Montevarchi, pane e olio in mensa per i bambini “morosi”

La giunta comunale di centrodestra di Montevarchi ha già reso operativa la misura nelle scuole: per i bambini le cui famiglie non sono in regola coi pagamenti della mensa, sarà servito una fetta di pane con l’olio, frutta e acqua. Per la sindaca Silvia Chiassai “quei genitori non sono in difficoltà economiche, ma fanno i furbetti”.

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    Montevarchi, pane e olio in mensa per i bambini “morosi”

    Nelle scuole a Montevarchi è già operativa una norma destinata a far discutere: pane e olio per i bambini “morosi”, ossia a quelli i cui genitori non sono in regola con il pagamento della retta. Il provvedimento ha trovato il plauso della sindaca della cittadina aretina Silvia Chiassai, secondo la quale si può così risolvere il buco economico del suo comune. Da lunedì scorso il nuovo pasto per i morosi è una “fettunta”, una bottiglietta d’acqua e un po’ di frutta, da consumare nel tavolo destinato a chi porta il pranzo da casa.

    La “fettunta” per i bambini delle famiglie morose

    “A giugno 2016 ho trovato un buco di circa 500 mila euro, derivante dalle morosità accumulate per mense e trasporti” ha dichiarato la sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai, intenzionata a “punire” quei genitori perché “non sono in difficoltà economiche, solo che con atteggiamento furbetto hanno accumulato mancati pagamenti”. Si dice tranquilla, perché non impedirà ovviamente ai bambini di mangiare: “Nessun bambino resta senza mangiare o messo in un angolo”, ma sarebbe un modo per avvisare e far cambiare rotta ai genitori. E comunque, avverte, ci sarebbero due mesi cosiddetti di tolleranza.

    La scelta non è piaciuta alla vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Lucia De Robertis, che ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale della Toscana. “E’ una discriminazione incompatibile coi valori fondativi del sistema scolastico” tuona De Robertis. Tuttavia, l’esempio ha trovato seguaci anche in altre città, come nella vicina Grosseto. Nelle scuole elementari e materne grossetane, l’amministrazione comunale ha dato l’ultimatum ai genitori morosi: “Chi non paga la retta si porti i figli a casa”. Un provvedimento scaturito dopo aver conteggiato ben 1000 morosi su 4000.

    Genitori morosi nelle scuole di Montevarchi in calo

    D’accordo o meno, il provvedimento comunale sembra aver portato i suoi risultati. Il numero dei genitori morosi da 1.738 da ieri si è ridotto ad 8. Un vantaggio notevole per le casse municipali, mentre col vecchio sistema secondo la sindaca di Montevarchi, pesava una morosità di circa 120mila euro l’anno fra mensa e altri servizi.

    La decisione, già effettiva, ha spaccato la città tra chi è a favore e chi è contrario. Anche sui social network si è infiammata la polemica. L’ex sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso, tramite il suo profilo Facebook, ha per esempio annunciato guerra al provvedimento: “Per la dignità della nostra città, delle nostre scuole e dei nostri ragazzi attiverò una campagna mediatica senza precedenti per far ritirare questo ignobile provvedimento della attuale amministrazione”.

    Anche chi è a favore non nasconde comunque la difficoltà nel rendere operativo il provvedimento: il Comune invia la lista dei genitori morosi nelle scuole e le insegnanti devono poi gestire la situazione, attuare una divisione tra bambini che avranno il loro pasto e quelli che mangeranno la “fettunta”. Non è escluso infatti che nei prossimi giorni saranno tenuti degli incontri tra dirigenti scolastici della città e l’amministrazione comunale, per capire come rendere più gestibile il provvedimento. O per lo meno per evitare, come si è verificato a Grosseto, che alcuni bambini sono stati ritirati dalla scuola all’ora di pranzo e successivamente riportati.