Palazzo esploso a Milano: ergastolo per Giuseppe Pellicanò

Condannato all’ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario 52enne che nel giugno 2016 causò l’esplosione della palazzina in via Brioschi a Milano svitando il tubo del gas. Nello scoppio persero la vita la sua ex compagna Micaela Masella e i due fidanzati marchigiani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi. Riconosciuta l'accusa di strage e devastazione aggravata.

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    Palazzo esploso a Milano: ergastolo per Giuseppe Pellicanò

    E’ stato condannato all’ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario dichiarato colpevole di aver svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento provocando un’esplosione nella palazzina di via Brioschi a Milano, quartiere Navigli, nel giugno 2016. Nello scoppio morì la sua ex compagna Micaela Masella e la coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, e rimasero gravemente ferite anche le sue due bimbe di 7 e 11 anni.

    Strage e devastazione aggravata: ergastolo per Pellicanò

    Questa la decisione del gup Chiara Valori nel processo abbreviato, che ha accolto la richiesta del pm Elio Ramondini e disposto per l’uomo la condanna all’ergastolo per strage e devastazione aggravata. L’imputato era presente in aula e alla lettura del verdetto è rimasto impassibile. All’uomo non è stato riconosciuto il vizio parziale di mente che una perizia psichiatrica lo aveva indicato come un soggetto affetto da forte depressione. La difesa aveva sostenuto infatti che il pubblicitario di 54 anni non aveva intenzione di uccidere, ma affetto da semi infermità mentale avrebbe agito sotto l’uso di psicofarmaci. Il gup ha escluso solo l’aggravante dei futili motivi.

    I familiari delle tre vittime non hanno trattenuto le lacrime in aula e si sono abbracciati piangendo.

    Persa la patria potestà delle figlie

    Il giudice ha inoltre dichiarato decaduta la responsabilità genitoriale di Pellicanó delle due figlie piccole, rimaste gravemente ustionate nell’esplosione. Le due bambine, di 7 e 11 anni, sono figlie dell’uomo e dell’ex compagna uccisa. A loro e ai familiari di Chiara è stato riconosciuto un risarcimento di 1 milione e 760 mila euro. Più o meno la stessa cifra di provvisionale decisa per i familiari dei due fidanzati marchigiani.

    Altri risarcimenti sono stati disposti per i vicini di casa che hanno visto i loro appartamenti fortemente compromessi dall’esplosione.

    L’esplosione della palazzina in Via Brioschi

    L’esplosione della palazzina in via Brioschi risale al 12 giugno 2016. Giuseppe Pellicanò, pubblicitario di 52 anni, devastato psicologicamente dalla decisione della sua ex compagna, Micaela Masella, di andare a vivere insieme al nuovo fidanzato attuò la vendetta. Nella notte dell’11 giugno si recò al civico 65 all’ultimo dei quattro piani e svitò il tubo del gas dell’appartamento dove vivevano anche le sue due figlie. Micaela fece in tempo ad accorgersi della fuga di gas e riuscì a chiudere la valvola, ma non ha potuto impedire l’esplosione. Quello che però il suo gesto ha attutito è stato evitare una strage ancor più grande. Oltre a Masella, nella deflagrazione sono morti anche Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, i fidanzati che abitavano nell’appartamento accanto. Il gas venne tenuto aperto per circa 7 ore, per questo non si è potuto evitare il grande scoppio.

    Pellicanò per tutta la durata delle indagini ha continuato a dichiararsi innocente, tanto che il pm Elio Ramondini aveva chiesto l’ergastolo lo scorso 5 giugno, non solo perché aveva provocato la morte di 3 persone, ma anche perché “ha continuato a dire tante bugie per rimanere impunito“.

    Oggi Giuseppe Pellicanò è stato condannato all’ergastolo nel corso del processo per rito abbreviato che quindi ha comportato uno sconto della pena che in casi del genere significa evitare l’isolamento.

    Dolcetto o scherzetto?