Natale 2016

“Mai più spose bambine”: l’ultima campagna di Amnesty International

“Mai più spose bambine”: l’ultima campagna di Amnesty International
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    “Mai più spose bambine”, questo il titolo dell’ultima campagna di Amnesty International tesa a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema quanto mai attuale. Per lanciare l’iniziativa, l’Organizzazione ha inscenato un finto matrimonio al Pantheon di Roma, tra Giorgia, attrice di soli 10 anni, e Paolo, di 47 anni. E’ seguita la testimonianza della bimba privata dell’infanzia. La campagna può essere sostenuta attraverso donazioni via sms.

    L’ultima campagna organizzata da Amnesty International riguarda il triste fenomeno delle spose bambine, molto diffuso in tutto il mondo. Basti pensare al recente caso di Kheda, ragazzina di 17 anni forzata a sposare un colonnello ceceno, e a tutte le altre vittime sparse fra Yemen, Burkina Faso, Arabia Saudita, India, Afghanistan, tanto per citare alcuni paesi. Secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite i casi si aggirano intorno ai 13 milioni e mezzo ogni anno. “Mai più spose bambine” vuole sensibilizzare l’opinione pubblica invitando tutti noi a fermare questa barbarie con una donazione via sms.

    Kheda, la sposa bambina forzata al matrimonio da un colonnello ceceno. 17 anni, sguardo basso, abito bianco, quello che Kheda ha indossato alle nozze cui è stata costretta dal 46enne colonnello di polizia Nazhud. C’è chi l’ha definito “il matrimonio del secolo”, chi ha osato, come la giornalista Elena Milashina, rivelarne i retroscena finendo per essere “un’osservata speciale”, costretta ad abbandonare il paese. Eppure, nonostante alle nozze ci fossero personaggi illustri, l’unione forzata non è piaciuta agli utenti ceceni del web, subito zittiti da Kadyrov, luogotenente di Vladimir Putin nel Caucaso, che li ha richiamati all’ordine in nome delle tradizioni, la famiglia prima di tutto.

    Il suo nome è Kheda, ha solo 17 anni ed è stata costretta a sposarsi con il colonnello di polizia Nazhud, già sposato, in modo a dir poco barbarico.

    “Consegnatemi Kheda o ve ne pentirete”, aveva intimato alla famiglia della ragazza il colonnello, amico di personaggi ceceni altolocati. Quelli che contano, in effetti, c’erano tutti al matrimonio combinato (da lui), primo fra tutti Ramzan Kadyrov, luogotenente di Vladimir Putin nel Caucaso. A seguire Pavel Astakhov, difensore dei diritti dei minori in Russia, secondo il quale “l’emancipazione e la maturità sessuale nel Caucaso arrivano prima.”

    GUARDA LA CAMPAGNA CIAI CONTRO I MATRIMONI PRECOCI IN INDIA

    Ma l’unione non ha certo conquistato il popolo del web, prontamente zittito dalla voce altisonante dello stesso Kadyrov, che ha commentato il dissenso con queste parole: “Comportatevi da ceceni, l’onore della famiglia è la cosa più importante. Uomini, tenete le vostre mogli lontano da WhatsApp”. Unica voce fuori dal coro quella della giornalista di Novaia Gazeta, Ielena Milashina, che ha rivelato i retroscena delle nozze, per questo forzata ad allontanarsi dal paese in quanto “osservata speciale”.

    Nonostante in Russia la poligamia sia vietata dalla legge (anche se non sono previste punizioni), in Cecenia, dove i musulmani sono numerosissimi, viene ancora accettata. E così la giovane Kheda dallo sguardo triste ha dovuto soccombere al suo destino, da cui nessuno, famiglia compresa, avrebbe potuto strapparla. Intanto, sul web, girano i video delle nozze del secolo: ospiti illustri che ballano e si divertono mentre lei, la sposa, ha lo sguardo basso, perso nel vuoto.

    GUARDA L’INTERVISTA A VERONICA LATTUADA SULLE SPOSE BAMBINE

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