Macerata, donna fatta a pezzi in due valigie: il cadavere è della 18enne scomparsa. Fermato un uomo

Appartiene a Pamela Mastropietro, 18 anni, il cadavere ritrovato a pezzi in due valigie nelle campagne del maceratese. La giovane era scappata il 29 gennaio da una comunità che la stava ospitando: del suo caso si era occupata anche la trasmissione 'Chi l'ha visto?'. La stessa madre di Pamela ne aveva denunciato la scomparsa: non era la prima volta che la figlia si allontanava dalla comunità. Un uomo, di nazionalità nigeriana, è stato dichiarato in stato di fermo

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    Macerata, donna fatta a pezzi in due valigie: il cadavere è della 18enne scomparsa. Fermato un uomo

    Il corpo di una diciottenne è stato trovato fatto a pezzi in una valigia, nelle campagne di Pollenza, nel maceratese. Gli accertamenti dei carabinieri e del medico legale giunti sul posto hanno permesso di risalire all’indentità della vittima. Si tratta di Pamela Mastropietro, una diciottenne ospite da alcune settimane della comunità di recupero ‘Pars’ di Corridonia. Dopo una notte di interrogatori, un uomo nigeriano è stato dichiarato in stato di fermo.

    18enne fatta a pezzi: fermato un nigeriano

    È stato dichiarato in stato di fermo il nigeriano fermato per la morte di di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui cadavere fatto a pezzi è stato trovato ieri mattina in due valigie nelle campagne di Pollenza. A casa dell’uomo, in un appartamento in via Spalato 124, i carabinieri del Ris hanno trovato i vestiti della vittima sporchi di sangue e altre tracce ematiche. Nell’abitazione è stato rinvenuto anche uno scontrino di una farmacia poco distante dove la vittima aveva acquistato una siringa.

    “Al momento ci sono elementi per il fermo di una sola persona ha dichiarato all’ANSA il comandante provinciale dei carabinieri di Macerata Michele Roberti – ma non escludiamo che possano emergere spunti di indagine sull’eventuale coinvolgimento di altre persone”.

    Dopo essere stato interrogato tutta la notte, alla presenza del suo avvocato, l’uomo è stato dichiarato in stato di fermo, a seguito anche della deposizione di un testimone, estraneo ai fatti, che aveva affermato di aver visto l’uomo nella tarda serata del 30 gennaio in possesso delle valigie contenenti i resto di Pamela e nei pressi del luogo dove i bagagli sono stati gettati, in un fossato nelle campagne di Pollenza.

    18enne fatta a pezzi: la ricostruzione della vicenda

    Dalla comunità che la ospitava,una struttura che accoglie giovani in difficoltà e con problemi legati alla tossicodipendenza, Pamela se ne era allontanata volontariamente il 29 gennaio, senza telefono e senza documenti, ma portando con sé un grande trolley rosso e blu, forse proprio uno di quelli in cui sono state trovate parti del cadavere. Il corpo della vittima, fatto a pezzi con un’accetta, smembrato e senza vestiti, era perfettamente pulito e non presentava tracce di sangue.

    Del caso di sparizione di Pamela, se ne era occupato anche la trasmissione “Chi l’ha visto?”, sottolineando come la ragazza stesse “attraversando un momento di grande fragilità e potrebbe aver bisogno di aiuto”.

    La madre ne aveva denunciato la scomparsa: “Non ho idea del perchè l’abbia fatto”

    “Spero tanto che non sia lei”, aveva detto la madre della vittima dopo il ritrovamento del cadavere, attribuito alla figlia. “Non ho alcuna idea del perché si sia allontanata dalla comunità – ha spiegato – e di quel che è accaduto. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come ha fatto”. Era stata la stessa madre a denunciare la scomparsa ai carabinieri della stazione di San Giovanni, a Roma. Non era la prima volta che Pamela fuggiva: già in precedenza aveva provato a scappare da un’altra struttura che la ospitava.

    La madre di Pamela, all’annuncio della morte della figlia, in un breve post su Facebook ha gridato il suo dolore, chiedendo che “giustizia sia fatta”.

    18enne ritrovata a pezzi in valigia: fermato un sospetto, già noto alle forze dell’ordine

    I carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Macerata stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire le fasi successive all’allontanamento della giovane dalla comunità. Gli investigatori, coordinati dal pm di Macerata Stefania Ciccioli, hanno acquisito i filmati girati dalle telecamere di videosorveglianza di aziende della zona di Pollenza dove sono state rinvenute le valige con il cadavere.

    Cruciali per l’individuazione del sospettato sono state le telecamere di sorveglianza che hanno permesso alle forze dell’ordine di ricostruire gli spostamenti di Pamela Mastropietro, dopo la fuga dalla comunità dove si trovava. Le tracce di Pamela si erano perse nel corso della mattinata del 30, a Macerata, proprio in via Spalato dove abita il fermato, l’ultima persona ad aver avuto contatti con la vittima.

    I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Macerata ritengono che proprio in quella casa Pamela sia morta, forse per overdose oppure uccisa, e poi fatta a pezzi.