Natale 2016

Lucio Dalla è morto: ecco tutti i messaggi dei colleghi

Lucio Dalla è morto: ecco tutti i messaggi dei colleghi
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    Lucio Dalla è morto questa mattina intorno alle 10, proprio ieri sera si è esibito in Svizzera in un bellissimo concerto di Montreux, l’ultimo della sua vita. Questa mattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate e poi si è sentito male, non c’è stato niente da fare, l’infarto se lo è portato via. Mancherà a tutti noi, ma per fortuna anche lui come Michael Jackson, Fabrizio De Andrè, Amy Winehouse e Whitney Houston sarà sempre con noi. Ci congediamo con le sue stesse parole: “È eterno ogni minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato“.

    Ecco frasi, lettere e saluti che i colleghi e gli amici hanno dedicato a Lucio Dalla, da Morandi e Celentano colleghi di Sanremo a Ligabue che è stato davvero provato dalla scomparsa del cantautore bolognese.

    • Gianni Morandi ha parlato di Dalla al Tg1 delle 13,30: “E’ una notizia che mi ha pietrificato”, ha fatto sapere il cantante. “Sto tremando. Non ci voglio credere, non ci posso credere. Non riesco a pensarci, siamo amici dal ‘63. Stava bene, benissimo. Mi parlava della tournéee che l’avrebbe portato in tutta Europa per venti giorni. Un grandissimo musicista, un grandissimo amico. Proprio adesso sono davanti alla tv. Mi sembra impossibile. E’ come se mi avessero portato via una parte di me. Un grandissimo dolore, un dolore fortissimo”.
    • Adriano Celentano: “Lucio, amico caro di tutti. Da oggi il mondo sarà più buio. Prego e penso che poeti come te non dovrebbero mai morire. Il distacco umano da uomini e artisti grandi come sei stato e sei ci coglie sempre impreparati”.
    • Pippo Baudo ha dichiarato: “Sono distrutto, siamo nati insieme, l’ho visto crescere fin dagli inizi della nostra carriera. Lui non voleva cantare Caruso io gli ho detto che era una capolavoro, e poi è diventato un inno”.
    • Jovanotti su Twitter ha scritto: “Oh no, dai no… non ci posso credere davvero non posso crederci”.
    • Eros Ramazzotti ha scritto “Ciao grande Lucio”.
    • Fiorella Mannoia: “Siamo tutti un po’ più soli”.
    • Francesco Renga: “L’ho visto due settimane fa. Eravamo a cena a Sanremo. Le cose belle che ha fatto rimarranno per sempre. Ha dato tanto ed è stato uno dei tre quattro grandi della canzone d’autore”.
    • Roberto Vecchioni “È una notizia che mi avvilisce. Era pieno di vitalità, l’ho visto al Festival di Sanremo con tanto brio e tanta carica. Mi vien da pensare quanto sia insana la fatalità. Fosse stato malato uno si prepara, invece così… Bisogna aggrapparsi alla vita”
    • Claudio Baglioni: “Lucio Dalla è stato bravo e geniale e ha vissuto tutta una vita con la volontà di stupire e la voglia di stupirsi”.
    • Luca Carboni ha sposato il suo concerto e su Facebook ha scritto: “Scusate il disagio che vi creo. Non me la sento. Il live di domani sera a Bologna al Numa e’ rimandato a venerdì 9 Marzo”.
    • Nina Zilli: “Lucio Dalla, un grandissimo artista, un maestro, ma soprattutto una persona umile, semplice e con un cuore grande così. Costernata e addolorata, gli mando un bacio. stay soul”.
    • Ligabue ha scritto una vera e propria lettera: “Ciao Lucio.

      Grazie. Lucio Dalla è stato una delle persone più libere fra quelle che hanno fatto canzoni nella nostra storia. Era libero di seguire tutti i doni che gli sono stati fatti. Prima di tutto quello di una musicalità che gli usciva da ogni poro. Bastava che posasse le mani su un pianoforte o soffiasse su un sax o un clarinetto e ne usciva subito MUSICA. Poi la sua voce che, naturalmente, era così piena di MUSICA che tante volte era costretto a inventare linguaggi e suoni perché la lingua italiana non gli bastava. E finalmente le parole, quando ha cominciato a scriverle – da Come è profondo il mare in poi – sono sempre state piene di malinconia, meraviglia, ironia, gioco, stupore. E tutto è sempre stato all’insegna di un’enorme, instancabile vitalità. Durante l’anno più difficile della mia vita – quando mi sono ritrovato a fare l’artigliere da montagna a Belluno – le poche volte che mi hanno dato una licenza, non più di cinque/sei, sul mangianastri della mia vecchia Opel girava sempre “Dalla”, l’album con Balla Balla Ballerino, Il parco della luna, La sera dei miracoli, Meri Luis, Cara e altre meraviglie. In uno stato emotivo come quello era incredibile l’effetto che mi facessero quelle canzoni. Chiaramente, al rientro in caserma, le stesse canzoni avevano il compito di passarmi un po’ di forza ma succedeva sempre che su Futura, l’emozione diventasse quasi insostenibile. Amarezza e speranza, malinconia e gioiosità, attaccamento al passato e spinta verso il futuro, in quel pezzo (insieme a chissà quanti altri stati d’animo) c’erano e ci sono tutti. Era il terzo album di una trilogia di capolavori: “Come è profondo il mare”, “Lucio Dalla”e “Dalla” che, cosa più unica che rara nella nostra storia, erano uno dietro l’altro. Un filotto di gioielli. Parecchi anni fa, mi arriva una chiamata sul telefono. Io rispondo ed era proprio lui. Non c’eravamo mai sentiti prima. Mi dice “Guarda, scusa se ti disturbo, ma avevo bisogno di dirti una cosa velocissima. Ho sentito la tua nuova canzone per radio e vedrai che con quella vendi settecentomila copie”. Io non feci neanche in tempo a ringraziarlo per la sorpresa che lui aveva già messo giù. Dentro di me pensavo “See, settecentomila copie… ma quando mai…”. La canzone, appena uscita, era Certe notti. Concludo dicendo che fra le tante cose che ammiro in lui c’è la sua anomalia. Lo classificano fra i cantautori ma è un’etichetta che non lo inquadra bene. Lui era ed è Lucio Dalla”.

    Io vi lascio con due delle sue canzoni più belle: Caruso e Canzone.




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