Moda e solidarietà: i progetti di beneficenza più interessanti

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    Il binomio moda e solidarietà, negli ultimi anni ha preso piede largamente, proponendosi come un’interessante soluzione per aiutare i più disagiati.

    In realtà da questo giro di vendite benefiche ci guadagnano un po’ tutti: i marchi di moda che vedono crescere a dismisura le vendite di un capo d’abbigliamento o di un accessorio che altrimenti sarebbe passato inosservato, gli acquirenti, che possono fare beneficenza, sfoggiando poi un capo griffato, a volte a basso costo, altre volte a costo maggiorato e poi anche i destinatari dei fondi, che ricevono una percentuale del ricavato.

    Ma scopriamo quali sono i progetti più interessanti del momento.

    Iniziamo da AltaRoma, che, assieme all’ International Trade Center (ITC), agenzia dell’Onu e WTO, uniti nel progetto Ethical Fashion, mira a sensibilizzare aziende del settore moda verso una produzione responsabile, che offra opportunità di lavoro alle comunità povere.

    E’ il caso di Carmina Campus, progetto di Ilaria Venturini Fendi, che sostiene campagne di sviluppo sociale a favore di donne che vivono in paesi poveri, e che in collaborazione con ITC, lancia l’iniziativa ‘Un viaggio in discarica‘ che porterà la designer in Uganda e in Kenya con lo scopo di localizzare materiale di riciclo e di mettere a disposizione delle popolazioni locali il proprio sapere.

    

A Ginevra, a gennaio, invece, si è svolta un’iniziativa proposta come alternativa etica al mondo del fashion: Leila Hafzi e Royah hanno presentato alcune delle loro creazioni a EcoChic Fashion Show.

    Infine, Obey Awareness e l’associazione Artist for Peace and Justice hanno unito le loro forze per supportare gli aiuti ai terremotati di Haiti.

    Cleon Peterson, Casey Rider e Shepard Fairey dello Studio Number One hanno rielaborato un’immagine scattata dal fotografo italiano Tao Ruspoli e Obey Clothing ha utilizzato questo soggetto per creare una t-shirt, i cui proventi, derivanti dalla vendita di questo prodotto, verranno interamente devoluti ad Artist for Peace and Justice.


    
Poi ci sono le raccolte organizzate dalle griffe, come Gucci per Unicef, Dita Von Teese e Moschino per amFAR, Max&Co per l’Africa, Miss Bikini per i bambini di Calcutta, Mila Schon per gli orfani della Repubblica Ceca.

    C’è solo l’imbarazzo della scelta.

    Dolcetto o scherzetto?