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Matrimonio gay: il sì della corte suprema USA

Matrimonio gay: il sì della corte suprema USA
da in Cronaca, Matrimonio, Unioni civili
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    edie thea

    Sentenza storica per la corte suprema USA: il “Defense of Marriage Act” del 1996 e il “Proposition 8” sono stati dichiarati incostituzionali. Le due leggi che proibivano il matrimonio gay verranno abolite, segnando così un importante passo avanti nella lotta per la parità dei diritti degli omosessuali americani.

    Secondo la corte di Washington la legge del 1996 affermando che il “matrimonio è solo l’unione fra un uomo e una donna viola la pari tutela davanti alla legge di tutti i cittadini che il governo deve garantire”. Per il “Proposition 8”, varato in seguito ad un referendum in California, il giudice ha stabilito che a prendere una decisione così importante dovessero essere dei giudici e non solo il popolo. Davanti a questa richiesta, 5 giudici hanno votato a maggioranza a sostegno delle nozze gay nello stato della California.

    Matrimoni gay: Edith e Thea
    Ad accogliere con un sorriso e qualche lacrima la decisione della Corte Suprema americana c’è Edith Windsord, 83 anni e una vita passata a lottare per i suoi diritti.
    Edie conosce l’amore della sua vita, Thea Spyer, 44 anni fa nel 1967: a suggellare l’unione una spilla invece che un anello, così da non destare sospetti in ufficio. Nel 2009, quando Thea muore a causa della sclerosi multipla, sono sposate da due anni: hanno celebrato il loro matrimonio in Canada. Il governo americano però non riconosce questa unione e tassa Edie per l’eredità della loro casa: 363 mila dollari. Convinta di stare subendo un’ingiustizia Edie si rivolge ad un avvocato, Roberta Kaplan ripromettendosi: “Ci volesse anche una vita, devo farcela. Per noi, per lei”. E ce l’ha fatta.

    matrimonio gay
    La lotta per la parità dei diritti alle coppie omosessuali è una battaglia che va avanti da anni.

    Le due sentenze storiche della Corte Suprema USA sono sicuramente un grande passo avanti, ma c’è ancora molto da fare. Negli Stati Uniti infatti, sono solo 12 gli stati in cui i matrimoni gay sono legali: Massachusetts (2004), Connecticut (2008), Vermont (2009), New Hampshire (2010), lo Stato di New York (2011), Iowa (2009), Washington DC (2009), Maine, Maryland e lo Stato di Washington nel 2012, in seguito ad un referendum. Gli ultimi a dire alle unione tra coppie dello stesso sesso sono stati il Rhode Island, il Delaware e il Minnesota. Nel resto del mondo invece? I numeri scarseggiano anche qui, sono pochi i Paesi in cui i matrimoni gay sono legali. A rompere il tabù sono stati, nel 2001, i Paesi Bassi, seguiti da Spagna, Belgio, Norvegia, Svezia e Finlandia. È possibile sposarsi anche in Portogallo (2010), Islanda (2010), Danimarca (2012), Canada, Messico (solo nella capitale), Nuova Zelanda, Uruguay, Argentina (2010) e Sudafrica, unico stato africano a legalizzare le unioni civili. Di recente si sono aggiunte Francia e Gran Bretagna.

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