Mothers Act: cura la depressione o la fa venire?

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    In America è stato proposto il Mothers Act, una legge che è stata presentata al Congresso americano per aiutare le donne durante e dopo la gravidanza a curare una eventuale depressione che per le donne è abbastanza comune nei mesi subito dopo il parto.

    Questa legge prevede che alle donne in età fertile venga fatto uno screening allo scopo di identificare malattie mentali pre e post parto per sottoporle ad eventuali cure. Nella teoria è tutto bello e a favore delle donne ma non mi convince per niente questo progetto, e gli stessi dubbi li hanno anche i membri dell’opposizione che non stanno facendo passare la legge.

    Il motivo mi sembra abbastanza chiaro, in base a cosa si può stabilire se una persona che sta bene è soggetta ad andare in depressione o se in seguito ad una gravidanza potrebbe subire la depressione post partum? E soprattutto un dubbio potrebbe giustificare una terapia farmacologica su soggetti sani a scopo preventivo?

    A me sembra l’ennesimo tentativo di controllare le persone mascherato da buona azione, trasformare le donne in età fertile in consumatrici a vita di trattamenti psichiatrici, anche perchè terapie di questo tipo oltre a creare una dipendenza fisica agiscono sull’autostima e portano le persone a credere di non potercela più fare da sole.

    Evelyn Pringle, giornalista investigativa dello Scoop Independent News ha esposto le sue perplessità e ha dichiarato: “Mai abbastanza viene detto riguardo alla capacità di chiunque, con un camice bianco addosso e un titolo medico, di convincere le vulnerabili donne in gravidanza e le neo-madri che i pensieri e sentimenti che possono provare in un giorno qualsiasi potrebbero essere anormali. La costante sorveglianza e il fuoco di fila di domande, tipo sei depressa?, sei preoccupata, hai cambiamenti di umore?, hai paura della maternità?, dormi bene?, ci sono cambiamenti nella tue abitudini alimentari?, è prevedibile che sortiranno senza ombra di dubbio l’effetto di convincere molte donne che normali pensieri ed emozioni sono segno di disturbi mentali.”

    In realtà questo Mothers Act sembra più un progetto elaborato dalle case farmaceutiche per rendere una gravidanza una cosa da curare che comporta malattie mentali da curare con gli psicofarmaci.

    E’ vero che molte donne dopo il parto soffrono di depressione post partum ma dal momento che è una cosa naturale forse è meglio dare tempo al tempo e far passare il brutto periodo con amore e carezze, ogni mamma non vede l’ora di coccolare il suo bambino, deve solo abituarsi a viverlo in modo diverso rispetto ai 9 mesi di gravidanza. Nelle condizioni più gravi si può ricorrere ad una terapia farmacologica ma non esageriamo, gli psicofarmaci non sono mica caramelle!

    Voi che ne pensate?

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