Morto Marco Bergamo: chi era il mostro di Bolzano che uccise 5 donne

Morto a causa di un’infezione polmonare il mostro di Bolzano: condannato per gli omicidi di 5 donne, compiuti tra gli anni ‘80 e ’90, stava scontando l’ergastolo nel carcere di Bollate. Le vittime di Marco Bergamo avevano tra i 15 e i 41 anni, “uccise in modo sadico e con capacità di intendere e volere”.

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    Morto Marco Bergamo: chi era il mostro di Bolzano che uccise 5 donne

    Questa notte è morto Marco Bergamo, il serial killer che tra gli anni ’80 e ’90 uccise 5 donne. Il 51enne stava scontando la sua pena, l’ergastolo, nel carcere di Bollate, a Milano e nei giorni scorsi era stato ricoverato in ospedale per problemi polmonari. Ma chi era il mostro di Bolzano?

    Le 5 donne uccise dal mostro di Bolzano

    Morto il serial killer delle donne di Bolzano

    Marco Bergamo era un operaio di Bolzano, nato nel 1966. Viveva ancora coi suoi genitori quando commise il suo primo omicidio. Secondo alcune fonti, la sua infanzia non è delle più felici ed è segnata da problemi come ritardo nel linguaggio, obesità e boriasi che in qualche modo influiscono sul suo essere introverso.

    La sua prima vittima è la 15enne Marcella Casagrande, uccisa il 3 gennaio 1985. La studentessa era sua vicina di casa e venne assassinata a coltellate: fu ritrovata senza vita sul pavimento di casa.

    Nello stesso anno, pochi mesi dopo, un’altra donna viene sacrificata. Annamaria Cipolletti è la seconda vittima, di 41 anni. Anche lei viene uccisa a coltellate, ferocemente: 19 i colpi inferti sul suo corpo mentre era nella sua casa. La donna verrà ritrovata senza indumenti, ma non aveva subito violenza sessuale.

    Questi primi delitti rimangono per lungo tempo senza un colpevole e dopo 7 anni Bergamo torna ad uccidere. Nel 1992 ucciderà infatti altre 3 donne, tutte prostitute.

    La prima a cadere nella follia omicida di Bergamo è Renate Rauch, di 24 anni. La giovane viene ritrovata morta in un parcheggio quasi deserto. Qualche giorno dopo, sulla tomba della ragazza verrà rinvenuto un mazzo di fiori con un biglietto: “Mi spiace ma quello che ho fatto, doveva essere fatto e tu lo sapevi” .

    Il 21 marzo 1992 viene ritrovato a Bolzano il cadavere di Renate Troger, prostituta di 18 anni. L’autopsia dirà che la ragazza è stata strangolata, sgozzata e, quando già era morta, sul suo corpo sono state inferte decine di coltellate.

    La quinta e ultima vittima del mostro di Bolzano è Marika Zorzi, anche lei prostituta. Anche questa volta particolari agghiaccianti: la 19enne viene uccisa il giorno del compleanno di Bergamo, il 6 agosto. L’uomo la colpisce con ben 28 coltellate e la scarica agonizzante dalla macchina sul ciglio di una strada.

    Finalmente quello stesso giorno Marco Bergamo viene arrestato: fermato dalla polizia mentre tentava di lasciare Bolzano, con la sua macchina ancora sporca di sangue. Nonostante confessi solo 3 dei 5 omicidi, il mostro di Bolzano viene considerato responsabile per tutti e 5. Sarà condannato con quattro ergastoli e ulteriori trent’anni di reclusione: nella sentenza si legge per “omicidi sadici, compiuti da persona capace di intendere e volere”.

    Nel 2014 la richiesta di rito abbreviato

    Il killer di Bolzano si trovava attualmente nel carcere di Bollate a Milano, dove era stato trasferito dal febbraio scorso. Secondo il quotidiano Alto Adige, Marco Bergamo era stato mandato nel casa di reclusione “modello” di Bollate, “dove ogni detenuto è messo nelle condizioni di scontare la pena non in termini punitivi ma secondo una filosofia di recupero con un ‘percorso di consapevolezza’ che valuta anche obiettivi e aspettative del condannato”.

    Nel 2014 la giustizia era tornata ad occuparsi della vicenda, in seguito alla stessa richiesta di Marco Bergamo di essere giudicato con rito abbreviato per gli omicidi da lui commessi. La richiesta è stata ovviamente negata: in primo luogo perché retroattiva, cioè si riferirebbe ad una sentenza emessa 24 anni prima e per di più in maniera definitiva. Inoltre, per il sistema giudiziario italiano dell’epoca, il rito abbreviato era escluso per condanne come l’ergastolo.

    Marco Bergamo è morto questa notte in ospedale, dove era ricoverato da alcuni giorni a causa di una grave infezione polmonare. Dopo il ricovero era entrato in coma e non si è più risvegliato.