Omicidio Vanessa Russo: Doina Matei ritorna in semilibertà, ma non potrà utilizzare i social

Omicidio Vanessa Russo: Doina Matei ritorna in semilibertà, ma non potrà utilizzare i social
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    Omicidio Vanessa Russo: Doina Matei ritorna in semilibertà, ma non potrà utilizzare i social

    Doina Matei ritorna in semilibertà, ma non potrà utilizzare i social network. La giovane romena, che uccise con un colpo di ombrello Vanessa Russo dopo una lite alla stazione Termini della metropolitana di Roma il 26 aprile 2007, potrà di nuovo avere permessi diurni per uscire dal carcere e dovrà avere un rapporto più stretto con gli operatori della cooperativa per cui presterà servizio. Lo ha stabilito il tribunale di Sorveglianza di Venezia. “Non sapevo di non poter usare Facebook – ha spiegato Doina Matei nel corso dell’ultima udienza – era l’unico modo per rimanere i contatti con i miei figli. Ho capito di aver sbagliato e di aver ferito i familiari di Vanessa Russo“.

    La mamma romena aveva inizialmente perso la semilibertà l’11 aprile scorso, dopo la pubblicazione di alcune foto che avevano urtato la sensibilità della famiglia della vittima. La killer dell’ombrello, condannata a 16 anni di carcere per omicidio preterintenzionale aggravato da futili motivi, aveva pubblicato diverse foto sul suo profilo Facebook che la ritraevano felice e radiosa in costume al mare oppure durante alcune passeggiate notturne.

    Doina Matei in costume al mare

    In quei giorni la trentenne romena stava usufruendo di un permesso premio che le consentiva di dormire all’esterno e già sognava l’affidamento in prova ai servizi sociali per tornare a vivere con i suoi due figli. La decisione del magistrato di Sorveglianza di Venezia aveva bloccato tutti i suoi programmi. Il legale di Doina Matei aveva commentato la decisione del magistrato dichiarando che si trattava di un brutto passo indietro per la sua assistita, “forse dovuto all’effetto del polverone mediatico che si è sollevato sul caso dopo la pubblicazione di quelle foto. Ma la sospensione durerà giusto il tempo di discuterla davanti al tribunale di Venezia dove dimostreremo che fra i divieti non c’era quello specifico dell’uso del social network”. Lei si era prontamente giustificata: “Sono sconvolta, non sapevo di non poter usare Facebook, mi spiace molto se ho fatto del male a qualcuno”.

    Una banale lite tra le due ragazze portò Doina Matei, all’epoca 21enne, a colpire con il suo ombrello la giovane Vanessa Russo agli occhi. Purtroppo la punta dell’ombrello perforò un’orbita arrivando a danneggiare l’arteria cerebrale. Dopo un giorno di coma la 23enne Vanessa Russo morì, lasciando nello sgomento familiari, amici e tutta Fidene, il quartiere romano dove abitava. Doina era in compagnia di un’altra ragazza, minorenne, con la quale tentò la fuga, ma grazie alle telecamere venne presa. Venne catturata a Tolentino nelle Marche e condannata a 16 anni di carcere per omicidio preterintenzionale aggravato da futili motivi. Alcuni anni fa Doina aveva dichiarato in diverse interviste che una volta scontata la sua terribile pena avrebbe cercato silenzio.

    Manifestava il desiderio di andare sulla tomba di Vanessa per pregare la sua giovane vittima e non ultimo il suo desiderio più grande: continuare ad essere madre dei suoi bambini.

    Il nostro pensiero va a Vanessa, una giovane vita persa per una banale lite nell’affollata metropolitana romana. Un giorno come tanti per Vanessa che era solita prendere i mezzi per andare a lavoro. Faceva i turni in una gelateria nel centro di Roma mentre continuava a studiare per diventare infermiera. Quel maledetto 26 aprile 2007 decise di uscire prima, di raggiungere la stazione Tiburtina per salutare suo fratello Simone, che prestava servizio proprio per la sicurezza nella metro. E’ lui l’ultimo familiare a vedere Vanessa viva, che una volta giunta a Termini trova le sue aguzzine. Venne soccorsa subito da una guardia giurata e da un medico, così come fecero di tutto in rianimazione all’Umberto I, ma l’epilogo purtroppo lo conosciamo. Una triste coincidenza: un anno dopo un altro omicidio in una stazione di Roma e l’assassino dopo 4 anni è di nuovo libero.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Giovedì 05/05/2016 15:26
     
     
     
     
     
     
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