Noemi Durini, parlano i famigliari della vittima : “Tutti sapevamo che la picchiava, ora la legge faccia ciò che deve”

Omicidio Noemi Durini, la disperazione della famiglia 'Era un violento tutti sapevamo che la picchiava'. I lividi sul corpo della figlia avevano spinto la madre a sporgere denuncia mesi fa ma Noemi continuava a frequentare il fidanzato

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    Noemi Durini, parlano i famigliari della vittima : “Tutti sapevamo che la picchiava, ora la legge faccia ciò che deve”

    Una tragedia annunciata quella di Noemi Durini, la ragazza di Lecce uccisa dal fidanzato di 17 anni. Quel ragazzo, così violento e geloso e quell’ultimo post sull’amore libero dalla violenza erano campanelli d’allarme che avrebbe potuto impedire il finale tragico che ha spezzato la vita della giovane. Per mesi, la famiglia di Noemi aveva notato lividi e botte sul suo corpo, cercando di impedirle di frequentare quel ragazzo, così violento. La paura era tangibile nell’aria, e in quei 10 giorni tutti hanno sperato e pregato in un epilogo diverso.

    Omicidio Noemi, parlano i familiari della vittima

    “Lo sapevate tutti e non avete fatto nulla” queste le parole disperate di Benedetta Durini, alla notizia del ritrovamento del corpo della sorella. Un senso di ingiustizia che trova eco anche nelle parole dei nonni di Noemi, che puntano il dito contro chi sapeva ma non ha fatto nulla per salvarla. «Se fossero intervenuti per tempo –racconta nonno Vito- non sarebbe successo. Ora ci aspettiamo che la legge faccia ciò che deve».

    “Era una ribelle ma una brava ragazza”, aggiunge il nonno, mentre i ricordi nostalgici della nipote si scontrano con il dramma della realtà. Una vita spezzata, una tragedia che poteva essere evitata. «Lo avevamo detto tante volte — aggiunge la nonna Vincenza — ma lei non ha mai voluto sentire ragioni, anzi per questo litigava con i genitori».

    La disperazione della madre : “Non doveva stare con lui”

    La madre di Noemi, Imma Rizzo, ha appreso la notizia della morte della figlia mentre si trovava nella Prefettura di Lecce. Dopo 10 giorni di silenzio, dopo la scomparsa della figlia, aveva deciso di fare un ultimo tentativo per ritrovarla, lanciando un appello davanti alle telecamere. Ma non è stato necessario, perché, poco prima della conferenza stampa, è arrivata la notizia dalla Procura “il ragazzo ha confessato, l’ha uccisa lui”. La madre è crollata sotto shock, poi è stata riportata a casa dall’ambulanza. Nel pomeriggio, la disperazione urlata davanti ai compaesani affollatisi davanti all’abitazione : “Lo dicevo che non doveva stare con lui”. Era stata proprio la madre di Noemi, solo pochi mesi fa, a denunciare il fidanzato alla Procura dei minori di Lecce, temendo soprattutto lo stato di prostrazione e sudditanza psicologica della figlia.

    Da quella denuncia erano partiti due procedimenti, uno penale per violenza privata e uno civile per verificare le condizione familiari in cui viveva il ragazzo, forse alla base una situazione di degrado psicologico. Le indagini non avevano però portato a provvedimenti cautelari, ovvero il divieto di avvicinarsi a Noemi, come avrebbe desiderato la sua famiglia.

    Noemi, le parole del cugino “Tutti sapevamo che la picchiava”

    Noemi era una ragazza ribelle e testarda, non aveva voluto dare ascolto ai consigli preoccupati di chi le voleva davvero bene. Nemmeno la violenza e i lividi sul suo corpo erano stati sufficienti ad allontanarla da quel fidanzato violento che gli amici avevano già condannato. . «Era un violento — racconta il cugino Davide — tutti sapevamo che la picchiava. Negli ultimi tempi era diventato ancora più ossessivo, non voleva che frequentasse nessuno, desiderava che uscisse solo con lui ma Noemi amava la vita nessuno avrebbe potuto costringerla in quel modo».