Natale 2016

Lucia Annibali: “Non so come ho fatto a sopportare il dolore”

Lucia Annibali: “Non so come ho fatto a sopportare il dolore”
da in Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    Lucia Annibali: Non so come ho fatto a sopportare il dolore. La giovane avvocatessa sfregiata dall’acido ha rivisto le immagini del suo volto sfigurato durante una cerimonia di premiazione a Pesaro. Guardarle di nuovo ha significato per lei prendere maggiore coscienza della sofferenza che ha dovuto affrontare: “Avete intuito in quelle foto il dolore che ho dovuto sopportare. Comincio a rendermene conto solo adesso. Ma mi sento di dire che la vita è meravigliosa, mi sta andando tutto bene, un giorno più bello dell’altro. Non so nemmeno io perché mi succede questo. Ma so che è fantastico”.

    È stata premiata a Palazzo Montani Antaldi dal circolo della stampa di Pesaro, in una sala a dir poco gremita ma prima è stato proiettato un video autoprodotto con le immagini che ripercorrono la sua vita profondamente segnata da quel tragico giorno. Prima le foto di Lucia felice con le amiche, in vacanza, alle cene e alle feste e poi le immagini di lei in ospedale con la pelle sfregiata e le bende sul viso. Con il tempo è arrivata la rinascita fino al Cavalierato al Quirinale con il presidente Napolitano che le fa il baciamano. Il corto sugli ultimi anni della sua vita è stato mostrato sulle note di ‘Happy’, la canzone-tormentone di Pharrell Williams.

    A presentarla è stato Edoardo Caleffi, primario di chirurgia dell’Ospedale di Parma che da tempo segue il suo recupero. “Lei non ha meriti per ricevere il premio” – ha esordito Caleffi- “lei ha solo subìto”. Il primario confessa di seguirla con affetto. Ed ora che il percorso di ricostruzione del volto le sta pian piano restituendo il sorriso e aprendole gli occhi, Lucia Annibali li spalanca dinanzi alla vita apprezzando ogni aspetto della sua esistenza.

    Edoardo Caleffi si è definito persino il secondo padre di Lucia perché gli sembra che lei sia passata attraverso la sua culla, ossia il letto di ospedale nel reparto grandi ustioni di Parma. Di lì è cominciato il recupero, sottoposta a numerosi interventi e lunghe cure, per uscire poi dal suo letto e andare incontro al mondo per proclamare il suo coraggio contro la violenza sulle donne. “Ora Lucia fa anche da cavia ai congressi medici” – ha detto Caleffi – “sa che dovrà sopportare altro malessere ma sa anche di poter contare su due angeli custodi, io e il colonnello dei carabinieri Giuseppe Donnarumma. E lei, quando si guarda allo specchio, si vede così: un leone”.

    lucia annibali la sentenza di condanna

    31 marzo 2014
    Lucia Annibali, quasi un anno dopo la sentenza: condanna a 20 anni per l’ex fidanzato e a 14 anni per i suoi complici albanesi. La donna sfregiata con l’acido il 16 aprile 2013, diventata ormai un simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, ha accolto la sentenza come un esempio di giustizia. Nessuna rabbia nelle sue parole: “Una sentenza giusta, sono contenta” ha commentato.

    Il giudice di Pesaro, a meno di un anno dal terribile agguato, da quel 16 aprile 2013 che ha cambiato per sempre la vita di Lucia Annibali, ha emesso la sentenza. Ha fatto giustizia. 20 anni di condanna per l’ex compagno della vittima, Luca Varani, mandante dell’agguato, e 14 anni ai suoi due complici albanesi, esecutori materiali del terribile sfregio con l’acido. Oltre alla condanna, severa e giusta, è stata disposta anche una provvisionale a favore di Lucia Annibali, alla quale spettano 800mila euro dall’ex compagno e 500mila euro da ciascuno dei suoi due complici.

    Lucia Annibali deve ancora fare i conti con le conseguenze di quella terribile notte di aprile, quando le è bastato aprire la porta di casa per essere sfregiata con l’acido solforico. Presto subirà un altro intervento chirurgico per ricostruire i lineamenti del volto. Ma la sua battaglia più grande è quella che ha deciso di combattere contro la violenza sulle donne. Battaglia che le è valsa, lo scorso novembre, un riconoscimento importante, quello di Cavaliere della Repubblica. “Il mio incubo in realtà è finito un anno fa, ora vado avanti per la mia strada: è paradossale, ma da lì ho ripreso le redini della mia vita” ha dichiarato.
    31 marzo 2014

    Lucia Annibali tribunale
    10/12/2013

    Purtroppo sentiamo spesso parlare di violenza sulle donne, e la cosa allarmante è che sempre più frequentemente questi atti ignobili si svolgono proprio tra le mura di casa. Fra le sfortunate vittime che rientrano in questa triste lista, troviamo anche Lucia Annibali, una ragazza che oggi con coraggio ha incontrato in tribunale il suo ex fidanzato, il carnefice che la fece aggredire da due ragazzi stranieri lo scorso 16 Aprile.

    Un altro nome è andato ad aggiungersi alla lista di donne che hanno subito violenze quest’anno; il caso è quello della giovane Lucia Annibali che una sera rientrando a casa trovò ad aspettarla due ragazzi albanesi, Altistin Precetaj e Eubin Talaban, ingaggiati dall’ex fidanzato Luca Varani per aggredirla, che la sfigurarono con l’acido solforico.

