Milano, aborto non eseguito: donna disoccupata e malata chiede risarcimento danni e assegno di mantenimento all’ospedale

Interruzione di gravidanza non riuscita per una donna che nel 2013 si è rivolta al San Paolo di Milano per abortire. Dopo l’intervento chirurgico si è scoperta di nuovo incinta e ha partorito. La 37enne che oggi è disoccupata, ragazza-madre ed è affetta dal morbo di Crohn, fa causa all’ospedale: chiede risarcimento danni per oltre 200mila euro e l’assegno di mantenimento mensile per il bambino.

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    Milano, aborto non eseguito: donna disoccupata e malata chiede risarcimento danni e assegno di mantenimento all’ospedale

    La vicenda risale al 2013 e vede coinvolta una donna, disoccupata e affetta dal morbo di Crohn, che si rivolge al San Paolo di Milano per abortire. La 34enne non aveva dubbi sull’interruzione di gravidanza, vista la malattia, la condizione economica precaria e il padre che non avrebbe riconosciuto il nascituro. Un mese dopo l’intervento però scopre di essere ancora incinta e non se la sente più di abortire. Chiede per questo il risarcimento dei danni provocati “dall’errore del medico” che le ha condizionato la vita e anche un assegno mensile per il mantenimento del bambino, che oggi ha quattro anni.

    Aborto non riuscito: 34enne partorisce e chiede i danni all’ospedale

    Nell’aprile 2013 la donna aveva 34 anni. Quando scopre di essere incinta decide immediatamente di abortire: è affetta da oltre dieci anni da una grave malattia, il morbo di Crohn, che metterebbe a rischio la sua salute e quella del figlio. In più, ha un lavoro precario, una situazione economica difficile e il padre non intende riconoscere il piccolo. E’ così che si rivolge al San Paolo di Milano per interrompere la gravidanza. Si sottopone all’intervento ma dopo un mese fa la scoperta scioccante: è ancora incinta.

    Torna di nuovo al pronto soccorso ma ormai è di 16 settimane, il feto è sviluppato abbastanza e un’ulteriore operazione metterebbe a rischio la stessa vita della donna, come riferisce.

    Si sente costretta, come sostengono i suoi legali, ormai a portare a termine la gravidanza e il piccolo nasce a fine 2013. Secondo gli avvocati della donna però le condizioni di salute della madre si aggravano a causa “dell’ invalidità che nel maggio del 2014 è arrivata al 50 per cento, e una riduzione della capacità lavorativa passata dal 34 al 73 per cento”. Inoltre, continuano, “la nascita del bimbo ha posto la parte attrice in notevoli difficoltà finanziarie in ordine all’obbligo di allevare e mantenere il figlio”.

    Chiesto risarcimento danni e assegno di mantenimento per il bambino

    Per questi motivi l’avvocato della donna, oggi disoccupata, ha richiesto alla struttura ospedaliera San Paolo un risarcimento di 211mila euro in riferimento ai danni connessi al fallimento dell’interruzione della gravidanza, in più un assegno di mantenimento mensile per il bambino fino al raggiungimento dell’indipendenza economica. A quanto riferisce l’avvocato Vincenzo Lepre, la donna all’epoca dei fatti aveva un lavoro a tempo determinato part-time e nei mesi successivi alla nascita del piccolo avrebbe ricevuto un atto di intimazione di sfratto per morosità.

    San Paolo di Milano: ‘I nostri professionisti hanno operato correttamente’

    La vicenda è oggi discussa in tribunale, ma non è andata a buon fine la trattativa tra la signora in questione e l’ospedale milanese. Dal nosocomio hanno fatto sapere infatti che i medici, nell’aprile 2013 operarono correttamente. E’ da chiarire quindi il preciso svolgimento dei fatti. Fanno sapere comunque che si rimettono alla valutazione degli atti da parte delle autorità competenti.

    Dolcetto o scherzetto?