Natale 2016

Maternità surrogata: 50 lesbiche lanciano l’appello contro l’utero in affitto

Maternità surrogata: 50 lesbiche lanciano l’appello contro l’utero in affitto
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    Maternità surrogata: 50 lesbiche lanciano l’appello contro l’utero in affitto

    La surrogazione di maternità o gestazione per altri torna nuovamente al centro del dibattito pubblico nazionale perché 50 lesbiche hanno lanciato un appello contro l’utero in affitto, che sta già facendo molto scalpore negli ambienti politici e nel mondo gay italiano. Le 50 donne omosessuali contestano duramente e pubblicamente la pratica seguita dal leader di Sinistra ecologia liberà Nichi Vendola e dal suo compagno Ed Testa, diventati genitori del piccolo Tobia Antonio diversi mesi fa in Canada, ma anche da altre star di rilievo internazionale poiché vìola l’autodeterminazione delle donne e i diritti dei neonati.

    Le cinquanta firmatarie dell’appello rifiutano la mercificazione delle capacità riproduttive delle donne e rifiutano la mercificazione dei bambini. Inoltre chiedono a tutti i Paesi di mantenere la norma di elementare buon senso per cui la madre legale è colei che ha partorito, e non la firmataria di un contratto, né l’origine dell’ovocita. Si appellano a tutti i Paesi affinché rispettino le convenzioni internazionali per la protezione dei diritti umani e del bambino di cui sono firmatari con lo scopo di opporsi fermamente a tutte le forme di legalizzazione della maternità surrogata sul piano nazionale e internazionale, auspicando l’abolizione delle leggi che l’hanno introdotta.

    L’iniziativa delle 50 lesbiche è stata accolta con soddisfazione e gioia dalla deputata cattolica Paola Binetti e da tutti i partiti di centrodestra. “Molto coraggioso – ha dichiarato l’onorevole cattolica di Area Popolare -, ne condivido in grandissima parte i contenuti. Andare controcorrente è difficile, ma è il vero segno della libertà”.

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    Questo documento ha però spaccato in due il mondo gay e il mondo laico. Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, e Gianpaolo Silvestri, fondatore di Arcigay ed ex senatore dei Verdi, si sono schierati a favore di questa iniziativa contro la gestazione per altri.

    Micaela Ghisleni, filosofa bioeticista ed esponente del mondo laico, ha contestato questa iniziativa poiché non c’è sfruttamento della donna né commercio del corpo umano, sottolineando il fatto che gli interessi dei bambini sono tutelati. “Ci può essere sfruttamento – ha spiegato Micaela Ghisleni – in contesti nei quali l’autodeterminazione della donna è messa a rischio da condizioni economiche disagiate e da subalternità culturale.

    Altro invece è applicare la gpa dove la donna resta al centro di sistemi di garanzie che escludono lo sfruttamento, tipo California e Canada. Là ci sono contratti, la donna non lo fa per bisogno, ma per scelta come dono”. Per poi aggiungere: “Chi è il genitore: il biologico o l’intenzionale? La Corte Europea dei diritti dell’uomo, in due sentenze contro la Francia, ha ribadito che il genitore è quello intenzionale, che ha intenzione di crescerlo. La stessa Corte ha condannato l’Italia perché è stato sottratto un minore alla famiglia intenzionale con la quale si era instaurato un rapporto familiare ritenuto meritevole di tutela”.

    E’ contraria anche la politica dichiaratamente lesbica del Partito Democratico Paola Concia. “La mia posizione però è diversa e l’ho più volte sottolineato – ha detto l’ex deputata del PD – quando si è discussa la legge per le unioni civili: inserire il tema della gpa durante l’iter di quel testo è stato disastroso, ha finito per vanificare gli sforzi per il diritto all’adozione del figlio del partner. Si sono confuse, e ripeto, con esiti disastrosi, cose molto diverse. Io però ritengo che con questo appello passi il messaggio sbagliato e cioè che il tema della maternità surrogata riguarda solo la comunità omosessuale, mentre è una pratica a cui ricorrono moltissime coppie eterosessuali”.

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    La surrogazione di maternità è un tema di estrema attualità sia nel dibattito pubblico nazionale che europeo. Soltanto pochi giorni fa la commissione Salute dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha diramato un rapporto in cui si sottolinea che l’utero in affitto dovrebbe essere proibito perché è una violazione della dignità umana, ma al tempo stesso mediante questo rapporto si chiede di valutare l’opportunità di fissare linee guida europee per garantire i diritti dei bambini negli accordi sulla maternità surrogata.

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