Morbillo, bambina morta a 9 anni: non era vaccinata

A Roma una bimba di 9 anni è morta, lo scorso aprile, in seguito alle complicanze del morbillo. Il decesso è avvenuto all'Ospedale Bambino Gesù: la piccola, affetta da una malattia genetica, non era stata vaccinata. I sintomi iniziali del morbillo sono stati febbre e congiuntivite. In Sardegna è allarme per il primo caso di tetano dopo 30 anni.

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    Morbillo, bambina morta a 9 anni: non era vaccinata

    Una bambina di 9 anni è morta a Roma a causa delle complicanze del morbillo, per cui non era vaccinata. Il decesso è avvenuto lo scorso 28 aprile all’Ospedale Bambino Gesù, dove la piccola era stata ricoverata 9 giorni prima. Era affetta da una malattia genetica, la cromosomopatia, che non sarebbe stata comunque incompatibile con la somministrazione del vaccino per il morbillo. L’esordio della malattia, tra le più comuni nell’infanzia, risale al 14 aprile con sintomi iniziali quali febbre e congiuntivite. Per la bimba sono state fatali una polmonite e la grave insufficienza respiratoria subentrata, quest’ultima annotata come causa del decesso. E mentre la querelle sui vaccini si fa sempre più accesa, in Sardegna è stato registrato il primo caso di tetano dopo 30 anni, contratto da un bambino di 10 anni non vaccinato. La malattia infettiva è causata dal batterio Clostridium tetani. Il piccolo non è in pericolo di vita e si trova ricoverato presso l’Unità operativa di Pediatria del San Martino di Oristano. I genitori avevano rifiutato l’immunizzazione.

    Niente vaccino contro il morbillo: bimba muore per le complicanze

    Alberto Villani, primario di Pediatria all’ospedale pediatrico romano e presidente della Sip (Società italiana di pediatria) ha spiegato ai microfoni de La Repubblica che la bambina morta a Roma presentava condizioni di salute fragili, ma che se non avesse contratto il morbillo, probabilmente non sarebbe morta: “È purtroppo deceduta proprio per le conseguenze del morbillo, che ha innescato una insufficienza multiorgano. Abbiamo tentato di tutto”, ha spiegato il medico.

    L’allarme è alto, soprattutto in virtù della frequenza con cui non si somministra il vaccino a bambini che presentano un pregresso stato di salute complesso. Per questi, il rischio di contrarre la malattia è 4-5 volte superiore rispetto a bimbi sani.

    Sempre a Repubblica, il professor Villani ha precisato che “in realtà soltanto in rari casi di immunodeficienza il vaccino è sconsigliato: bambini oncologici, con patologie intestinali come Crohn o rettocolite ulcerosa, trattate con terapia immunosoppressiva, o altre malattie trattate allo stesso modo, quindi patologie reumatiche, asma grave, trapiantati. E nei casi di malattie immunitarie acquisite o complesse”. Il caso della bambina morta per le complicazioni del morbillo non rientrava in queste fattispecie patologiche.

    Morbillo: aumentano i casi di bambini non vaccinati

    L’allerta sul tema vaccini è altissima soprattutto in merito a malattie molto comuni, come, appunto, il morbillo. I dati del 2017 registrano sinora un preoccupante aumento dell’incidenza della malattia esantematica nei bambini non vaccinati.

    Nei casi più gravi non è raro riscontrare complicazioni quali polmonite, otite o, con prognosi spesso infausta, encefalite.

    Per il morbillo, il contagio avviene per via aerea, attraverso le secrezioni di naso, bocca e gola. Si tratta di una delle malattie infettive infantili tra le più diffuse, e colpisce con frequenza anche gli adulti.

    Epidemie di morbillo e campagne anti-vaccinazione

    Il problema della campagne anti-vaccinazione costituisce un ostacolo alla corretta diffusione del vaccino nella popolazione mondiale. Si tratta di un problema più volte sottolineato dall’OMS, che interessa tutte le nazioni ed è trasversale a diverse estrazioni sociali.

    In Romania, ad esempio, nel 2016 si è addirittura verificata un’epidemia di morbillo che ha ucciso 14 persone, fra cui alcuni bambini. E la comunità scientifica si è dissociata da pratiche dissennate di contrasto al vaccino, che resta una delle forme di prevenzione più efficaci contro malattie intorno alle quali aleggia, troppo spesso, l’ombra della disinformazione.

    Mai più “Basta vaccini”: testimonianze dirette

    Un caso di grande rilievo per l’opinione pubblica fu quello di Road Dalh, celebre autore britannico di libri per bambini, che proprio a causa del morbillo perse sua figlia. “Non vaccinare è un reato”, scrisse in un’accorata lettera, raccontando al mondo la drammatica esperienza di un padre sopravvissuto alla sua bambina, morta per una malattia apparentemente innocua.

    E di questi giorni è la testimonianza di un padre italiano che ha fatto appello alla sensibilità delle istituzioni del Veneto con una lettera indirizzata al governatore Zaia, per impedire il ricorso alla Corte costituzionale, annunciato dalla Regione, contro il decreto sull’obbligo vaccinale per la scuola: “Solo con la vaccinazione obbligatoria posso salvare mia figlia”, ha scritto, nel tentativo di vedere accolta la richiesta che tutelerebbe la salute di sua figlia, affetta da leucemia.

    Dolcetto o scherzetto?