Mammografia: un’arma contro il tumore al seno

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    Mammografia: un’arma contro il tumore al seno

    Il tumore al seno è uno dei tumori femminili più comuni, l’incidenza è di circa di una donna malata per 8 sane. La fascia d’età più colpita è quella tra i 40 e 55 anni ma dato che l’aspettativa di vita delle donne continua ad aumentare ed è arrivata ad 87 anni circa, i controlli medici e le misure di prevenzione sono costantemente modificate in modo da avere il massimo controllo della malattia, per quanto sia possibile purtroppo. La mammografia è un esame diagnofico indolore da effettuare ogni anno o ogni due anni in base all’età, è lo strumento migliore per la diagnosi precoce, il modo migliore per salvarsi la vita e per volersi bene.

    Corrado Tinterri, responsabile di Senologia nell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), ci spiega l’importanza della mammografia nella diagnosi precoce contro il tumore al seno, ecco cosa ci spiega: “I nuovi mammografi inoltre sono sicuri, emettono meno radiazioni e sono più precisi rispetto al passato. La riduzione della mortalità per cancro del seno grazie allo screening è universale, tanto che qualcuno consiglia di sottoporsi alla mammografia annualmente. Nessun medico ormai dubita dell’efficacia di questo strumento, che è tutt’oggi il migliore che abbiamo a disposizione per battere il tumore della mammella. Tale patologia rimane la più frequente tra le donne, l’incidenza del cancro del seno è anzi in continuo aumento nel mondo, in tutte le fasce d’età, soprattutto quella tra i 40 e i 55 anni. Quindi non bisogna abbassare la guardia“.

    Considerando che l’età media delle donne è arrivata ad 87 anni, attualmente la mammografia tra i 40 e i 49 anni è consigliata ogni anno, tra i 49 e i 70 anni ogni due anni, ma la ricerca ha messo in luce il fatto che bisognerebbe allargare la fascia di prevenzione e cioè fare la mammografia anche dopo i 70 anni perchè con l’aumentare dell’età il rischio di tumore del seno aumenta e il tasso di mortalità rimane comunque alto.

    Anche per le donne più giovani il rischio è alto, tra i 35 e i 45 anni il tumore al seno è la prima causa di morte, nelle donne più giovani lo screening è un pò meno efficace proprio per la sua conformazione, ma resta comunque un’arma efficacia da non sottovalutare!

    Il Lombardia è partito un progetto che si chiama Impatto che serve a monitorare la qualità del trattamento dopo la diagnosi, in modo da capire quali sono i trattamenti migliori in base ai singoli casi.

    Foto da:

    www.gammex.com

    Dolcetto o scherzetto?