    Una notte che Lucia non si scorderà più, ma oggi in tribunale ha prevalso il coraggio e la determinazione di una donna che ha voluto guardare dritto negli occhi i suoi aguzzini, per dimostrar loro che la più forte è lei.
    Volevo vedere – dichiara Lucia – che faccia avessero quei due. Non li avevo mai visti prima. Quello con il passamontagna è stato il mio incubo per moltissime notti“.

    Dopo il dolore e l’immensa paura, oggi Lucia riesce a guardare, anche se solo per un attimo, anche il volto del suo ex compagno; un gesto fatto per dichiarargli non solo tutta la sua indignazione, ma la sua superiorità nonostante l’agitazione e l’apprensione.
    Quando ho guardato il mio ex ho capito una cosa importante: non mi fa più paura“, queste le parole per dichiarare la sua determinazione e la sua forza d’animo.

    L’udienza si è svolta in poche ore e nonostante gli avvocati della difesa avessero chiesto il rito abbreviato, il giudice Maurizio Di Palma è stato irremovibile: la prossima udienza si terrà il 21 febbraio e il 22 ci sarà la sentenza definitiva. Una dichiarazione che per Lucia è molto importante, perchè le permetterà di avere giustizia per l’orribile violenza subita.

    All’uscita dalla porta principale del Tribunale, Lucia ha trovato ad accoglierla e a sostenerla moltissime donne che reggevano cartelli con scritto: “Siamo tutte parte lesa”, “Gli schiaffi sono schiaffi. Scambiarli per amore fa molto male”. Una dimostrazione di solidarietà che Lucia ha apprezzato, e che forse ha contribuito anche in minima parte a farla sentire protetta.

    Il suo obiettivo adesso è quello di guardare avanti, con coraggio e dedizione anche aiutando chi come lei è stata vittima di tremende violenze, perchè oggi i suoi aggressori e chi li ha mandati, non le fanno più paura, come lei stessa dichiara al suo avvocato quando gentilmente le chiede cosa sta provando, lei risponde “Niente, tengo duro. La più forte sono io“.

    09 settembre 2013

    Lucia-Annibali-sfregiata
    Lucia Annibali il 18 settembre compirà 36 anni ma la sua vita non sarà mai più la stessa. D’altronde era proprio questo l’obiettivo del suo carnefice, l’ex che l’ha sfregiata con l’acido per distruggerle l’esistenza. Dopo innumerevoli interventi chirurgici Lucia ha deciso di venire allo scoperto dichiarando di voler rinascere e aiutare d’ora in avanti gli ustionati e le donne vittime di violenza: “ Prima o poi esco allo scoperto e mi mostro al mondo. Che vedano pure come mi hanno ridotta, non sono certo io che devo vergognarmi… Il 18 settembre compio 36 anni e per me questo sarà anche l’anno zero. Rinasco.”

    Lucia-Annibali-prima-e-dopo-lo-sfregio
    Sino a cinque mesi fa la vita di Lucia era abbastanza normale se non fosse stato per qualche alterco di troppo con l’ex compagno. Ma chi l’avrebbe mai detto che quell’uomo apparentemente rispettabile, un avvocato di cui la giovane si era follemente innamorata, potesse trasformarsi in un vero e proprio mostro! Il suo nome, Luca Varani, suona familiare, è un nome comune e rassicurante che non farebbe mai pensare ad un assassino, eppure la follia si cela spesso dietro la normalità. Luca adesso è in carcere, accusato di lesioni gravissime, stalking e tentato omicidio. Il pubblico ministero Monica Garulli spiega che in realtà non è stato lui ad aggredire la fidanzata, Luca ha preferito lavarsi le mani delegando il lavoro sporco a due albanesi, anch’essi in manette. E’ così che una sera di cinque mesi fa, mentre l’ignara vittima rientrava nella sua casa di Pesaro, i due sconosciuti incappucciati e nascosti nel suo appartamento, l’hanno accolta armati di un barattolo di acido. In un attimo il liquido infernale le ha corroso la pelle sfigurandole per sempre il volto e mentre la faccia le “friggeva” lei urlava “è stato lui, il mio ex”.

    Dopo esser stata sette volte sotto i ferri Lucia Annibali ha ripreso coraggio e si è esposta al mondo, desiderosa adesso di aiutare le donne vittime di violenza. “. Voglio riordinare la vita partendo proprio da quello che mi è successo. Devo dire la verità, non sto morendo dalla voglia di tornare al mio lavoro di avvocatessa, e invece mi piacerebbe moltissimo aiutare in qualche modo gli ustionati, occuparmi delle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le loro fragilità. Alle donne voglio dire voletevi bene, tanto, tantissimo. Credete in voi stesse e sappiate che ogni atto di violenza subita non dipende mai da voi che amate l’uomo sbagliato ma da lui che lo commette. Agli ustionati come me invece dico di tenere duro e avere pazienza, tanta pazienza”. Lucia si racconta, scrive lettere e biglietti per ringraziare chi le è stato vicino, per consigliare le donne fragili e quelle sfigurate con l’acido, per riflettere sull’esistenza e sul significato del dolore, pronta a festeggiare il suo compleanno ripartendo per una nuova vita: “Voglio celebrare la vita, l’amore e l’amicizia”.

    1940

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne

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