Livorno, pompiere si congratula con una coppia gay, ora rischia la sospensione

Un pompiere ha ricevuto una contestazione disciplinare per aver postato su facebook un messaggio in cui si congratulava per le nozze di un collega con il suo compagno. La segnalazione è scattata a causa delle frasi omofobe da parte di altri colleghi a commento del post. Il sindacato usb si schiera a difesa dei diritti del pompiere: 'Paura omofoba ai vertici del dipartimento dei vigili del fuoco'

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    Livorno, pompiere si congratula con una coppia gay, ora rischia la sospensione

    Un vigile del fuoco di Livorno è finito nei guai per aver postato su facebook un messaggio di congratulazioni a una coppia gay che si era recentemente sposata. Il post, condiviso da centinaia di utenti del web, in poco tempo è arrivato all’attenzione anche dei vertici nazionali dei vigili del fuoco, tanto da inviare all’autore del messaggio una contestazione formale. Ora il pompiere può rischiare fino a 3 mesi di sospensione dal servizio.

    Festeggia su facebook un matrimonio gay: “Il primo nel nostro corpo”

    La vicenda risale a questa estate quando un caposquadra dei pompieri di Livorno, in servizio a Milano, ha postato un messaggio su facebook congratulandosi con un collega nel giorno dell’unione civile con il compagno. “Stamani – ha scritto sulla sua pagina dopo la cerimonia – si è celebrato a Firenze un matrimonio gay tra un collega e il suo compagno, credo il primo nel nostro Corpo. Vista che non è stata data abbastanza rilevanza alla cosa mi sembra l’occasione giusta per pubblicare le foto e rendere tutti partecipi di questo piacevole evento”. Un post che è stato molto apprezzato dagli utenti del web tanto da ricevere centinaia di condivisioni e like.

    Il messaggio non è però piaciuto ai vertici nazionali dei pompieri tanto che il 21 agosto hanno inviato una contestazione disciplinare in cui “nel comportamento tenuto si ravvisa la violazione dell’articolo 12 del Contratto nazionale 26/05/2004 comma 2 lettera b (condotta non conforme ai principi di correttezza verso altri dipendenti), nonché in contrasto con i doveri di particolare correttezza che si richiedono ad un appartenente al Corpo”.

    Omofobia in Italia: “Processo alla stupidità”

    La questione è stata portata alla luce dal sindacato extraconfederale Usb a livello nazionale che si è schierato a difesa dei diritti del vigile del fuoco. A prendere le difese del pompiere, durante l’udienza del procedimento disciplinare, è stato un sindacalista dell’Usb ( Unione sindacale di base) che ieri ha postato un messaggio su facebook per annunciare l’inizio del procedimento: “Oggi il primo “processo alla stupidità” che dimostra la paura omofoba dei vertici del dipartimento dei vigili del fuoco”.

    Omofobia su facebook, vigile del fuoco a rischio sospensione

    Il provvedimento disciplinare è da ricercarsi nei commenti degli altri colleghi comparsi sotto il post, molti dei quali di natura omofoba e razzista. La segnalazione del post sarebbe arrivata in forma anonima alla polizia postale che a sua volta l’ha comunicata al corpo dei vigili del fuoco, proprio per le frasi di stampo omofobo. Al Fatto Quotidiano il sindacalista ha spiegato come “specialmente in determinati ambienti, vi sia insofferenza verso alcune sfaccettature della vita privata di alcuni lavoratori”. Il sindacalista stesso era stato sottoposto ad un provvedimento disciplinare per aver partecipato ad una parata del gaypride in divisa da pompiere. Entro due mesi l’Ufficio Disciplina si pronuncerà sulla questione: il pompiere, secondo il regolamento, rischia fino a un massimo di tre mesi di sospensione dal servizio.