Non solo hijab, anche la moda islamica ha il suo fashion magazine

Non solo hijab, anche la moda islamica ha il suo fashion magazine
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    Ala il vogue turco

    Si chiama Âlâ, è nata in Turchia, ed è praticamente l’equivalente di Vogue per la moda islamica. Un fashion magazine molto speciale ma di enorme successo editoriale, nato meno di un anno fa dall’iniziativa di due pubblicitari. Dal punto di vista grafico e contenutistico, si tratta della classica rivista patinata piena di articoli sulle tendenze più glam, su cosa sia in e out in fatto di bellezza e seduzione, accessori, colori e make up, con tanto di esplicativi e raffinati servizi fotografici a tutta pagina, e con reportage interni sull’universo femminile. Esattamente come le classiche riviste che siamo abituate a sfogliare per tenerci aggiornate sugli ultimi trends e per rifarci gli occhi con le ultime proposte in fatto di look dei maggiori fashion brand.

    E tuttavia, su Âlâ non troverete mai immagini di bellissime top discinte, in costume da bagno o con microabiti che lasciano poco spazio all’immaginazione e né, tantomeno, lunghe chiome al vento.

    Il velo che fa tendenza

    Âlâ non è l’edizione araba di Cosmopolitan o Vanity Fair, ma un magazine con una sua propria personalità legata indissolubilmente ai precetti della religione musulmana. Sembrerà strano abbinare il tema religioso a quello profano ed effimero della moda (anzi, diremmo l’effimero per eccellenza, dato che riguarda l’estetica), ma non quando si parla di mondo islamico. Le donne turche, e arabe in generale, anche laddove non esistano imposizioni di sorta e, anzi, si contrasti l’uso del hijab (il classico velo islamico che copre i capelli e lascia scoperto solo il viso) nei luoghi pubblici, proprio come accade in Turchia, spesso preferiscono comunque abbigliarsi secondo la moda tasettur (velata). Ci sono molteplici motivi per cui questo avviene, a noi forse sembrerà strano, ma molte donne arabe ritengono che vestirsi in modo da coprire di più il corpo, sia anche il sistema migliore per essere rispettate, soprattutto per essere prese più sul serio dagli uomini, che in questo modo sono costretti a concentrarsi sul viso della loro interlocutrice (anziché essere “distratti” dal décolleté o dalle gambe) e ascolteranno con maggior attenzione le loro parole.

    Ma vi è anche un più antico messaggio seduttivo. La donna “velata” è da scoprire, e ogni uomo, istintivamente, prova maggior curiosità per ciò che è coperto, anziché per ciò che si vede subito. In ogni modo, la cosa stupefacente è che questo tipo di moda, proprio perché più “costretta” entro binari prestabiliti, riesce a produrre dei veri e propri capolavori in fatto di “variazioni sul tema”. Il corpo sarà coperto, certo, ma con quali tessuti variopinti e preziosi, con quali sovrapposizioni raffinate, con quale silhouette seducente e femminile. Insomma, una vera scoperta.

    Ala magazine moda islamica

    Ad aver inventato Âlâ, che in lingua turca significa “La più bella tra le belle”, sono stati due pubblicitari di successo turchi, entrambi devoti musulmani, che hanno pensato di creare un magazine che fosse un punto di riferimento per tutte le musulmane che desiderassero seguire i precetti della religione in fatto di abbigliamento, ma senza rinunciare ad essere alla moda. Per questo la rivista sta avendo un enorme riscontro, addirittura superando le vendite di Elle (edizione turca). Ibrahim Burak Birer, uno dei due fondatori di Âlâ, infatti, spiega che il loro progetto nacque dalla constatazione che: “C’era un gap da colmare per venire incontro alle donne islamiche osservanti in Turchia, donne che hanno una diversa visione del mondo”. Insomma, potrà apparirci incredibile, ma alla fine, per una vera libertà, tutti devono avere eguale voce in capitolo, anche in fatto di moda.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN MenteModaStyleTendenzeViaggi Ultimo aggiornamento: Sabato 28/04/2012 10:04
     
     
     
     
     
     
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