Mafia Capitale, la sindaca Virginia Raggi in aula per la sentenza: “Hanno ucciso Roma”

Nell'aula bunker del carcere romano di Rebibbia, per la lettura della sentenza del processo a Mafia Capitale, anche la sindaca Virginia Raggi. Ha voluto ascoltare il verdetto in diretta, e ha ribadito la ferma condanna morale a quanti 'hanno ucciso Roma'. Un commento che racchiude in sè tutto il sentimento di tristezza e paura per il futuro dopo la vicenda che ha visto coinvolti, a vario titolo, 46 imputati tra i nomi di spicco della Roma che conta.

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    Mafia Capitale, la sindaca Virginia Raggi in aula per la sentenza: “Hanno ucciso Roma”

    La sindaca Virginia Raggi ha voluto presenziare alla lettura della sentenza di primo grado nel processo a Mafia Capitale, pronunciata nell’aula bunker del carcere di Rebibbia. A margine della lettura del verdetto, le parole della sindaca sono state ferme nella condanna di una “associazione criminale che era in grado di condizionare pesantemente le scelte politiche di questa città”, e ha parlato di un percorso di legalità attraverso cui Roma proverà a riprendersi il suo futuro.

    Processo Mafia Capitale, Virginia Raggi presente a Rebibbia

    Il Comune di Roma si era costituito parte civile nella battaglia legale portata avanti nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, preannunciata come durissima e senza sconti, e la stessa sindaca Raggi non ha voluto mancare all’importante appuntamento della lettura di una sentenza dal sapore storico.

    I giudici della X Sezione penale del Tribunale capitolino, guidati dal presidente Rosanna Ianniello, erano chiamati a giudicare in primo grado 46 imputati nel processo a Mafia Capitale, associazione che, secondo le contestazioni, avrebbe condizionato la politica romana. Al vertice erano stati indicati l’ex Nar, Massimo Carminati, e il ras delle cooperative, Salvatore Buzzi.

    Mafia Capitale, le condanne

    La Corte ha stabilito una condanna a 20 anni di reclusione per Massimo Carminati e 19 anni per Salvatore Buzzi, ritenuti i vertici della “cupola romana”. L’aggravante di associazione mafiosa, contestata a 19 imputati tra cui Carminati e Buzzi, è caduta: per i giudici le loro erano due associazioni a delinquere non di stampo mafioso, quindi ha stabilito non sussistente la fattispecie di reato ex articolo 416 bis del Codice penale.

    La procura di Roma aveva chiesto una condanna complessiva a 500 anni di carcere per tutti gli imputati, la Corte ne ha inflitti la metà.

    Condannati anche Mirko Coratti, ex presidente dell’assemblea capitolina (6 anni di reclusione), Luca Gramazio (11 anni), Luca Odevaine, ex responsabile del tavolo per i migranti (6 anni e 6 mesi). 11 anni per il presunto braccio destro di Carminati, Ricardo Brugia, e 10 anni per l’ex Ad di Ama, Franco Panzironi. Andrea Tassone, ex minisindaco del municipio di Ostia commissariato per infiltrazione mafiose, è stato condannato a 5 anni.

    La sindaca Virginia Raggi: “Hanno ucciso Roma”

    È un commento dal sapore agrodolce, quello della sindaca Virginia Raggi, che ha affidato al suo profilo Facebook parole dure insieme alla soddisfazione per il trionfo della legalità: “Hanno ucciso Roma, hanno mortificato la dignità dei cittadini e generato un immenso danno d’immagine all’Italia intera. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo determinante di una classe politica compiacente, a volte addirittura asservita a questi delinquenti. E oggi è la vittoria dei cittadini, della società civile e della legalità sulla criminalità, sul malaffare e sulla vecchia politica”.

    Una reazione forte che lambisce i contorni, ancora incerti, di un futuro riscatto per la città di Roma, che dovrà ora fare i conti con una “purificazione” dei sistemi di gestione finiti sotto inchiesta, la stessa inchiesta che Raggi ha definito dai “numeri impressionanti”: “230 indagati, 227 udienze, 10milioni di pagine di atti giudiziari, 19mila intercettazioni sottoposte a perizie, e innumerevoli beni sequestrati. E poi le accuse: estorsione, usura, turbativa d’asta, corruzione, riciclaggio, criminalità organizzata. Quel mix esplosivo che tutti conoscono col nome di Mafia Capitale – prosegue la sindaca – che ha abusato e devastato la nostra città. Ringrazio la Procura, i giudici, le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno collaborato in questa inchiesta che ha fatto luce su anni e anni di disonestà. Roma e i suoi cittadini sono con loro. E ringrazio anche i romani che hanno sopportato decenni di malgoverno e saputo reagire”.

    Dolcetto o scherzetto?