Modelle come vittime di violenza nel servizio shock di un fashion magazine bulgaro [FOTO]

Modelle come vittime di violenza nel servizio shock di un fashion magazine bulgaro [FOTO]

    Modelle sfregiate, con vistose ferite e lividi a tutta faccia. Per il resto, impeccabili con look griffati, gioielli e acconciature perfettamente in piega. E’ questo il servizio fotografico shock che una rivista di moda bulgara, Twelve, ha scelto per far parlare di sé e incrementare le vendite. L’obiettivo primario, farsi pubblicità, è sicuramente stato centrato, perché il fino ad ora praticamente sconosciuto fashion magazine in questione, con la sua trovata di pessimo gusto è citato un po’ dovunque nel web, seppur non certo per lodi e plauso. Ma davvero tutto è lecito per il marketing? In questo caso, è lecito truccare delle modelle, icone di bellezza e di glamour patinato, come se fossero appena state pestate dal carnefice di turno, con a fianco la dicitura “Vittime di moda”? Secondo noi, no.

    Foto shock rivista Bulgaria

    Le fotografie che ritraggono le modelle come se fossero le testimonial di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, sono in realtà delle vere e proprie immagini fashion, scatti realizzati dal fotografo Vasil Germanov. Il contrasto che lascia stupefatti e che indispone oltremodo, è infatti quello tra i volti tumefatti, le vistose ferite e i lividi bluastri, e la posa e le mise che sono quelle tipiche di tutti i servizi di moda.

    Una di loro veste Valentino e orecchini Galdini, le altre tre hanno magliette H&M e le ultime due indossano vestiti della marca bulgara Capasca”, sottolinea il Daily Mail, commentando la trovata.

    La rivista, dal canto suo, si difende sostenendo che lo scopo di tutti i servizi pubblicati da Twelve è quello di provocare uno shock nel lettore, delle reazioni. Ma è compreso anche il disgusto tra queste reazioni, ci domandiamo noi?

    Modella ferita bocca

    Sono in tantissimi, anche nel mondo della moda, ad aver levato un coro di protesta contro le foto shock della rivista Twelve e le sue modelle “picchiate” per finta. Commenta Alison Meldrum del gruppo Standing Together contro la violenza sulle donne: “Dato che la violenza di questo genere sta già decollando persino fra gli adolescenti questo tipo di perversione mascherata da arte è davvero preoccupante”. Deleterio il messaggio che passa, perché si propone in un contesto inadeguato, che appartiene per definizione al mondo di ciò che appare, di ciò che è superficialmente bello ma proprio per questo particolarmente seducente, un problema gravissimo che di glamour non ha nulla.

    Si rischia, in buona sostanza, di far “sembrare” accettabile ciò che è abominevole. Se questo non è abbastanza per indignarsi… A tal proposito valgono le sagge parole di una ex modella, Jenna Sauers: “La moda riflette la cultura, e la nostra deve ancora camminare moltissimo. Viviamo in un mondo in cui un terzo delle donne vittime di omicidi sono uccise dal partner, dove si contano quasi 5 milioni di casi di violenza domestica e stupri ogni anno, dove praticamente un quarto delle donne proverà la violenza dalle mani di uno stretto partner durante la propria vita”. Non c’è altro da aggiungere.

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