Nuovi Lea 2017: cosa cambia con i nuovi livelli essenziali d’assistenza pubblica della Lorenzin

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    Nuovi Lea 2017: cosa cambia con i nuovi livelli essenziali d’assistenza pubblica della Lorenzin

    Il premier Paolo Gentiloni ha firmato il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) sui nuovi Lea 2017, i livelli essenziali di assistenza che individuano le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). La ministra della Salute del Governo Gentiloni, Beatrice Lorenzin, ha dichiarato che è un passaggio storico per la sanità italiana. Dopo ben 15 anni sono stati finalmente aggiornati in maniera uniforme i livelli essenziali di assistenza. Il decreto sostituisce integralmente quello del 2001, diventando così la fonte primaria per la definizione delle attività, dei servizi e delle prestazioni garantite dal SSN. Scopriamo insieme tutte le novità previste dal Dpcm.

    Commissione nazionale

    Una delle più importanti novità riguarda l’istituzione di una commissione nazionale presso il Ministero della Salute che avrà il compito di monitorare costantemente il contenuto dei Lea, escludendo prestazioni, servizi o attività che divengano obsoleti e valutando di erogare a carico del Servizio sanitario nazionale (SSN) trattamenti che, nel tempo, si dimostrino innovativi o efficaci per la cura dei pazienti.

    Vaccini

    Il provvedimento prevede l’introduzione di una serie di nuovi vaccini oltre a quelli già previsti dal Calendario nazionale 2012-2014 contro pneumococco e meningococco C nei nuovi nati e HPV nelle undicenni. Le nuove vaccinazioni riguardano:

  • meningococco B, rotavirus e varicella nei nuovi nati;
  • HPV nei maschi undicenni;
  • meningococco tetravalente ACWY135;
  • richiamo anti-polio con IPV negli adolescenti;
  • pneumococco e Zoster nei sessantacinquenni.
  • Finora i vaccini erano a pagamento in alcune regioni e gratis in altre. Ora con il nuovo Piano nazionale vaccini, collegato ai Livelli essenziali di assistenza, saranno gratuiti per tutti in quanto non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione e verranno offerti in ogni Asl, secondo il calendario e in base a età e categorie a rischio. Pertanto:

  • I nuovi nati hanno diritto a cicli di base e successivi richiami per difterite, tetano, pertosse, epatite B, polio, haemophilus influenzae, morbillo, parotite, rosolia, varicella;
  • gli adolescenti hanno diritto al vaccino anti-meningococco tetravalente ACWY135 e al vaccino anti-HPV;
  • i 65enni e gli over 65enni hanno diritto al vaccino anti-influenzale stagionale;
  • i 65enni hanno diritto al vaccino anti-pneumococco e vaccino anti-zoster;
  • i soggetti a rischio di tutte le età hanno diritto a tutte le vaccinazioni previste dal Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale.
  • Malattie rare

    Il provvedimento ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche. Sono state introdotte 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di malattie, le cui prestazioni sono erogate in regime di esenzione. Ad esempio alcune della malattie rare inserite nell’elenco sono:

  • la miastenia grave;
  • la sclerosi sistemica progressiva;
  • la sarcoidiosi;
  • le malattie perossisomiali;
  • le sindromi da neoplasie endocrine multiple;
  • l’iperinsulinismo congenito;
  • le sindromi da deficit congenito di creatina;
  • le piastrinopatie autoimmuni primarie croniche;
  • la miosite eosinofila idiopatica.
  • Malattie croniche

    Alcune importanti revisioni sono state apportate all’elenco delle malattie croniche. Sono state introdotte sei nuove patologie esenti:

  • sindrome da talidomide;
  • osteomielite cronica;
  • patologie renali croniche;
  • rene policistico autosomico dominante;
  • endometriosi negli stadi clinici moderato e grave;
  • broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici moderato, grave e molto grave.
  • Inoltre alcune malattie già esenti come malattie rare vengono spostate tra quelle croniche:

