Natale 2016

Mostro di Cleveland, ergastolo per Ariel Castro [FOTO]

Mostro di Cleveland, ergastolo per Ariel Castro [FOTO]
da in Violenza sulle donne
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    Ariel Castro, il mostro di Cleveland che ha rapito e tenuto in prigionia tre donne, segregate e abusate nella sua casa per anni, è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionata. “Ho trascorso 11 anni all’inferno, il tuo inferno è appena iniziato. Meriti di trascorrere la tua vita in carcere” ha detto al suo aguzzino Michelle Knight una delle vittime, che durante il processo era stata chiamata a deporre e che dovuto rivivere nelle sue parole l’incubo di tutti quegli anni.

    Ariel Castro
    Aggiornamento del 02/08/2013
    “Non sono un assassino, non ho mai ucciso nessuno”, ha fatto sapere invece Castro, che si è comunque dichiarato colpevole e ha accettato di patteggiare per scongiurare la pena di morte. “Non sono un mostro, sono malato, sono come un alcolista. Non cerco scusanti ma non realizzo che quello che ho fatto è sbagliato”. L’uomo ha spiegato di essere ossessionato dal porno e di non aver “mai picchiato mia moglie”. L’uomo ha sempre sostenuto che le tre donne avevano vissuto felicemente con lui e senza alcuna costrizione. Diversa chiaramente la posizione del giudice Michael Russo che ha replicato: “Non sono sicuro che in America possa esserci qualcuno d’accordo con lei. Non c’è posto in questa città, non c’è posto in questo Paese, non c’è posto in questo mondo per chi pone gli altri in schiavitù. E una persona in carcere muore una volta sola”.

    mostro cleveland
    Fa decisamente venire i brividi la storia che arriva da Cleveland: dopo 10 anni di abusi e prigionia sono state liberate tre donne. Michelle Knight fu rapita nel 2002 all’età di 21 anni, Amanda Berry nel 2003 all’età di 17 e Gina de Jesus nel 2004 all’età di 14 anni: erano tenute prigioniere in uno scantinato buio e legate da un autista di scuola bus, Ariel Castro, 52 anni, con la complicità dei suoi fratelli. Dalle ultimissime rivelazioni pare che le donne abbiano subito violenze di ogni tipo: in particolare Michelle è stata costretta ad abortire ben 5 volte, a seguito delle botte del suo aguzzino.

    Aggiornamento del 10/05/2013
    ariel castro
    Ariel Castro è ora in prigione ma dalle sue prime confessioni emergono particolari agghiaccianti. Le tre ragazze sono state tenute per 10 anni come delle prigioniere, legate, picchiate e violentate dal loro aguzzino. Stessa sorte per l’ex moglie, Grimilde Figueroa che veniva incatenata e picchiata spesso: la donna è morta nel 2012 a seguito di una malattia ed era riuscita a separarsi dal marito-mostro. La procura ha fissato la cauzione dell’uomo in 8 milioni di dollari e ha già annunciato che richiederà la pena di morte durante il processo: l’uomo infatti, oltre ad avere abusato e picchiato le donne per 10 anni, ha anche causato cinque aborti a Michelle Knight a forza di calci e pugni.

    Aggiornamento del 09/05/2013
    le indagini a Cleveland
    Dagli interrogatori delle ultime ore emergono delle verità assolutamente scioccanti. Le donne confermano di essere state tenute nello scantinato della casa del loro aguzzino e di essere state sottoposte a violenze di ogni tipo. Abusate sessualmente, sarebbero anche rimaste incinta ma costrette all’aborto a suon di calci e pugni: una storia agghiacciante, forse una delle più terribili degli ultimi decenni. Tutte e tre le ragazze vennero rapite da Castro 10 anni fa con la scusa di un passaggio in auto. Pare assurdo però che nessuno mai in questi anni si sia accorto che qualcosa non andava.

    Le ragazze hanno raccontato la loro esistenza fatta di terrore allo stato puro: in dieci anni poterono uscire solo due volte e tutto il resto del tempo lo passavano nel buio del seminterrato. Amanda ha anche partorito una bimba in una piscina gonfiabile con l’aiuto di Michelle. Castro, che si è autodefinito un predatore sessuale, di tanto in tanto metteva alla prova le ragazze, facendo finta di distrarsi per essere sicuro che non scappassero.

    ragazze rapite a cleveland
    In questa tremenda storia si parla di violenze, stupri, aborti e anche di bambini nati durante tutti questi anni. Il mostro è l’autista di scuolabus, Ariel Castro, 52 anni, che ha tenuto prigioniere le donne incatenate nel seminterrato approfittando anche della complicità dei due fratelli Pedro e Onil. Michelle, Amanda e Gina hanno vissuto 10 anni nel buio del seminterrato e hanno passato il loro tempo in stanze separate; Amanda ha anche partorito una bambina. La piccola è sfuggita alla furia degli aguzzini che, quando dopo gli abusi capitava che una della donne rimanesse incinta la picchiavano fino a farla abortire. Secondo le prime testimonianze nella casa degli orrori di Seymour Avenue sarebbero nati altri 5 bambini e ci sarebbero stati molti aborti, ogni volta che una delle ragazze rimaneva incinta.

    Rapitori di Cleveland
    “L’incubo è finito. Queste tre ragazze ci hanno fornito la definizione più pura di sopravvivenza e perseveranza”, ha fatto sapere Steve Anthony, agente speciale del Fbi. “Le famiglie di queste tre giovani non hanno mai abbandonato la speranza e nemmeno le forze dell’ordine. Come potete immaginare, le parole non possono descrivere l’emozione che proviamo noi tutti. Anche le forze dell’ordine piangono”. Dopo la gioia della liberazione è però anche il tempo delle critiche, soprattutto alla polizia che non avrebbe fatto tutto quello che doveva per liberare le donne. Molti vicini negli anni passati avevano notato qualcosa di strano ma gli indizi erano tutti stati sottovalutati dalla polizia.

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