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Migranti e Ong, sono davvero finanziate dai trafficanti? Il dibattito che infervora la politica

Migranti e Ong, sono davvero finanziate dai trafficanti? Il dibattito che infervora la politica

A riaccendere il dibattito politico sui migranti, le dichiarazioni del Procuratore di Catania Zuccaro secondo il quale c’è una possibile collusione tra Ong e trafficanti. Nelle ultime settimane è stato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ad accusare le organizzazioni umanitarie di aiutare gli scafisti nella tratta di esseri umani fungendo da "taxi".

da in Attualità, Cronaca
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    Migranti e Ong, sono davvero finanziate dai trafficanti? Il dibattito che infervora la politica

    Le polemiche sul ruolo delle Ong che soccorrono i migranti nel Mediterraneo continuano a essere al centro del dibattito politico.
    Da circa una settimana infuria la polemica sulla presunta collusione tra Ong e scafisti. Sta ora indagando la Procura di Catania: la questione è nata dopo che Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere europee, ha accusato alcune ong di aver indirettamente aiutato i trafficanti. Tra i politici, il primo a sollevare la questione sul ruolo delle organizzazioni umanitarie è stato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

    Su Ong e migranti lo scontro tra Luigi Di Maio e Roberto Saviano: la polemica è nata da un post su Facebook del vicepresidente della Camera in cui i barconi di migranti nel Mediterraneo sono stati definiti dei “taxi”. Secondo il pentastellato, queste organizzazioni aiuterebbero gli scafisti nella tratta di esseri umani. “Le organizzazioni non governative sono accusate di un fatto gravissimo, sia dai rapporti Frontex che dalla magistratura, di essere in combutta con i trafficanti di uomini, con gli scafisti, e addirittura, in un caso e in un rapporto, di aver trasportato criminali. Vogliamo vederci chiaro, sapere chi le finanzia” ha scritto Di Maio.

    E’ seguita la risposta dello scrittore Roberto Saviano che accusa Di Maio di “essere un ipocrita che cerca i voti di chi vuole morti quei migranti”. Ha aggiunto inoltre che “definire ‘taxi del mare’ barche che salvano vite è grave, soprattutto se a farlo è il vicepresidente della Camera e non un Salvini qualunque”.

    Sui migranti ad accendere di nuovo gli animi è stato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che alla trasmissione televisiva Agorà ha azzardato l’ipotesi che le “Ong forse sono finanziate dai migranti, un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga”. L’indagine è però in corso, ancora non ci sono prove per dimostrare la correlazione, ma tanto è bastato per accendere di nuovo gli schieramenti pro e contro Ong. Questa volta la risposta è arrivata da Montecitorio, obbligando i nostri politici a chiarire la situazione. In generale invitano alla cautela prima di avere prove certe: “Le accuse non possono evidentemente essere sottovalutate – ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti – ma vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate”. Dello stesso avviso il ministro della Giustizia, Andrea Orlando: “Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore”.
    Il magistrato, tuttavia, ribadisce il suo netto distinguo tra Ong come Save the children o Medici senza frontiere che operano correttamente da tanto tempo, e fanno un gran lavoro: i soldi dati a loro “sono spesi bene”. Su altre, invece, occorre capire da dove arrivano i finanziamenti.

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    Tutta la questione nasce alla fine del 2016, quando vennero resi pubblici alcuni stralci del rapporto di Frontex in cui veniva segnalato il comportamento di alcune ong non specificate. Veniva raccontato di più casi in cui alcuni migranti avevano ricevuto indicazioni al momento della partenza dalle coste libiche su dove avrebbero potuto trovare una nave delle ong.

    Il capo di Frontex, Fabrice Leggeri, rincarò poi la dose affermando che le ong che operano a largo della costa libica costituiscono un incentivo indiretto ai trafficanti, che li spinge a utilizzare barconi in condizioni sempre peggiori e tentare la traversata anche con il brutto tempo, nella certezza che le ong arriveranno in loro soccorso. Segnalava anche una scarsa collaborazione tra il suo comparto e alcune organizzazioni umanitarie.
    Secondo Frontex, le benintenzionate operazioni sotto costa delle ong contribuiscono senza volerlo ad aiutare i criminali a raggiungere i loro obiettivi.

    Frontex nel suo rapporto indica anche come funziona il soccorso dei migranti e cosa è cambiato negli ultimi mesi. Per l’Agenzia c’è stato un allarmante intensificarsi dei soccorsi delle Ong, che ha destato sospetti. Infatti, fino a maggio 2016, denunciano che gran parte delle operazioni di salvataggio iniziava in seguito a richieste di soccorso che provenivano dagli stessi barconi di migranti, i quali si mettevano in comunicazione con il centro di soccorso di Roma, mentre si trovavano già in alto mare.
    Successivamente invece sarebbero diminuite le chiamate, mentre sarebbero aumentati i soccorsi da parte di imbarcazioni di ong che operano a ridosso delle acque territoriali libiche. Significativo anche l’incremento degli sbarchi di immigrati in Italia nel 2017.
    Le Ong a questo proposito controbattono che, proprio per il fatto di trovarsi vicino alla Libia, è molto più facile intervenire rapidamente per cercare di salvare i migranti: fino al 2014, quanto terminò l’operazione Mare Nostrum iniziata nel 2013, erano invece le navi della Marina militare italiana a pattugliare il Mediterraneo.

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