Malala Yousafzai è la nuova “Messenger of Peace” dell’ONU [FOTO]

Dopo il Nobel per la pace, la giovane attivista pakistana viene nominata Messaggero di pace per le Nazioni Unite. Dall'attentato dei talebani alla lotta per i diritti delle donne, la biografia di Malala è già storia.

da , il

    Malala Yousafzai è la nuova “Messenger of Peace” dell’ONU, la più giovane tra i Messaggeri di pace delle Nazioni Unite. La giovane attivista pakistana, dopo aver vinto il Nobel per la pace nel 2014, e’ stata nominata dal segretario generale Antonio Guterres e avrà un ruolo di primo piano nella promozione dell’istruzione delle bambine in tutto il mondo. Un traguardo importantissimo che Malala ha voluto dedicare in parte anche alle giovani donne del Pakistan, a cui ha rivolto un’esortazione all’attivismo nel processo di cambiamento della realtà del Paese. Soddisfazione da più fronti per una nomina che arriva come riconoscimento al grande impegno sociale della ragazza, che all’età di 11 anni ha sfidato le restrizioni sulle donne ad opera dei talebani in Pakistan.

    La storia di Malala dal libro al riconoscimento ONU

    La storia di Malala è grandiosa, seppur nella sua drammaticità. L’attivista ha deciso di racchiuderla in un libro, Io sono Malala, lavoro autobiografico che le ha permesso di far conoscere al mondo il suo amore per i diritti umani e la cultura. Le Nazioni Unite non sono rimaste indifferenti alla potenza simbolica della sua personalità e, a 4 anni da quella pubblicazione, l’hanno nominata “Messenger of peace”. La soddisfazione al Palazzo di Vetro è palpabile, sintetizzata dalle parole del segretario generale Guterres: “E’ una giornata emozionante. Anche di fronte a gravi pericoli, Malala Yousafzai ha dimostrato un impegno costante per i diritti delle donne, delle bambine e di tutti i popoli. Ora, come Messaggero di pace Onu, può fare ancora di più per contribuire a creare un mondo più giusto e pacifico”.

    Il discorso di Malala è semplice e incisivo: “Voi siete le reali responsabili del cambiamento – ha detto rivolgendosi alle giovani in Pakistan – non aspettate nessun altro, non aspettate i leader”.

    Malala, la biografia dall’attentato dei talebani al Nobel per la pace

    Malala è uno dei volti più famosi nella lotta per la pace nel mondo. Nata nel 1997 in Pakistan, ha ben presto stabilito un legame critico con il suo mondo. All’età di 11 anni la sua svolta. Dopo aver vissuto un’infanzia nelle mani del regime dei talebani pakistani, contrari al riconoscimento dei diritti della donna, è costretta a lasciare la scuola perché nella sua regione si instaura il divieto di istruzione femminile. Si tratta di un momento di frattura piuttosto violento per l’attivista, amante dei libri e della cultura. Ma la giovanissima Malala si ribella, e lo fa con la sola arma che conosce, la parola.

    Apre un blog da lei curato per la BBC, in cui documenta in maniera puntuale le tragedie del regime nel suo Paese. La sfida lanciata ai talebani si trasforma ben presto in un pretesto per diventare bersaglio mobile delle frange più violente del potere: Malala subisce un gravissimo attentato. Il 9 ottobre 2012 viene colpita da uomo armato salito a bordo del pullman su cui lei torna a casa da scuola, quel luogo riaperto alle donne dopo che l’esercito pakistano ha ripreso il controllo della regione nel 2009. Le spara in testa, e serviranno ore di sala operatoria nell’ospedale militare di Peshawar per salvarle la vita.

    Malala Yousafzai per i talebani è il simbolo dell’infedeltà da annientare, ma la sua voce non si ferma.

    Nel 2014 viene insignita del premio Nobel per la pace assieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando la più giovane vincitrice di un premio Nobel al mondo.

    Oggi è un esempio per tante donne, insignite come lei del Premio Sakharov per la tutela delle liberà fondamentali dell’uomo.