tanto c’è tempo”. Ebbene, no: visto che la pensione è una faccenda personale e ci riguarda da vicino dobbiamo iniziare ad interessarsi fin da subito, dalla nostra entrata nel mondo del lavoro. E la questione non è neppure da dare in delega, quindi al bando farci pensare il marito o il compagno. Anche perché esistono opzioni di reversibilità a favore del coniuge, ma vanno sottoscritte, quindi è bene sapere cosa possiamo fare, decidere e cosa ci aspetta anche per tutelarci da subito.

    busta paga

    Per quelle di noi che sono state più flessibili nel mondo del lavoro ed hanno contribuito con diverse casse previdenziali, esiste l’opzione di accorpare la somma. Riguarda coloro che per esempio hanno lavorato da dipendenti, mettendo da parte contributi Inps e che nel frattempo hanno fatto parte di Ordini di categorie (giornalisti, avvocati, medici…). In questo caso con la totalizzazione e cumulo si può unificare i periodi contributivi e raggiungere un importo più dignitoso.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Consigli PraticiDonne in CarrieraLavoro Ultimo aggiornamento: Lunedì 04/07/2016 10:06
     
     
     
     
     
     
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