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Costa Concordia alla ribalta: iniziata l’operazione di recupero

Costa Concordia alla ribalta: iniziata l’operazione di recupero
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    Concordia

    A distanza di oltre un anno e mezzo dal tragico naufragio del 13 gennaio 2012, eccoci a riparlare della Costa Concordia, è proprio vero che le tragedie lasciano tracce indelebili! E’ difatti iniziata oggi, con il maltempo e ben tre ore di ritardo, l’ operazione di recupero della nave nei pressi delle coste dell’isola del Giglio, in Toscana. Trattasi del “parbuckling project”, ovverosia il progetto imbracatura e step di rotazione, la fase più delicata di tutto il progetto di recupero del relitto. Per adesso la parte emersa, totalmente arrugginita, è di circa un metro, ma i tecnici della “Titan-Micoperi” sostengono ci vorranno ancora dodici ore per completare la rotazione.

    La Costa Crociere ha deciso di illustrare tecnicamente tutte le fasi di recupero della Concordia, ogni movimento è infatti monitorato con apparecchiature apposite e tramite telecamere subacquee. I 36 cavi di acciaio con i quali è imbragata la nave dovranno essere tirati progressivamente, affinché l’operazione non diventi pericolosa per la sua struttura è necessario non oltrepassare i 3,5 metri all’ora. Previsti prelievi anti-inquinamento durante tutta l’operazione da parte dell’Agenzia regionale di Protezione Ambientale Arpat toscana. Il raddrizzamento della Costa Concordia potrebbe infatti causare fuoriuscite di materiali inquinanti come oli, combustibile e detergenti tant’è che si parla già di risarcimento per danni ambientali. Secondo il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sussisterebbero tutte le condizioni per avanzare la richiesta nei confronti della Costa Crociere, proprietaria della Costa Concordia, l’ imbarcazione naufragata.

    18/01/2012
    Quella del naufragio della Costa Concordia è una tragedia immane che tocca tutti noi: un evento che colpisce nel profondo, perchè il terrore e la morte stridono con gli scivoli delle piscine nella nave e con i suoi interni lussuosi. Nell’immaginario comune una crociera è il simbolo per eccellenza del relax e della vacanza, dell’allontanamento dai problemi di tutti i giorni. Quando una tragedia del genere colpisce in un momento così, è ancora più difficile da accettare. E’ difficile da accettare che anche solo una persona possa morire, ma ora il conto delle vittime è salito a 11. Ma soprattutto è difficile da accettare che ci siano persone che fanno della macabra ironia sulla vicenda.


    Sono già nate (e pubblicizzate dalla rete) le t-shirt che ripropongono la frase chiave di questa vicenda, quando il capitano di fregata Gregorio De Falco ha ordinato, senza mezzi termini al comandante Schettino di tornare a bordo e di aiutare i passeggeri ancora intrappolati nella nave. Forse, gli ideatori della t-shirt hanno trovato divertente la parolaccia pronunciata in un momento così tremendo: moltissimi italiani però, di divertente in questa tragedia non ci vedono proprio nulla. Ovviamente.

    I fatti ormai (e aggiungiamo purtroppo) sono chiari a tutti: l’opinione pubblica (in attesa del processo) ha già decretato il colpevole, il comandante Schettino, e l’eroe, il capitano De Falco. Sia chiaro: il comportamento di Schettino non ha giustificazioni ma ovviamente, tutti i fatti ora saranno accertati in un aula di tribunale.

    A questo proposito sposo in pieno l’idea della moglie di De Falco che ha dichiarato: “La cosa preoccupante — dice la signora De Falco —è che persone come mio marito, persone che fanno semplicemente il proprio dovere ogni giorno, diventino subito in questo Paese idoli, personaggi, eroi. Non è per niente normale…”.

    Ora è tempo di piangere le vittime, per i processi ci sono altri luoghi più adatti. Ovviamente è giusto che ognuno abbia la propria opinione ma, forse, non sarebbe meglio, per un attimo, pensare a quelle famiglie che hanno perso una persona cara invece che creare “simpatici” video modificati degli spot di Costa Crociere o magliette che ricordano la frase simbolo della vicenda?

    A bordo della nave migliaia di persone: gli sposini che erano in viaggio di nozze, la compagnia di amiche, le famiglie con figli e le persone anziane. C’è poi la tragedia nella tragedia: la piccola Dayana, di 5 anni, che era in vacanza con il papà e che risulta ancora tra i dispersi. La madre disperata si sta recando al Giglio, aggrappata ancora ad un filo di speranza. Un incubo che tocca tutte le nostre coscienze, perché su quella nave ci potrebbe essere stato ognuno di noi.

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