NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Non potevi chiudere le gambe durante lo stupro? Giudice canadese a processo

Non potevi chiudere le gambe durante lo stupro? Giudice canadese a processo
da in Attualità, Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:
    Non potevi chiudere le gambe durante lo stupro? Giudice canadese a processo

    Il giudice della Corte Federale del Canada Robin Camp ha posto le seguenti domande choc a una 19enne che ha subìto violenza sessuale durante una festa in casa a Calgary: “Perché non hai tenuto le gambe chiuse? E perché non hai spinto il sedere nel lavandino in modo che non potesse penetrarti?”. Il giovane Scott Wagner, accusato di aver aggredito sessualmente la ragazza, è stato assolto dal giudice Robin Camp poiché secondo il giudice lo stupro non c’era stato in quanto la donna avrebbe potuto chiudere le gambe o reagire in qualche modo. Una interpretazione davvero sconcertante e aberrante!

    Un caso molto simile a quello che si è verificato alcuni mesi fa in Spagna con protagonista in negativo la giudice Carmen Molina. Quattro professori di diritto della Dalhousie University e della University of Calgary hanno registrato un atteggiamento “sprezzante, se non proprio di disprezzo” nei confronti delle leggi sulla violenza sessuale e hanno denunciato il giudice Robin Camp, che è finito sotto processo.

    GUARDA LE PIU’ IMPORTANTI BATTAGLIE IN CORSO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

    Robin Camp ha chiesto pubblicamente scusa alla 19enne vittima di violenza sessuale e sta seguendo corsi di sensibilizzazione sul tema dello stupro. Ha promesso di diventare un magistrato migliore, ma ora rischia grosso e potrebbe anche perdere il posto di lavoro.

    Il caso continua a far scalpore in Rete e sta suscitando indignazione e sconcerto in tutto il mondo. Una giornalista della CNN ha letto le motivazioni shock della sentenza del giudice Robin Camp durante il telegiornale e si è scagliata pubblicamente e giustamente contro il magistrato.

    Il video dello sfogo della giornalista è stato condiviso su Facebook e sugli altri social network ed è diventato subito virale. Lo stupro è un crimine atroce che non va mai giustificato, ma fermamente condannato senza se e senza ma. Qualsiasi giustificazione va punita.

    SEGUI LA PAGINA FACEBOOK CHE CONTRASTA LA VIOLENZA SULLE DONNE

    462

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàCronacaViolenza sulle donne
    PIÙ POPOLARI