Natale 2016

Omicidio Pamela Canzonieri: l’autopsia rivela che è stata strangolata a mani nude

Omicidio Pamela Canzonieri: l’autopsia rivela che è stata strangolata a mani nude

Ha confessato l'uomo sospettato: l'ho uccisa e non ricordo perché.

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    Omicidio Pamela Canzonieri: l’autopsia rivela che è stata strangolata a mani nude

    L’uomo sospettato per la morte di Pamela Canzonieri ha confessato: è stato lui ad uccidere la 39enne ragusana, trovata morta giovedì scorso a Morro de Sao, in Brasile. I sospetti erano ricaduti prima su una donna, con la quale Pamela aveva litigato pochi giorni prima e poi sull’uomo arrestato. L’assassino si chiama Antonio Patricio dos Santos, ma nella regione è meglio conosciuto come “Fabricio“. Era già ricercato dalla polizia per traffico di stupefacenti. Il brasiliano ha detto agli investigatori di aver incontrato la vittima per strada e di averla poi accompagnata a casa, ma non ricorda perchè l’ha uccisa. Sembrerebbe infatti che fosse sotto effetto della cocaina e non abbia un ricordo lucido della notte del 17 novembre. Ancora quindi resta un’incognita il movente.

    Pamela Canzonieri, la 39enne italiana uccisa in Brasile è stata strangolata a mani nude e colpita alla testa: questo il risultato dell’autopsia. La donna è stata trovata morta giovedì scorso a Morro di San Paolo, nello stato di Bahia. Secondo l’esame autoptico la causa della morte è asfissia. Il corpo presentava dei lividi, segno che la donna ha lottato prima di morire nel suo appartamento. Non ci sono però segni di effrazione, quindi dovrebbe trattarsi di qualcuno a cui Pamela ha aperto tranquillamente la porta. Ancora però non c’è un colpevole.
    Dopo i primi sospetti ricaduti su una donna con la quale Pamela aveva litigato in precedenza, le ricerche non hanno individuato l’assassino. Sono stati fatti dei prelievi del Dna ad altri conoscenti di Pamela, fin’ora senza risultato. Infatti per ora è stato aperto un fascicolo contro ignoti dalla Procura di Ragusa, che segue un’indagine parallela a quella brasiliana. La salma rientrerà in Italia a breve, probabilmente questo venerdì.

    Pamela Canzonieri era solita passare le estati, ormai da 5 anni in Brasile, dove affittava una casa e si manteneva lavorando come cameriera. La sua personalità è descritta con affetto da una sua amica italiana che vive in Brasile: ecco un estratto della lettera che ha inviato a Tgcom 24.

    “Una gran lavoratrice con un carattere di ferro, capace di adattarsi ad ogni ambiente e di vivere con un piede in Brasile ed uno in Italia, cosa che la maggioranza delle persone non sarebbe capace neanche di sognare, sempre allegra e sorridente, cordiale, simpatica, piena di voglia di vivere; diffamando la sua memoria scrivendo e sostenendo di possibili “voci di una overdose” “è stata trovata della droga” ?!?!?

    La polemica sulla droga a cui si riferisce l’amica è stata infatti la prima causa di morte che hanno proclamato gli inquirenti, gettando nello sgomento i genitori della povera Pamela. E ancora:

    “Pamela Canzonieri era una delle migliori garçonete/cameriere dell’isola, nei 5 anni passati qui, ha lavorato per i migliori ristoranti, nei bar più frequentati, tutti i ristoratori conoscevano l’infaticabile Pamela, sempre presente, capace di lavorare persino con un braccio rotto, o con la febbre, se il suo supporto fosse stato necessario. Pamela Canzonieri si faceva in 4 per i datori di lavoro perchè con loro stringeva un rapporto non soltanto di rispetto ma di amicizia. Perchè era una donna solare, dinamica, con tanta voglia di fare, e di crescere, ricca di amici di ogni etnia”.

    pamela canzonieri brasile

    Dall’estratto della lettera vengono fuori anche raccapriccianti dettagli dell’omicidio:

    “Pamela era rientrata al Morro per completare uno dei suoi sogni e cucinare i suoi famosi arancini di riso per i turisti dell’isola, Pamela questo sogno non lo potrà portare a termine perchè pochi giorni fa uno/a assassino/a aggressivo/a l’ha uccisa brutalmente nella sua dimora. Le ha spaccato il cranio lasciandola agonizzante, ed ancora viva su un materasso di spugna tra mezzanotte e l’una, a cavallo tra il 16 ed il 17 novembre. Il crimine è avvenuto in una via poco più larga di due metri e lunga 20 metri, dove le case sono ammassate l’una sopra l’altra, senza alcun senso logico e senza un vero muro di separazione (come lo intendiamo noi italiani) dove i rumori echeggiano da parte a parte come un’eco rimbombante. Le grida di soccorso sono state udite da tutti i vicini, ma nessuno di loro ha fatto nulla, ed anzi si sono chiaramente accorti quando l’assassino/a è uscito da casa di Pamela richiudendo la porta, e ne riferiscono con certezza l’orario”.

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    E sarebbe stata proprio l’amica a far sapere alla famiglia Canzonieri della morte di Pamela. La sorella minore, Valeria, dice di aver appreso da Facebook la notizia tremenda. Non solo quindi la tristezza e lo sgomento, ma anche la rabbia dei parenti che si sentono abbandonati dallo Stato: “mi dispiace non aver ricevuto un attestato di vicinanza dallo Stato italiano. Mia sorella era un’italiana che lavorava all’estero. Ci saremmo aspettati una telefonata da un rappresentante dello Stato. Invece nulla. Neanche del nostro premier, Matteo Renzi che si dichiara vicino agli italiani”.

    La solidarietà invece arriva dai tanti amici che Pamela si era fatta in Brasile nel corso di questi anni. Un ricco imprenditore ragusano da tempo trasferitosi in Brasile si è offerto di sostenere le spese della spedizione della salma, mettendo a disposizione seimila euro. Un altro amico di Pamela, un ragazzo livornese, uno dei tanti italiani che come lei lavora in Brasile accompagnerà invece la salma a Ragusa.
    R.i.p

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