Natale 2016

Mutilazioni genitali femminili: in Egitto le prime due condanne

Mutilazioni genitali femminili: in Egitto le prime due condanne
da in Attualità, Bambini, Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:
    Mutilazioni genitali femminili: in Egitto le prime due condanne

    In Egitto un medico è stato condannato per aver mutilato una bambina di 13 anni, la piccola Souheir al-Bataa, morta dopo un intervento di mutilazione genitale femminile. Anche il padre della piccola è stato condannato dalla magistratura egiziana per aver chiesto al medico di sottoporre la figlia alla mutilazione. E’ la prima volta nella storia della Repubblica araba d’Egitto.

    Il medico e imam della moschea di Mansoura Raslan Fadi era stato già condannato lo scorso anno a due anni di carcere per omicidio colposo involontario e tre mesi per aver praticato l’infibulazione, ma era riuscito a evitare i due anni di carcere scendendo a patti con la famiglia della bambina. Il quotidiano locale Masry El Youm rivelò che Raslan Fadi aveva offerto quasi 3mila dollari (il cosiddetto “prezzo del sangue”) ai parenti di Souheir per farli tacere e si giustificò dichiarando che la piccola sarebbe morta perché era allergica alla penicillina. Dopo il ricorso degli attivisti per i diritti umani, Raslan Fadi è stato condannato in appello.

    La clinica di Raslan Fadi è stata chiusa e gli è stata revocata la licenza. Una vittoria monumentale e molto importante in un Paese in cui queste terribili e atroci pratiche tradizionali, che sono state vietate espressamente dalla legge dal 2008, sono purtroppo ancora largamente diffuse. Il triste fenomeno viene fortemente sostenuto ancora oggi dalla popolazione egiziana, come testimoniano gli ultimi sondaggi. Le donne e gli uomini egiziani pensano che l’infibulazione sia l’unico modo per evitare che le donne della famiglia siano promiscue… e secondo tanti genitori è una pratica religiosa che va rispettata.

    Secondo l’Unicef, le vittime della mutilazione genitale femminile sono 130 milioni nel mondo.

    Queste pratiche arcaiche e dolorose ledono fortemente la salute psichica e fisica di bambine e donne. Tantissime adolescenti, come la 13enne Soheir Mohamed, e donne muoiono per emorragia e per reazioni allergiche. Tutte coloro che riescono a sopravvivere hanno poi numerosi problemi e conseguenze che possono andare da infezioni all’infertilità fino a rischi gravi durante il parto. L’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile della comunità internazionale da raggiungere entro il 2030.

    452

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàBambiniCronacaViolenza sulle donne

    Natale 2016

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI