Omicidio Ancona: è morto Fabio Giacconi, ucciso dal fidanzato della figlia

Omicidio Ancona: è morto Fabio Giacconi, ucciso dal fidanzato della figlia
da in Cronaca
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    antonio tagliata e fidanzata

    Omicidio Ancona: stamattina è morto anche Fabio Giacconi dopo quasi un mese di coma irreversibile nel reparto di rianimazione dell’ospedale della città marchigiana. Il sottufficiale dell’Aeronautica con un passato di missioni in Afghanistan e Iran era stato ferito a colpi di pistola il 7 novembre scorso da Antonio Tagliata, il fidanzato 18enne della figlia. Quel maledetto giorno, il 18enne ha ucciso anche la madre della sua compagna, Roberta Pierini. Per il giudice per le indagini preliminari si è trattato di una vera e propria esecuzione.

    Antonio Tagliata è attualmente rinchiuso nel carcere di Camerino. La figlia della coppia è rinchiusa nell’Istituto di pena minorile di Nisida a Napoli. Entrambi sono indagati per duplice omicidio aggravato. Il 18enne è indagato anche per porto abusivo di arma da sparo.

    14 anni dopo il delitto di Erika e Omar, la storia si ripete. Ancora non è dato a sapersi come siano andate realmente le cose, ma la triste vicenda risveglia il ricordo del delitto compiuto da Erika De Nardo e Mauro “Omar” Favaro.

    Il recente delitto che vede coinvolti due ragazzi di Ancona fa tornare alla memoria il caso di Erika e Omar. Purtroppo la famiglia non sempre è un porto sicuro. E la tragedia di Novi Ligure, risalente al 2001, fu in tal senso rivelatoria. Anche Erika e Omar erano solo degli adolescenti, lei 16enne, lui 17enne. Non per questo innocui. E’ il ripetersi del copione: in entrambi i casi la madre ostacolava la relazione e allora, quale miglior modo per farla franca se non togliendole la vita.

    Tutto ha inizio nell’abitazione dei genitori della 16enne, figlia di Fabio Giacconi e Roberta Pierini: Antonio, malvisto dalla famiglia, entra in casa e si mette a discutere. La discussione si trasforma in litigio, Antonio estrae una calibro 9X21 e spara.

    Prima contro Roberta, poi contro Fabio, che inutilmente cerca di fuggire.

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    Non volevo uccidere, volevo solo un chiarimento con i genitori della mia ragazza: ma il padre ha avuto un atteggiamento aggressivo, mi è venuto addosso, e io ho sparato. Non ricordo nient’altro“, queste le parole pronunciate da Antonio subito dopo il delitto. E pensare che si tratta di un ragazzo normalissimo, esattamente come Omar, con una fidanzata 16enne altrettanto normale. Si fa per dire. Ma ad aver sconvolto tutti, oltre al delitto in se stesso, è stato l’atteggiamento della ragazzina, che è apparsa inaspettatamente tranquilla anche durante l’interrogatorio. Non una lacrima. Come se l’uccisione dei suoi genitori non l’avesse più di tanto turbata. E anche in questo caso torna alla memoria la freddezza di Erika, che dopo il delitto ebbe il coraggio di accusare due albanesi.

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    Antonio e la fidanzata non hanno tirato in ballo nessuno, si sono limitati ad andarsene in scooter per raggiungere, probabilmente, la stazione di Falconara e fuggire verso Nord. Dopo gli interrogatori, la sedicenne continua a sostenere di ignorare le intenzioni di Antonio. Ma il padre di quest’ultimo afferma che il figlio sarebbe stato pesantemente condizionato dalla fidanzata. Al momento le indagini proseguono, nel tentativo di fare chiarezza sull’ennesimo delitto familiare.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Martedì 01/12/2015 16:36
     
     
     
     
     
     
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