Nigeria, le vittime dei rapimenti di Boko Haram si raccontano

Nigeria, le vittime dei rapimenti di Boko Haram si raccontano
da in Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    Nigeria, le vittime dei rapimenti di Boko Haram si raccontano. Più di 500 ragazze rapite alle famiglie dal 2009 ad oggi, costrette a subire abusi terrificanti da parte dei loro aguzzini, i terroristi di Boko Haram. Questo è quanto risulta da un recente rapporto di Human Rights Watch sulle vittime dei rapimenti del gruppo islamista nigeriano. Il rapporto è stato realizzato grazie alle interviste rilasciate dalle stesse vittime, alcune delle quali fortunatamente scampate a questo terribile destino. Testimonianze che fanno letteralmente rabbrividire puntando il dito non solo contro i terroristi ma contro lo stesso governo nigeriano, sospettosamente negligente.

    Il rapporto di Human Rights Watch intitolato “Quelle settimane terribili nel loro campo: Boko Haram, violenza contro donne e ragazze nel nord-est della Nigeria”, basato sulle testimonianze di oltre 46 vittime, ha fatto luce sui terribili abusi cui erano costrette le ragazze rapite dai terroristi di Boko Haram. Testimonianze che parlano di conversioni all’Islam, lavori forzati, percosse, frustate, stupro in cattività e violenze di ogni genere perpetrate ai loro danni, ma anche di negligenza da parte del governo nigeriano, assolutamente disinteressato a ritrovare le vittime e a perseguire i colpevoli. Una delle ragazze racconta, “Quando gli uomini di Boko Haram hanno fermato il veicolo in cui mi trovavo con altre cinque studentesse, mentre stavamo viaggiando verso casa, provenienti da scuola. Uno di quegli uomini lo sentii gridare: ‘Ah! Queste sono le persone che stiamo cercando, che insistono a frequentare la scuola, mentre noi abbiamo più volte detto ‘Boko Haram. Vi uccideremo qui oggi.” Ma le interviste di Human Rights Watch non si sono limitate a questo coinvolgendo operatori sociali, diplomatici, leader religiosi, funzionari federali e molte altre personalità per realizzare un quadro d’insieme il più dettagliato possibile, che svela scomode verità sui rapporti tra Stato e terroristi.

    Novità nel caso delle ragazze rapite in Nigeria, 63 di loro sono riuscite a scappare e a tornare, sane e salve nelle loro abitazioni. Per loro, l’incubo cominciato ad aprile sembra essere finito. Ma non per le altre donne e ragazze che sono ancora nelle mani dei miliziani jihadisti di Boko Haram.
    Le ragazze e le donne che sono riuscite a mettersi in salvo, lontano dai loro rapitori, che le hanno strappate da casa dal nord est della Nigeria tre mesi fa, hanno approfittato dell’allontanamento dei loro rapitori per un’operazione militare. Attualmente, rimangono in ostaggio, con la terribile prospettiva sempre più probabile di essere vendute come schiave, 219 donne e ragazze.

    A dare la notizia sulla fuga delle ragazze, avvenuta venerdì scorso, una fonte della sicurezza di Maiduguri.

    Ha, poi confermato il tutto anche il portavoce dei vigilanti volontari delle milizie dello stato di Borno, Abbas Gava, che ha dichiarato: “Ho ricevuto l’allerta da parte dei miei colleghi della regione di Damboa sul fatto che 63 donne e giovani ragazze che erano state rapite sono riuscite a tornare a casa”.

    È stato diffuso un video che mostra la conversione forzata all’Islam. Le studentesse del collegio di Chibok, Stato del Borno, rapite dagli estremisti di Boko Haram tra il 14 e il 15 aprile 2014, secondo quanto riportato dalla BBC online, sono state finalmente localizzate. A dichiararlo Kashim Shettima, governatore dello Stato nigeriano del Borno, che avrebbe informazioni decisive sul luogo in cui si trovano. Una buona notizia cui purtroppo fanno da contraltare il recente sequestro di altre 11 ragazze nel villaggio di Warabe e un nuovo video di Abubakar Shekau, leader dei “Talebani d’Africa”, in cui si dichiara disposto a liberare le studentesse, nel frattempo convertite all’Islam, in cambio di tutti i prigionieri di Boko Haram detenuti nelle carceri nigeriane.

    Il governatore dello Stato del Borno, Kashim Shettima, aveva dichiarato di aver localizzato le oltre 200 studentesse rapite dai terroristi di Boko Haram lo scorso aprile, aggiungendo di non credere che siano state portate in Ciad e Camerun, come annunciato da Abubakar Shekau nel video shock in cui minacciava di volerle vendere come schiave per pochi soldi. Ma il leader degli estremisti islamici ha rincarato la dose, lanciando un nuovo filmato di 17 minuti, dove annuncia che le ragazze saranno liberate “in cambio di tutti i membri di Boko Haram detenuti nelle carceri nigeriane”. Nel video vengono mostrate un centinaio di studentesse convertite all’Islam, coperte secondo tradizione da testa a piedi e raccolte in preghiera.

    Nel frattempo Abdullahi Sani, uno degli anziani del villaggio di Warabe, nello stato del Borno, ha dichiarato che la sua gente vive nel terrore, angosciata all’idea che gli integralisti di Boko Haram possano fare incursione nelle loro abitazioni a caccia di nuove ragazze, usate probabilmente anche per alimentare il triste fenomeno delle spose bambine: “”Temiamo che tornino, che prendano altre nostre figlie, non sapremo come fermarli”. E purtroppo, a distanza di poche settimane dall’ultimo rapimento, le loro paure si sono concretizzate: “Stanno andando di porta in porta per trovare giovani ragazze, le prendono con la forza, domenica sera si sono portati via otto delle nostre figlie”, ha spiegato Abdullahi Sani denunciando l’ultimo sequestro, avvenuto pochi giorni fa.

    ragazze-rapite-dai-terroristi-in-nigeria
    Mentre in tutto il mondo le campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne sono sempre più numerose e mentre proseguono le proteste per la liberazione delle liceali rapite ad aprile, Obama è intervenuto contro Boko Haram, definendo il movimento integralista “una delle peggiori organizzazioni terroriste che uccide persone in modo spietato”. Per quanto riguarda i rapimenti effettuati nelle ultime settimane, il Presidente ha parlato di “abominio oltraggioso e straziante”, promettendo l’invio in loco di forze speciali e agenti dell’FBI per aiutare il governo nigeriano a ritrovare le ragazze, a quanto pare finalmente localizzate. Ferma anche la condanna dell’ONU contro le dichiarazioni oltraggiose del leader Abubakar Shekau: “La schiavitù non solo è assolutamente vietata dal diritto internazionale, ma è anche un crimine contro l’umanità.”

    1113

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Martedì 28/10/2014 20:26
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI