Mangiare la placenta: fa bene o fa male? Pro e contro della moda diffusa fra le star e non solo

Mangiare la placenta dopo il parto apporterebbe minimi o nulli benefici alla madre, secondo l'ultimo studio pubblicato dalla Università del Nevada. Consumare la propria placenta è una tendenza che si è sempre più diffusa negli ultimi anni, da Nicole Kidman a Claudia Galanti. Sebbene si pensi che faccia bene all'umore e alla pelle, i benefici non sono ancora stati comprovati, mentre bisogna fare attenzione ai rischi di possibili infezioni batteriche

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    Mangiare la placenta: fa bene o fa male? Pro e contro della moda diffusa fra le star e non solo

    Mangiare la placenta apporta benefici minimi o nulli, secondo un nuovo studio condotto dall’Università Nevada di Las Vegas. Tutti i mammiferi, compresi gli erbivori, mangiano la propria placenta, in quanto ricca di sostanze nutritive. La placenta infatti contiene ossitocina e prostaglandine che aiutano l’utero a ritornare alle dimensioni normali ed alleviano lo stress del parto. La moda di mangiare la placenta, direttamente dopo il parto o tramite l’assunzione di pillole, è diventata una tendenza tra le mamme vip di Hollywood, esportata anche nel nostro Paese, ma sui benefici di questa pratica ci sono ancora molti dubbi.

    Placentofagia, possibili benefici

    Consumare la placenta (in forma di pillola) dopo il parto è una tendenza sempre più diffusa nei paesi come il Regno Unito, la Francia, la Germania, l’Australia e gli Stati Uniti. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che ci siano molte migliaia di donne che praticano la placentofagia materna. I sostenitori della pratica dicono che, poiché la placentofagia materna è comune nei mammiferi in natura, molto probabilmente offre alcuni benefici anche agli esseri umani, soprattutto per quanto riguarda l’umore della neo mamma: mangiare la placenta, infatti, sembrerebbe scongiurare i rischi dovuti alla depressione post-partum .

    Capsule di placenta: benefici minimi per la madre

    L’ultimo studio condotto dall’Università del Nevada sostiene al contrario che l’assunzione di pillole di placenta abbia un effetto minimo o nullo sull’umore postpartum, sul legame materno o sull’affaticamento. Tale studio ha coinvolto 12 donne che hanno assunto capsule di placenta e 15 che hanno assunto pillole placebo nelle settimane successive al parto, ed è stato condotto da ricercatori del Dipartimento di Antropologia e Scuola di Medicina dell’UNLV. Il team di ricerca ha testato l’efficacia delle capsule di placenta nel promuovere vari benefici per la salute, ma i risultati non hanno apportato veridicità scientifica a questa tesi.

    Mangiare la placenta dopo il parto, fa bene?

    Tuttavia, il lavoro del gruppo di ricerca ha mostrato che l’ingestione di capsule di placenta produceva piccoli ma rilevabili cambiamenti nelle concentrazioni ormonali delle madri. Lo studio è stato pubblicato online il 23 novembre sulla rivista Women and Birth. Anche uno studio precedente a quest’ultimo, condotto dalla Northwestern University e pubblicato sugli Archives of Women’s Mental Health, non ha rilevato alcun reale motivo per consigliare il consumo di placenta, smentendo la moda delle star che ha preso piede negli ultimi anni.

    Mangiare la placenta: la nuova moda delle star

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    La prima a farlo pubblicamente era stata Nicole Kidman, seguita da Katie Holmes, che dovette seguire i dettami di Scientology, la religione seguita dall’ex marito Tom Cruise. In Italia, la prima showgirl a dichiararsi fan della placenta era stata Claudia Galanti che nel 2014 aveva postato su Instagram una foto in cui beveva un frullato realizzato con la sua placenta, forte della convinzione che faccia bene all’umore e alla pelle e permetta di riassumere sostanze preziose che altrimenti andrebbero buttate.

    Placentofagia, possibili rischi per la salute

    A mettere in guardia contro la pratica sono però i recenti studi pubblicati sulla placenta che potrebbe essere veicolo di infezioni batteriche o virali e contenere residui di sostanze di scarto, come il meconio. Uno dei rischi è rappresentato dallo Stafilococco aureo, un batterio presente nella vagina del 10% delle donne che potrebbe passare nella placenta. I rischi si riducono se l’organo viene consumato dopo cottura – sebbene in questo caso si inattivino molte delle sostanze che potrebbero avere effetti positivi – e solo se viene ingerita la propria placenta e non quella di altre donne.

    In conclusione, non ci sono ancora studi specifici che documentino i rischi provenienti dal mangiare la placenta, ma al tempo stesso non esistono prove concrete che dimostrino che faccia effettivamente bene alla salute della madre.