Londra, le soldatesse non vanno bene per la guerra perché prive di istinto omicida

Londra, le soldatesse non vanno bene per la guerra perché prive di istinto omicida
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    Londra, le soldatesse non vanno bene per la guerra perché prive di istinto omicida. Le soldatesse non sarebbero “adatte a una banda di fratelli pieni di testosterone e potrebbero ridurre la capacità guerriera” dei militari, è quanto ha dichiarato l’ex colonnello Richard Kemp al “Times”, un’affermazione che ha ovviamente scatenato un mare di polemiche, proprio ora che in parlamento, a Westminster, si discute sulla possibilità di far combattere le donne in prima linea contro il nemico. Secondo il colonnello in pensione noi donne saremmo prive del necessario “istinto omicida” e viene spontaneo aggiungere…“meno male”! A dimostrazione che se il mondo fosse governato da sole donne, sarebbe certamente un posto migliore.

    Potrebbe suonare discriminatorio vietare alle donne la possibilità di combattere in prima linea contro il nemico, ma la discriminazione sessista in questo caso è benaccetta. L’ex colonnello Richard Kemp, interpellato sulla spinosa questione, ha dichiarato che noi donne siamo prive di “istinto omicida” e di “testosterone”, elementi indispensabili per combattere faccia a faccia con il nemico… meno male! L’argomento è di grande attualità, difatti in queste settimane a Westminster si sta discutendo sulla spinosa questione, un qualcosa finora vietato dalla legge britannica.

    Kemp, dal canto suo, ha affermato che permettere alle donne di combattere “danneggerebbe le capacità belliche e comprometterebbe la coesione fra le truppe.”

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    Nonostante gli interventi delle associazioni femministe della Gran Bretagna, che si sono scagliate contro le parole di Kemp giudicandole sessiste, in questo caso è davvero preferibile essere discriminate. Perché non essere portate per la guerra alla pari degli uomini, è un punto a nostro favore. “Servire al fronte richiede un’etica da guerrieri e un legame cameratesco”, ha aggiunto Kemp, qualità precluse a noi donne. Per il momento il Ministero ha messo a tacere le discussioni sull’argomento, “non abbiamo ancora preso una decisione e ogni ipotesi di queste ultime ore è inaccurata”. In attesa delle votazioni ufficiali in Parlamento, che si dovrebbero svolgere poco prima delle festività, caldeggiamo vivamente per un no, ma non certo per una questione di genere!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Politica Ultimo aggiornamento: Giovedì 20/11/2014 14:42
     
     
     
     
     
     
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