Natale 2016

Omicidio Meredith: Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti

Omicidio Meredith: Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti
da in Cronaca
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    amanda e raffaele assolti

    A/P LaPresse

    Omicidio Meredith, Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti nella quinta sezione penale della corte di Cassazione presieduta da Gennaro Marasca. Sollecito completamente scagionato, Amanda condannata a 3 anni, già scontati, per calunnia ai danni di Lumumba, decisione che ha provocato il disappunto della giovane statunitense e della sua famiglia, nonostante la stessa si sia dichiarata “tremendamente sollevata e grata”.

    La sentenza della quinta sezione penale della corte di Cassazione ha assolto i due imputati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito, entrambi felicissimi di questa decisione. La famiglia di Amanda ha espresso profonda gratitudine per chi, in questi anni, non ha mai smesso di sostenerla, mentre lei stessa ha dichiarato: “Sono molto grata che giustizia sia stata fatta. Grazie. Sono grata di riavere la mia vita…Meredith era una mia amica. Meritava moltissimo nella vita. Io sono quella fortunata”.

    Stessa esultanza da parte della famiglia di Raffaele Sollecito, “è finita… è finita”, sono state le parole di suo padre, accompagnate da pianti di gioia. Ha quindi aggiunto: “Meredith è la prima e la più grande vittima di tutta questa tragedia perché è colei che ha perso la vita e noi siamo sempre stati vicini alla sua famiglia. Anche loro potranno dire che c’è stata giustizia perché l’unico vero responsabile di quella terribile storia è stato condannato in via definitiva e sta scontando la sua pena”. Raffaele, travolto dall’emozione, è scoppiato in lacrime dichiarandosi “immensamente felice” che la magistratura che l’aveva condannato ingiustamente, gli abbia restituito la dignità e soprattutto la libertà. Non solo, Raffale e i suoi legali sarebbero infati passati al contrattacco, richiedendo 516mila euro di risarcimento per “ingiusta detenzione”

    Il caso di Meredith ha scosso fortemente l’opinione pubblica, come quello di Melania Rea. Per i giudici della Corte Fiorentina, sarebbe stata una punizione quella che Amanda Knox avrebbe voluto infliggere alla compagna con la quale aveva litigato la sera del terribile delitto, quando la ragazza inglese venne colpita da due armi da taglio distinte.

    La studentessa di Seattle avrebbe ucciso Meredith aiutata dal fidanzato di quel tempo, Sollecito. L’omicidio sarebbe maturato in una “progressione di aggressività e una volontà di prevaricazione e di umiliazione verso Meredith”, come si legge dalla sentenza. Questa situazione avrebbe coinvolto anche Rudy Guede ma “non è credibile che fra i quattro ragazzi fosse iniziata un’attività sessuale di gruppo”.

    Guede, già condannato per concorso in omicidio a 16 anni di carcere, avrebbe aiutato i due presunti assassini a tenere ferma Meredith durante l’aggressione ma non avrebbe impugnato l’arma del delitto. Per i giudici della Corte di Appello, il fatto che il suo dna sia stato ritrovato sul polsino della felpa della Kercher e all’interno della sua vagina, è da ricondurre al tentativo da parte sua di compiere l’aggressione sessuale contro Merdith in modo da immobilizzarla e facilitare gli altri due ragazzi nell’omicidio.

    Per la condanna inflitta a Knox e Sollecito, secondo i giudici vi sono elementi “plurimi e concordanti” che inchiodano i due ex fidanzati. Nell’omicidio di Meredith Kercher, insieme a Guede, hanno lasciato “tracce del loro passaggio per deposizione ematica del sangue della vittima che era fuoriuscito copiosamente dalle ferite”. Altro elemento decisivo è il gancetto del reggiseno della vittima, attorno al quale la difesa di Sollecito ha tentato di dimostrare la sua innocenza. Per la Corte, invece, “la traccia biologica rinvenuta sull’intimo che Meredith Kercher indossava la sera che fu assassinata, fu lasciata da Raffaele Sollecito” ma sarebbero stati diversi gli impulsi di prevaricazione: Guede avrebbe voluto soddisfare un suo istinto sessuale mentre gli altri due ragazzi avrebbero voluto umiliarla.

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