Minori stranieri non accompagnati, come diventare un tutore volontario

Dopo l'approvazione della legge 47/2017 in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati, sono tante le novità introdotte per la tutela e l'accoglienza dei bambini che arrivano in Italia. Tra queste anche l'istituzione di un albo in cui iscriversi come tutore di minorenni stranieri: in esso confluiscono i volontari che intendono fornire la propria disponibilità nel progetto di sostegno ai piccoli senza famiglia. Ecco come fare e le prime regioni operative nel progetto.

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    Minori stranieri non accompagnati, come diventare un tutore volontario

    Come diventare un tutore volontario per minori stranieri non accompagnati? A chiederselo erano in tanti, subito dopo l’approvazione della legge del 7 aprile 2017, n. 47, in materia di protezione e accoglienza di questa specifica e delicata categoria di migranti. Le novità introdotte sono entrate in vigore il 6 maggio scorso, e tra queste spicca la figura del tutore di minorenni stranieri, che andrà a svolgere attività di volontariato al serivizo di questa nuova macchina dell’accoglienza.

    Legge Zampa e tutore volontario per minorenni stranieri non accompagnati: ecco come funziona

    La legge 47/2017 che reca le disposizioni in materia di protezione di minori stranieri non accompagnati, cosiddetta “Legge Zampa”, mira a migliorare l’impianto dell’accoglienza dei bambini e degli adolescenti non ancora maggiorenni stabilendo, tra le misure di primaria importanza, il divieto di respingimento alla frontiera.

    Dal punto di vista tecnico, la figura del tutore è quella di rappresentanza legale, equiparata a quella attribuita agli esercenti la potestà genitoriale. Persegue la tutela dei diritti del minore, mira al suo benessere psicofisico, monitora i percorsi di educazione e integrazione, di accoglienza, sicurezza e protezione, e, qualora ve ne fossero i presupposti, amministra il patrimonio del minore straniero non accompagnato.

    Per sintetizzare questa figura cardinale all’interno delle disposizioni di legge in materia, è bene citare quanto affermato dalla Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano: “È un modello di cittadinanza attiva e di genitorialità sociale”.

    In alcune regioni italiane, sino ad oggi, si era preferito il modello della tutela pubblica, generalmente affidata al sindaco o un professionista.

    Ai tribunali per i minorenni è affidato il compito di aprire un apposito albo per i tutori volontari: il fine ultimo è che ogni minore ne abbia uno a tutela della sua permanenza sul suolo italiano.

    Minori stranieri non accompagnati in Italia, alcuni dati

    I dati del Viminale sul numero di minori non accompagnati presenti tra i migranti sbarcati in Italia dal 2 gennaio 2017 al 4 luglio scorso, dipingono un quadro di dimensioni notevoli, su cui la legge Zampa va ad incidere in maniera profonda: delle 85.170 persone approdate nella penisola, 9.761 sono minorenni non accompagnati.

    Nel 2016 furono 25.846. Le procedure di accoglienza si sono rivelate quasi del tutto inadeguate all’emergenza, e il dato negativo va a incidere maggiormente in tema di ricollocazione dei minorenni stranieri: su 7.396 migranti ricollocati, solo 5 sono minori. Di molti di loro si perdono le tracce, e il fenomeno interessa in modo preoccupante l’intera Europa.

    A fine dicembre, i minori stranieri non accompagnati in Italia erano 17.373, un numero che rimanda alla necessità di migliaia di tutori volontari in grado di sopperire alla mancanza di una figura di riferimento per i piccoli rimasti da soli sul nostro territorio.

    Chi può chiedere l’iscrizione all’albo dei tutori volontari?

    All’albo possono iscriversi privati cittadini, accuratamente selezionati e formati da garanti regionali e province autonome per l’infanzia e l’adolescenza, che prestino il proprio consenso ad assumere la tutela di un minore straniero non accompagnato (o di più minori, qualora la tutela riguardasse fratelli o sorelle). Le aree già operative per l’iscrizione nell’elenco sono Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Lazio e Campania, in cui sono stati pubblicati gli avvisi di selezione. La legge prevede che vengano siglati protocolli d’intesa tra i garanti per l’infanzia e l’adolescenza e i presidenti dei tribunali per i minorenni, sulla base della quale avviene la nomina dei tutori.

    Legge 47/2017 per la protezione dei minori stranieri non accompagnati: albi dei tutori volontari da istituire entro il 6 agosto

    La legge quadro su protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati prevede l’istituzione degli albi dei tutori volontari entro 90 giorni dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, vale a dire entro il 6 agosto 2017. Si tratta, come abbiamo detto in precedenza, di un passaggio obbligato sia per la fase operativa del nuovo piano di integrazione dei migranti minorenni, sia per la valutazione del bacino di volontari cui sarà possibile attingere per la sua effettiva implementazione.

    In Liguria, nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Lazio e Campania i garanti per l’infanzia hanno stretto l’intesa con i locali tribunali per i minori, pubblicando poi l’avviso per raccogliere la disponibilità dei privati cittadini a diventare tutori volontari. Gli interessati all’inserimento nell’elenco dovranno sostenere un percorso formativo ad hoc.

    Liguria e Provincia Autonoma di Bolzano

    In Liguria nessuna scadenza per la presentazione delle domande. La formazione sarà di 24 ore, con una valutazione al termine del percorso formativo desgli aspiranti tutori volontari. Idem per la Provincia Autonoma di Bolzano, con bando di selezione privo di scadenza. I corsi di formazione (uno in lingua italiana e uno in lingua tedesca) sono iniziati sabato 1 luglio, e si sono concentrati sugli aspetti giuridico e socio-assistenziale dei processi migratori.

    Lazio

    Per la regione Lazio, a realizzare i corsi di formazione per i tutori volontari sarà l’Istituto regionale di studi giuridici “Arturo Carlo Jomolo”, con cui il garante regionale ha sottoscritto una convenzione il 20 giugno scorso. Sono previsti 5 corsi, di cui ognuno potrà accogliere un massimo di 30 candidati, per un totale di 150 tutori volontari da formare. La durata dei corsi è di 30 ore. La presentazione delle domande, come per le altre regioni che hanno aperto il bando, non ha data di scadenza.

    Campania

    Sul sito del garante regionale della Campania è pubblicato l’avviso per la selezione dei tutori volontari. Per la presentazione delle domande di inserimento non è al momento prevista una scadenza. Previsto, invece, un corso di formazione della durata totale di 30 ore per un massimo di 75 persone, da svolgersi presso gli Uffici del Consiglio regionale con l’eventuale collaborazione di associazioni esperte in tema di minori migranti, di enti locali e di ordini professionali.

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