  • malattia celiaca;
  • sindrome di Down;
  • s. Klinefelter;
  • connettiviti indifferenziate.
  • Celiachia

    Per quanto riguarda il percorso diagnostico della celiachia non risulta tortuoso, lungo e oneroso come avviene per i malati rari. Sono comunque esenti tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale comprese nei LEA, utili al monitoraggio della patologia e alla prevenzione delle complicanze e degli eventuali aggravamenti. E’ necessaria una certificazione di malattia redatta da uno specialista del SSN per ottenere il nuovo attestato di esenzione, così come avviene per tutte le malattie croniche, e resta invariata la disciplina della concessione degli alimenti ai celiaci.

    Endometriosi

    Il documento prevede l’inserimento dell’endometriosi nell’elenco delle malattie croniche e invalidanti, negli stadi clinici moderato e grave. Le pazienti hanno il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo.

    Autismo

    Il provvedimento recepisce la legge n. 134 del 2015 in tema di autismo, che prevede l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per la diagnosi precoce, la cura e il trattamento individualizzato dei disturbi dello spettro autistico oltre all’aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità degli interventi assistenziali in caso di disturbi pervasivi dello sviluppo.

    Screening neonatale

    E’ stato introdotto lo screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale.

    Assistenza ospedaliera

    Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera si garantiscono prestazioni assistenziali ordinarie in caso di patologie acute richiedenti assistenza medica prolungata, osservazione medico-infermieristica per 24 ore e immediata accessibilità alle prestazioni, tra cui la terapia del dolore e le cure palliative.

    Gravidanza

    Tra i servizi offerti alle future mamme non ci sono solo esami e visite ostetrico-ginecologiche, ma anche corsi gratuiti di accompagnamento alla nascita e l’assistenza in puerperio. Inoltre le prestazioni necessarie a monitorare la gravidanza in caso di minaccia di aborto sono erogate in regime di esenzione.

    Nomenclatore della specialistica ambulatoriale

    Dopo ben 21 anni, il nuovo nomenclatore introduce prestazioni tecnologicamente avanzate ed elimina quelle ormai obsolete. Le novità più interessanti riguardano:

  • l’erogazione gratuita di tutte le prestazioni concernenti la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa, che finora erano erogate solo in regime di ricovero ospedaliero;
  • l’introduzione di prestazioni e terapie innovative come l’adroterapia per la cura dei tumori, l’enteroscopia con microcamera ingeribile e la radioterapia stereotassica;
  • la revisione dell’elenco delle prestazioni di genetica e l’introduzione della consulenza genetica.
  • Nomenclatore dell’assistenza protesica

    Dopo ben 18 anni, il nuovo nomenclatore include tra i destinatari degli ausili protesici anche le persone affette da alcune malattie rare e gli assistiti in assistenza domiciliare integrata. Inoltre introduce negli elenchi dei dispositivi:

  • attrezzature per diversamente abili come barelle adattate per la doccia, scooter a 4 ruote, sollevatori, carrelli servoscala per ambienti interni, arti artificiali di ultima generazione, sistemi di riconoscimento vocale, sistemi di puntamento con lo sguardo;
  • attrezzature domotiche, sensori di comando e controllo per ambienti relativi ad esempio al telesoccorso;
  • ausili informatici e di comunicazione, come i comunicatori oculari e le tastiere adattate.
  • Le risorse

    Per quanto riguarda le risorse, il Governo ha previsto uno stanziamento di 800 milioni di euro allocati nei 3 livelli assistenziali, di cui 600 milioni di euro per l’assistenza distrettuale (specialistica ambulatoriale e assistenza protesica) e 220 milioni di euro per l’assistenza sanitaria collettiva (vaccini). I 20 milioni aggiuntivi derivano da un risparmio dovuto al trasferimento di prestazioni dall’assistenza ospedaliera ad altri ambiti assistenziali.