Milano, la tassa sulle scuole materne: 52 euro in più a bambino

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    Milano, la tassa sulle scuole materne: 52 euro in più a bambino

    Il Comune di Milano ha introdotto una nuova tassa sulle scuole materne, che porterà nelle casse di Palazzo Marino un’entrata stimata di circa un milione di euro. La quota annuale per l’iscrizione alle scuole materne fissata dal Comune è di 52 euro per circa 20mila famiglie. Ma non è finita qui! Sono in arrivo aumenti su mense scolastiche, centri estivi, pre e post scuola, scuole vacanza e servizi educativi comunali. Sono stati inoltre tagliati i contributi agli oratori e alle scuole private, tra cui i nidi convenzionati con il Comune. La manovra da circa 3 milioni di euro è stata presentata dalla vicesindaca e assessore all’Educazione e Istruzione Anna Scavuzzo, ma sta già scatenando una raffica di polemiche politiche.

    La vicesindaca ha illustrato la manovra durante la seduta congiunta delle commissioni Bilancio ed Educazione sul bilancio di previsione 2017 e ha parlato di adeguamenti di tariffe, in certi casi ferme da 16 anni, e di congelamenti di contributi in attesa di tempi migliori. Ha rivelato che le spese obbligatorie per il 2017 sono aumentate e di conseguenza “ci si è trovati ad agire sulla leva delle spese correnti senza vincoli”.

    “La valutazione che abbiamo fatto va nel senso dell’equiparazione – ha spiegato Anna Scavuzzo – L’aumento ci sarà, ma non sarà indiscriminato. Bisogna trovare uno schema perché sia più equo”. A tal proposito la giunta comunale sta vagliando l’ipotesi di stipulare una convenzione con l’Università Bicocca per cercare di trovare le modalità per rendere tale rimodulazione più equa possibile. Per quanto riguarda i tagli alle scuole private e agli oratori, la vicesindaca ha ammesso: “Non sono orgogliosa e contenta di niente, ma queste sono scelte. Ho ritenuto che rispetto ad altri interventi potessero avere un minore impatto”.

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    La nuova tassa sulle scuole materne e i nuovi aumenti su mense scolastiche e servizi educativi comunali stanno suscitando un vespaio di reazioni negative e proteste. Fabrizio De Pasquale di Forza Italia ha criticato duramente la manovra: “La sinistra ha molta fantasia nel camuffare gli aumenti con termini come revisioni tariffarie, riorganizzazione, congelamento. Alla fine però le famiglie dovranno pagare di più”.

    Anita Pirovano di Sinistra X Milano è passata all’attacco: “I dati ci dicono che l’offerta di nidi già adesso non riesce a soddisfare la domanda. Inoltre le famiglie hanno bisogno di potersi organizzare e credo che questa categoria del congelamento per i servizi all’infanzia possa funzionare meno che in altri settori. Per di più in una fase storica di redditi tagliati – ha concluso – mi pare che dare un segnale di spostamento dell’utenza dal servizio pubblico al privato sia davvero una questione delicata”. Nel bilancio previsionale sono stati infatti congelati i fondi per 200-250 posti negli asili nido paritari.