Natale 2016

Orlando, killer uccide 50 persone in un club gay: la rivendicazione dell’Isis

Orlando, killer uccide 50 persone in un club gay: la rivendicazione dell’Isis
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    Orlando, killer uccide 50 persone in un club gay: la rivendicazione dell’Isis

    Il 30enne killer newyorchese di origini afgane Omar Mateen ha ucciso 50 persone e ha ferito oltre 53 persone in un club gay di Orlando in Florida. Il combattente dell’Isis Omar Mateen è stato poi ucciso dalle teste di cuoio che avevano circondato la zona. L’opinione pubblica internazionale è sotto shock. E’ la peggiore sparatoria di massa per numero di vittime nella storia degli Stati Uniti. Un altro terribile e agghiacciante 11 settembre per l’America. Qualche ora dopo la strage, è giunta la rivendicazione dello Stato islamico attraverso l’Amaq, l’agenzia di stampa del Califfato: “L’attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico”.

    Tra le numerose e terrificanti testimonianze dell’orrore spuntano gli sms inviati da una delle vittime della strage, il 30enne Eddie Justice, alla madre. Sabato sera il ragazzo si trovava al Pulse di Orlando. Poco dopo le due del mattino, sentiti gli spari all’interno del locale, il ragazzo si era rifugiato nel bagno delle donne e aveva inviato messaggi telegrafici alla madre Mina per chiedere aiuto: “Mamma, ti voglio bene. Nel locale stanno sparando. Intrappolato nel bagno”. La mamma aveva prontamente risposto: “Stai bene? Che locale?”. Lui disperato aveva scritto: “Pulse. In centro. Chiama la polizia. Sto per morire”. La donna, dopo aver chiamato la polizia, si era precipitata fuori dal locale: “Quale bagno?”. Eddie aveva scritto ancora: “Ci ha preso. È nel bagno con noi.

    Nel bagno delle donne”. Questo è stato l’ultimo testo inviato alla madre…

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    Orlando , veglia per le vittime della strage

    Epilogo diverso per chi è riuscito a fuggire dal locale gay. Ricardo J. Negron Almodovar, portoricano che vive a Orlando, ha raccontato sulla pagina Facebook del Pulse: “Ero lì. Ha aperto il fuoco intorno alle 2 del mattino. La gente sulla pista e al bancone è finita per terra, e alcuni di noi che erano vicino al bar e all’uscita sul retro sono riusciti ad attraversare la zona all’aperto e a correre via. Adesso sono sano e salvo a casa, e spero che tutti tornino a casa sani e salvi”.

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    Orlando , veglia per le vittime della strage

    Messaggi di cordoglio e commozione giungono da tutto il mondo e da ogni parte del pianeta si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ordinato bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici e le ambasciate Usa fino a giovedì sera e durante una conferenza stampa ha parlato di un atto di terrore e di odio.

    “La terribile strage avvenuta a Orlando, con un numero altissimo di vittime innocenti, ha suscitato in Papa Francesco e in tutti noi i sentimenti più profondi di esecrazione e di condanna, di dolore e di turbamento di fronte a questa nuova manifestazione di follia omicida e di odio insensato – si legge nella nota diffusa dalla sala stampa vaticana – Papa Francesco si unisce nella preghiera e nella compassione alla sofferenza indicibile delle famiglie delle vittime e dei feriti e li raccomanda al Signore, perché possano trovare conforto. Tutti ci auguriamo che si possano individuare e contrastare efficacemente al più presto le cause di questa violenza orribile e assurda, che turba così profondamente il desiderio di pace del popolo americano e di tutta l’umanità”.

    La presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini ha espresso orrore e sgomento in una nota per la spaventosa strage compiuta nella discoteca di Orlando: “Qualunque sia la motivazione che ne è all’origine, a farne le spese è la comunità gay, colpita perché l’odio omofobo, che qui si è manifestato nel modo più terribile, non sa tollerare la diversità. Esprimo il mio cordoglio e la mia solidarietà alle famiglie delle vittime e a tutto il popolo americano”.

    La strage di Orlando ha riacceso il dibattito sulle armi da fuoco in America. Il killer era stato già interrogato tre volte, due nel 2013 e una nel 2014, per sospetti legami al terrorismo e la settimana scorsa aveva potuto comunque acquistare legalmente un fucile e una pistola.

    Anche noi esprimiamo cordoglio per le vittime di questa vergognosa ed efferata tragedia ed esprimiamo solidarietà alle famiglie delle vittime e dei feriti.

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