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Monasterace: uccide la moglie e scappa

Monasterace: uccide la moglie e scappa
da in Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    Mary Cirillo

    Monasterace: uccide la moglie con la pistola e scappa. Mary Cirillo è morta a 31 anni, assassinata dal marito dal quale aveva avuto quattro figli. La tragedia si è consumata dopo la lite scoppiata perché lei voleva lasciarlo. L’uomo sarebbe poi fuggito. A scoprire il corpo è stata la figlia di 10 anni. Quando sul posto è arrivata l’ambulanza del 118, la donna era ormai senza vita.

    L’omicidio si è consumato nell’abitazione della coppia, in provincia di Reggio Calabria. Lunedì pomeriggio, Giuseppe Pilato, 32enne, avrebbe sparato un colpo di pistola alla testa della moglie. Le urla della donna sarebbero state avvertite dai vicini che, allarmati, avrebbero chiamato i carabinieri segnalando una lite in famiglia. Prima che i militari raggiungessero l’appartamento in viale della libertà, si è udito il rumore dello sparo e per Mary Cirillo non c’è stato più nulla da fare. L’assassinio sarebbe nato da un litigio per la separazione: lei era decisa ad andarsene e lasciarlo, mentre il marito cercava di convincerla a restare. Dopo l’uccisione, l’uomo si sarebbe allontanato per sfuggire all’arresto dei carabinieri di Roccella Jonica, coordinati da Gruppo di Locri.

    Il veicolo di Giuseppe Pilato è stato rinvenuto poco dopo, nei pressi della stazione ferroviaria di Guardavalle Marina. L’auto è stata abbandonata con le chiavi inserite mentre nell’abitacolo sono stati ritrovati portafoglio e carte di credito.

    La coppia aveva 4 figli di 10, 8, 5 e 2 anni. Pare che negli ultimi tempi, i rapporti tra marito e moglie si fossero incrinati. L’uomo avrebbe raggiunto Mary Cirillo nella casa di famiglia ma la discussione sarebbe degenerata, tanto da indurre i vicini ad allertare le forze dell’ordine. Dalle prime ricostruzioni, sembra che a ritrovare il corpo sia stata la primogenita. I bambini sono stati affidati ai nonni.

    Nel profilo facebook di Mary Cirillo, risulta che era iscritta al gruppo «Solo donne», in cui campeggiano alcuni post contro la violenza di genere. La tragedia si aggiunge all’orribile lista di casi di femminicidio, come quello di Cristina Omes e della piccola Giulia, un fenomeno che in Italia mostra dati sconcertanti.

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