Mafia, 16 arresti a Palermo: boss voleva uccidere la figlia perché amava un carabiniere

Il blitz è scattato all'alba e tra gli arresti anche un capomafia, noto esponente della 'Cupola', che secondo gli inquirenti sarebbe stato intenzionato a riprendere in mano le redini di Cosa nostra. Tornato in libertà sei mesi fa, avrebbe persino meditato l'omicidio della figlia perchè 'si è fatta sbirra'.

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    Mafia, 16 arresti a Palermo: boss voleva uccidere la figlia perché amava un carabiniere

    Blitz antimafia a Palermo, che ha portato all’arresto di 16 persone. Tra loro, anche un nome di punta della cosca di Bagheria, Pino Scaduto, il boss che aveva commissionato l’omicidio di sua figlia perchè “si è fatta sbirra”. Con queste parole, rivolte al figlio, il capomafia avrebbe dato mandato di uccidere la ragazza, “colpevole” di aver intrapreso una relazione con un carabiniere.

    Blitz antimafia a Palermo: 16 arresti

    Il blitz antimafia scattato all’alba a Palermo è stato condotto dai carabinieri del Comando Provinciale, con l’ausilio di un elicottero e delle unità cinofile. 16 le persone finite in manette, accusate a vario titolo di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

    La richiesta di custodia cautelare in carcere è stata avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia e il provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Palermo.

    Si tratta di una maxi operazione, chiamata “Nuova alba”, volta allo smantellamento del mandamento mafioso di Bagheria, e secondo gli inquirenti l’arresto avrebbe coinvolto presunti esponenti della cosca. La DIA avrebbe in mano la ricostruzione puntuale di numerose attività estorsive ai danni di imprenditori edili tra Bagheria e Altavilla.

    Il boss ordina l’omicidio della figlia: “Tua sorella si è fatta sbirra”

    Tua sorella si è fatta sbirra“: sarebbero queste le parole pronunciate da un nome di spicco tra i 16 arrestati di questa mattina a Palermo, il boss Pino Scaduto, che secondo le ipotesi investigative era operativo per riprendere in mano le redini di Cosa nostra e aveva già commissionato l’uccisione di sua figlia.

    La ragazza era considerata “rea” di aver intrapreso una relazione con un carabiniere, e per questo Scaduto, “signore di Bagheria”, avrebbe chiesto al figlio di farla fuori per eliminare alla radice il problema di eventuali interferenze nelle attività del clan.

    Scarcerato lo scorso aprile, torna in carcere

    L’ordine di uccidere, però, era stato disatteso: “Ma io ho 30 anni e non mi consumo per lui”, aveva detto il figlio di Scaduto ad un amico, sottoposto a intercettazione. Pino Scaduto era tornato in libertà appena sei mesi fa, scarcerato dopo aver scontato la pena in seguito all’arresto avvenuto nel 2008, nell’ambito dell’operazione “Perseo”.