Natale 2016

Mutilazioni genitali femminili, in Egitto una vittima di 13 anni

Mutilazioni genitali femminili, in Egitto una vittima di 13 anni
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    mutilazioni genitali femminili ragazza egiziana morta

    Morire a 13 anni per una mutilazione genitale barbara e incomprensibile: accade in Egitto dove la piccola Soheir Mohamed è deceduta in seguito all’ “operazione” eseguita dal medico Aslan Hammouda, che è stato scagionato da ogni accusa. “L’intervento è andato bene e la bambina non ha perso sangue”, ha sottolineato il dottore che ha anche offerto 20.000 lire egiziane ai genitori per fare in modo che non sporgessero denuncia. Una condizione purtroppo simile a quella di moltissime altre ragazzine e famiglie costrette a vivere nel degrado e nella povertà.

    Dopo la morte della piccola la madre di Soheir, Hasanat Fawzy, non ha però voluto accettare i soldi e si è recata dalla polizia. Il medico sarebbe stato accusato di negligenza dato che ha operato la ragazzina nonostante avesse una forte influenza in corso.

    In Egitto il 90 per cento delle donne di età compresa tra 15 e 49 anni è sottoposta a mutilazioni genitali: oggi quindi sono tre minorenni su quattro, che rischiano la vita per questa pratica incivile ma le autorità egiziane sperano che la percentuale scenda sotto il 50 % nel giro di 10 anni.

    In realtà la legge egiziana vieta questa pratica ed è per questo che spesso le famiglie si rivolgono a cliniche private dove la professionalità, ovviamente, lascia molto a desiderare. Così ha fatto anche la famiglia di Soheir affidandosi a quel medico che in passato aveva operato la sorella della ragazza con “ottimi risultati”.

    Ma come racconta Mohamed Ibrahim, padre di Soheir, questa volta le cose sono andate diversamente: “Siamo rimasti un’ora fuori nel corridoio, aspettando che nostra figlia si risvegliasse. Le altre tre che erano con lei sono uscite, mia figlia no. A un certo punto è arrivata un’ambulanza e l’ha portata via.

    Il dottore ci ha detto che era debole e che la clinica non aveva le attrezzature necessarie per seguirla. All’ospedale di Aga ci hanno detto che era morta”. Secondo i medici si è trattato di un improvviso calo della pressione sanguigna.

    La vicenda non è passata inosservata e tutti gli organismi delle Nazioni Unite hanno chiesto di far luce su quanto accaduto: nel frattempo il governatore di Daqahliya ha fatto chiudere la clinica dove la ragazza è morta e il sottosegretario alla Sanità, Abdel Wahab Suleiman, ha voluto solamente sottolineare che in Egitto le mutilazioni dei genitali femminili sono proibite dalla legge.

    Peccato che questa pratica continui incessantemente nonostante sia vietata per legge. Soheir è solo una delle vittime di questa terribile barbarie che purtroppo sembra non poter cessare in breve tempo.

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