Natale 2016

Miss rapita e venduta per un paio di orecchini riabbraccia la famiglia

Miss rapita e venduta per un paio di orecchini riabbraccia la famiglia
da in Cronaca
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    lA MISS

    La miss rapita e venduta per un paio di orecchini, finalmente riabbraccia la famiglia. Fu portata via da un gruppo di zingari quando aveva appena 4 anni. Poco dopo fu venduta in cambio di un paio di preziosi. A distanza di 16 anni da quel giorno, la giovane bielorussa Olga Romanovich, miss in un concorso di bellezza in Moldavia, è riuscita a riabbracciare la madre Tamara e tutta la sua famiglia. Venne sotratta alle cure delle sue persone care con un inganno ma, fortunatamente, la storia è a lieto fine.

    La vicenda è stata resa nota dal quotidiano russo Komsomolskaya Pravda e poi ripresa da alcuni siti internazionali. Ricorda da vicino l’esperienza della 15enne rapita in America. La giovane ventenne ha raccontato la sua storia fatta di mille peripezie da quando venne rapita dagli zingari in Moldavia, dove la madre si era trasferita dopo la separazione dal marito. Successivamente, la piccola fu venduta in cambio di un paio di orecchini preziosi a Igor Preyda, un uomo residente nella città di Soroca, al confine con l’Ucraina. La bambina cominciò a vivere nella comunità rom con un altro nome, Maria Preyda. La nuova nonna rese meno gravosa la sua permanenza presso la famiglia adottiva. «Grazie a lei- ha dichiarato Olga- Sono cresciuta come una bambina normale.

    Con il passare del tempo imparai la lingua tzigana e gradualmente anche il moldavo. Ho studiato in una scuola russa, ho fatto il college e ho lavorato come cuoca e parrucchiera».

    La nuova vita nella comunità rom non le ha fatto dimenticare le origini. Ed è stata proprio la nonna adottiva a convincerla a seguire le tracce del passato. «Trova i tuoi parenti – mi disse – Se avessi saputo qualcosa di tua madre, te lo avrei detto». Tramite l’aiuto di uno psicologo, la giovane miss è riuscita a mettersi in contatto con il colonnello della polizia Valery Rogozhine e poi con l’Interpol. Il test del Dna ha dimostrato la reale identità della ragazza. In questo modo, Olga ha potuto riabbracciare la sua famiglia e soprattutto la madre, gravemente malata: «Quando l’ho rivista, ho pianto – ha racconta la ventenne che adesso ha cominciato gli studi per diventare medico – Sta male, non vive una vita normale, sopravvive. Non voglio ferirla. Non ce l’ho con nessuno per quello che mi è successo. Mia madre non ha alcuna colpa del mio rapimento. E’ stato il destino». Purtroppo vicende simili sono molto frequenti; basti ricordare il sequestro della dodicenne di Isorella.

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