Milano, espulsa egiziana sostenitrice dell’Isis: paura per un possibile attentato

La 22enne di Giza, residente nella periferia di Milano, voleva arruolarsi come foreign fighter e stava programmando un viaggio in Siria. Nelle chat intercettate si era detta disponibile a compiere un’azione suicida in Italia per l’Isis. Fatma Ashraf Shawky Famhy è stata espulsa con un provvedimento d’urgenza del ministero degli Interni.

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    Milano, espulsa egiziana sostenitrice dell’Isis: paura per un possibile attentato

    A Milano è stata espulsa dall’Italia la 22enne egiziana Fatma Ashraf Shawky Fahmy: secondo la Digos era sostenitrice dell’Isis, intenzionata a recarsi in Siria e ad arruolarsi come foreign fighter. Secondo quanto trapelato, la ragazza non riuscendo ad unirsi al Califfato, stava programmando un possibile attentato in Italia. “Sono pronta ad agire su Milano” avrebbe scritto più volte nelle chat intrattenute via Telegram con un presunto combattente dello Stato Islamico.

    Le intercettazioni telefoniche della 22enne egiziana

    Fatma Ashraf Shawky Famhy, 22 anni, egiziana, in Italia dal 2013, avrebbe avuto contatti con un presunto uomo del Califfato a luglio scorso. Nel suo tablet sono state ritrovate le conversazioni in cui la ragazza insiste per avere un passaporto falso e si sarebbe detta disponibile, in caso di mancato raggiungimento della Siria, ad agire su Milano. La 22enne viveva con la famiglia nel quartiere Gratosoglio, alla periferia sud-ovest di Milano insieme ai genitori e tre fratelli minori.

    Le conversazioni, intercettate dalla Digos, hanno fatto scattare l’allarme e i poliziotti hanno perquisito la casa dell’egiziana e sequestrato tutto il materiale. Secondo la ricostruzione degli uomini in divisa, da 8-10 mesi, Fatma aveva iniziato un percorso di radicalizzazione. Un cambiamento visibile, partito modificando abitudini e vestiario: negli ultimi mesi infatti, chiusa nella sua stanza, aveva contatti sempre più frequenti e insistenti con un tale Abdallah Hasanyan Al-Najjar, al quale inviava foto e documenti.

    Anche il suo look era cambiato, indossando sempre più frequentemente niqab e guanti neri, non si truccava più, niente più abiti dai colori sgargianti, ma sempre il volto coperto dal velo. Aveva infine adottato in rete il nome di Umm Julaybib, (madre di Julaybib), ossia genitrice di un martire e compagno di Maometto. Negli ultimi mesi non lavorava nemmeno più, i suoi contatti con familiari e conoscenti erano ridotti ai minimi termini, cosa che ha reso più difficile il pedinamento.

    Di fronte però al materiale e agli scambi di messaggi, la ragazza viene espulsa dall’Italia per terrorismo, con un provvedimento d’urgenza del Ministero degli Interni.

    Chi è l’egiziana espulsa dall’Italia: pianificava attentato a Milano

    Fatma Ashraf Shawky Fahmy è nata il 3 giugno del 1995 a Giza in Egitto e risiedeva nella periferia di Milano insieme ai genitori e tre fratelli minori. La 22enne si era avvicinata all’estremismo nell’ultimo anno, cambiando abitudini e stile di vita. Era in contatto via Telegram con un membro dell’Isis, che risponde al nome di Abdallah Hasanyan Al-Najjar. All’uomo chiedeva insistentemente di organizzarle un viaggio in Siria attraverso la Turchia, manifestando la volontà di diventare una foreign fighter del Califfato. Data poi l’impossibilità, la giovane aveva maturato l’idea di commettere un’azione suicida in Italia, ma non aveva avuto alcuna risposta né indicazione. Più volte la ragazza aveva inviato fototessera e documenti per creare il suo passaporto falso.