Papa Francesco contro le pensioni d’oro: “Sono un’offesa al lavoro. Bisogna combattere la disoccupazione giovanile”

Papa Francesco denuncia la precaria situazione lavorativa dei giovani e si fa promotore di un nuovo patto sociale per il lavoro. Il Santo Padre si è battuto per le nuove generazioni che fanno fatica a trovare un’occupazione e durante il suo discorso ai delegati della Cisl si è scagliato contro le pensioni d’oro.

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    Papa Francesco contro le pensioni d’oro: “Sono un’offesa al lavoro. Bisogna combattere la disoccupazione giovanile”

    Sono parole dure quelle pronunciate da Papa Francesco ai delegati della Cisl, la Confederazione Italiana dei Sindacati Italiani che dal 28 giugno al 1° luglio sarà impegnata nel 18° Congresso Nazionale, nel corso del quale interverranno diverse personalità di spicco del mondo politico ed economico. Durante il suo discorso, il Santo Padre si è fatto portavoce dei giovani e ha duramente condannato la drammatica situazione lavorativa in cui versano.

    La sua è una vera e propria denuncia contro una società che non è in grado di aiutare le nuove generazioni a trovare un lavoro, una società, queste le parole del Pontefice, “stolta e miope che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga intere generazioni di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti”.

    Quella sollevata dal Santo Padre è una questione che viene affrontata quotidianamente, ma che non sembra ancora trovare una soluzione. La disoccupazione giovanile in Italia continua a crescere e i dati parlano chiaro: 1,5 milioni di giovani non riesce a trovare un impiego e servono politiche del lavoro adeguate per aiutare le nuove generazioni.

    Il Papa si è anche fatto promotore di nuovo patto socialeche riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa e permetta ai giovani, che hanno il diritto-dovere, di lavorare”.

    Papa Francesco contro le pensioni d’oro e a sostegno delle donne

    Il Papa si è poi scagliato contro le pensioni d’oro considerate “un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere perché fanno sì che le disuguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni” e si è battuto per le donne che sul lavoro continuano ad essere discriminate.

    Il suo è un invito a fare di più, per dire basta alle donne lavoratrici che vengono pagate meno degli uomini e per mettere la parola fine allo sfruttamento che sono costrette a subire.

    Il Pontefice e le accuse ai sindacati

    Non è mancato nemmeno un attacco, neanche troppo velato, ai sindacati, accusati di non fare abbastanza per migliorare una situazione che diventa ogni anno sempre più critica. “La corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacalisti” ha detto il Santo Padre, rimproverando i sindacati di essere diventati troppo simili ai partiti politici e di aver perso di vista il loro compito.

    Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile” ha detto Papa Francesco, aggiungendo “se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l’azione dentro le imprese perde forza e efficacia”.

    Dolcetto o scherzetto?