NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Parto: il “baby cooling” salva i neonati dall’asfissia

Parto: il “baby cooling” salva i neonati dall’asfissia
da in Bambini, Parto, Salute E Benessere, cure mediche, neonato, Ricerca
Ultimo aggiornamento:

    Parto baby cooling

    Durante il parto, purtroppo, possono verificarsi delle complicazioni che mettono a rischio la salute e la vita stessa del neonato. In particolare può determinarsi, per cause come il cordone ombelicale stretto attorno al collo del bebè, un corto circuito che impedisce l’ossigenazione per un certo lasso di tempo. Come sappiamo, l’asfissia è un trauma che può avere ripercussioni davvero molto serie sulla salute del bambino, soprattutto a livello cerebrale. Un black out di ossigeno nel cervello può infatti determinare una compromissione delle facoltà cerebrali con delle conseguenze non immediatamente riscontrabili ma che si evidenziano con il tempo.

    Come terapia ospedaliera tradizionale d’emergenza, in casi di asfissia del neonato, vi era l’incubatrice, macchina capace di salvare la vita al piccolo ma non di impedire il danno cerebrale. Oggi però, con grande piacere vi informo che è stata messa a punto una nuova terapia di pronto intervento, denominata “baby cooling“. Cool, in lingua inglese, significa freddo, e infatti proprio sull’ipotermia si basa questa innovativa quanto efficace tecnica. Vediamo meglio in cosa consiste.

    Entro le prime 6 ore di vita del neonato colpito da asfissia (la tempestività, in casi come questi, significa sopravvivenza), si avvia l’ipotermia terapeutica, ovvero, si procede ad abbassare la temperatura corporea fino a raggiungere i 33,5° C, in modo da inibire le necessità metaboliche del cervello. La cura si protrae per 72 ore, periodo di tempo in cui i medici monitorano tutte le funzioni vitali del piccolo, con particolare attenzione a quelle cerebrali.

    Al momento, il baby cooling, che è stato introdotto in Italia da pochissimo, è sperimentato, nella regione Lazio, dall’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. E’ comprovato che questa nuova terapia è in grado di limitare e addirittura bloccare i danni della mancata ossigenazione nel cervello dei bebè durante il parto, che può portare a forme di handicap psicomotori e forme di ritardi mentali. Uno splendido risultato della ricerca medico-scientifica che, speriamo, sarà resa al più presto disponibile nelle strutture sanitarie di tutta Italia.

    407

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BambiniPartoSalute E Benesserecure medicheneonatoRicerca
    PIÙ POPOLARI