Milano: strangolata dal fidanzato in casa

Milano: strangolata dal fidanzato in casa
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    Strangolata a Milano

    Milano, strangolata dal fidanzato, probabilmente con un elastico da portapacchi, in casa. Quattro mura teatro, già da parecchi mesi, di scontri violenti, di liti e alterchi. Solo due mesi fa, dopo un brutto litigio, che dagli insulti verbali è degenerato nello scontro fisico, la donna aveva trovato rifugio da alcuni vicini. Ieri, invece, non c’è stato il tempo, né di scappare né di chiedere aiuto e la violenza è diventata fatale. Un’altra vittima, un’altra donna che perde la vita per mano del suo partner, di quello che doveva essere l’amore della sua vita e che si è dimostrato il suo carnefice.

    Più che un episodio isolato, un raptus inspiegabile, una tragedia annunciata. Milano, nell’elegante quartiere di Porta Romana in un palazzo altrettanto elegante, un appartamento al quarto piano è spesso, nonostante lo stereo messo ad alto volume per salvare le apparenze, teatro di violenti litigi.

    Scontri verbali e fisici, con relativo lancio di oggetti, che hanno come protagonisti due fidanzati, una coppia di milanesi. Lui proprio di Porta Romana, conosciuto nel quartiere dove il padre ha un negozio di riparazione di gioielli e orologi, lei originaria della zona Navigli. Una coppia che i vicini ricordano bene. Una coppia al centro di continue liti, che i vicini non possono dimenticare e per le quali hanno spesso chiamato Polizia e Carabinieri, sollecitando l’intervento delle forse dell’ordine.

    Una violenza domestica continua che, oltre a causare danno psichici e fisici, ieri ha avuto l’epilogo più tragico. Lai è stata uccisa, strangolata, dal fidanzato. È stato lui a scrivere, nel modo più terribile, la parola fine.

    E, dopo il folle gesto, ha chiamato un amico dicendogli: “L’ho uccisa io. Adesso cosa faccio?”. L’arma del delitto potrebbe essere un elastico da portapacchi, la causa della morte il soffocamento, il cadavere della vittima è stato trasportato all’obitorio, la scena del crimine, cioè l’appartamento della coppia, è stato messo sotto sequestro e teatro di indagini e rilievi fino a tarda notte.

    Il colpevole, dopo la telefonata all’amico, è uscito di casa e si è seduto su una panchina a pochi metri dalla Basilica di Sant’Ambrogio. Lì è stato trovato dagli agenti allertati dall’amico. Forse perché era consapevole che scappare non sarebbe servito. O forse perché stava solo aspettando che le forze dell’ordine lo arrestassero. Ancora molti i dubbi e gli interrogativi che verranno chiariti dagli inquirenti con le indagini e gli interrogatori a parenti e amici della vittima. Ma una realtà, una donna morta, uccisa dal suo fidanzato, ancora una volta.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Lunedì 20/10/2014 11:13
     
     
     
     
     
     
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