Natale 2016

Lucia Annibali, la Cassazione conferma la condanna per Luca Varani [FOTO]

Lucia Annibali, la Cassazione conferma la condanna per Luca Varani [FOTO]
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    La prima sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna in via definitiva a 20 anni di carcere per il 39enne avvocato pesarese Luca Varani, l’ex fidanzato di Lucia Annibali, e a 12 anni per Rubin Talaban e Altistin Prevcetaj, assoldati per sfregiarla con l’acido solforico la sera del 16 aprile 2013. L’avvocato pesarese è stato riconosciuto colpevole di aver commissionato l’agguato perché non accettava di essere stato lasciato. Le due condanne precedenti avevano stabilito 20 anni di carcere per i reati di stalking, lesioni gravissime e tentato omicidio.

    La 39enne avvocata di Urbino Lucia Annibali ha commentato con gioia e felicità la sentenza della Cassazione: “La giustizia nel mio caso è stata perfetta. Voglio dedicare questa giornata a chi con le indagini ha reso possibile questo risultato. E un pensiero va anche ai ragazzi di Milano sfigurati come me. Vorrei essere per loro e per chi subisce ingiustizie un esempio di speranza. Adesso quello che voglio è riprendere in mano la mia vita completamente – ha proseguito -, senza più il pensiero di dover sostenere altri passaggi giudiziari, altre cose da mettere in discussione, prove da superare. Per me questo capitolo è chiuso per sempre. Sono la donna nuova che è nata dopo l’acido e voglio essere Lucia e basta, non Lucia la sfregiata. Io di mestiere non voglio fare la sfigurata”.

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    Agli inizi di febbraio 2016 Luca Varani aveva rilasciato un’intervista al programma tv di Raitre Storie maledette condotto dalla giornalista Franca Leosini, ma in quell’occasione Lucia Annibali aveva spento la televisione ed era uscita di casa per mangiarsi una pizza. “Non c’è un giorno, non c’è un’ora che non penso a Lucia, a quello che sta facendo – aveva detto Luca Varani – sono contento che abbia fatto un percorso importante. So che dovrà combattere, e se un giorno potrà perdonarmi, sono sicuro che sarà possibile, sarà una cosa che farà del bene anche a lei”. L’avvocata di Urbino, che venne sfregiata con l’acido solforico da due mandanti albanesi il 16 aprile 2013, aveva stroncato l’intervista di Franca Leosini al suo ex fidanzato Luca Varani in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. Lucia Annibali aveva infatti sottolineato: “Io c’ero mentre vivevo nel terrore, ed ero lì le volte in cui sarei potuta morire. La verità è sempre una sola e non posso accettare che si provi a metterla in discussione.

    Non ho bisogno che qualcuno mi racconti com’è andata o che mi spieghi che cosa ho provato in quei momenti. Soltanto io sono autorizzata a farlo”. Aveva poi ringraziato pubblicamente gli inquirenti, che si erano presi cura del suo caso, i rappresentanti delle istituzioni e tutte le persone della società civile che avevano preso posizione per lei, dimostrando ed esprimendo vicinanza e solidarietà. L’intervista di Franca Leosini a Luca Varani era stata molto criticata e contestata da diversi parlamentari del Partito Democratico e di Sinistra ecologia libertà, che avevano chiesto la sospensione della messa in onda per motivi di opportunità, e anche dal procuratore di Pesaro che l’aveva considerata irrituale e irrispettosa nei confronti dell’impegno investigativo e processuale dato che il processo non era ancora definito.

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    In sentenza d’appello di secondo grado era stata confermata la condanna alla pena massima per Luca Varani, mandante del tentato omicidio ai danni di Lucia Annibali, sfregiata con l’acido solforico il 16 aprile 2013 a Pesaro. Tutte le accuse a suo carico (tentato omicidio, stalking e lesioni gravissime) erano state confermate mentre i due complici albanesi, Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj, erano stati condannati a 12 anni di carcere, 2 in meno rispetto alla condanna in primo grado di 14 anni. Inutili i tentativi dei legali di Varani, Francesco Maisano e Roberto Brunelli, di difendere l’imputato dalle accuse di tentato omicidio e stalking. Dopo la sentenza, Lucia Annibali aveva commentato: “Sono molto contenta. Ci sono, poi ci sarò ancora di più perché questa cosa finalmente è finita”.

    Luca Varani aveva tentato il suicidio a fine marzo 2014. Ad accorgersene era stato un agente di polizia penitenziaria durante il controllo serale di routine, quando aveva notato che l’avvocato pesarese non era nel suo letto. Il tentato suicidio di Luca Varani aveva scatenato un mare di polemiche. Lorenzo Battista, ex M5S, aveva commentato la vicenda con un tweet: “L’avvocato che ha dato mandato a due sicari di sfigurare Lucia Annibali ha tentato il suicidio. Perché non si è lavato il viso con l’acido?”. Giuseppe Pallini, segretario provinciale del Sappe di Teramo, aveva invece tirato in ballo il sovraffollamento del carcere di Castrogno: “Si continua a voler ignorare, a distanza di tempo dalla dichiarazione dello stato d’emergenza per la questione penitenziaria, che il carcere di Castrogno ospita 370 detenuti su 270 di capienza tollerabile, così come a nulla sono valsi gli appelli, all’Amministrazione penitenziaria Regionale e Nazionale di non inviare ulteriori detenuti in questo grave momento di sovraffollamento dell’istituto e trasferire quelli con gravi patologie psichiatriche e sanitarie. Le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, ogni giorno con grande sacrificio e alto senso di responsabilità, cercano di salvaguardare l’incolumità dei ristretti assicurando nel contempo l’ordine e la sicurezza interna ed esterna del carcere”.

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