Lidia Vivoli, brutalizzata dal compagno pubblica il video choc delle ferite: lui presto scarcerato

L'incubo di Lidia è senza fine e a poco più di un mese dalla scarcerazione dell'uomo che l'ha torturata e quasi uccisa fa un ultimo appello affinchè qualcuno la aiuti. Il video delle lesioni subite, impresse sulla sua pelle, è l'ultima carta da giocare prima che il compagno torni in libertà.

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    Lidia Vivoli, brutalizzata dal compagno pubblica il video choc delle ferite: lui presto scarcerato

    Lidia Vivoli è stata brutalizzata dal compagno la notte del 24 giugno 2012. Il suo inferno a ottobre potrebbe tornare ad accendersi, con la scarcerazione dell’uomo che l’ha quasi uccisa con una violenza il cui resoconto è difficile anche solo ascoltare. A poco più di un mese da quel giorno, quando la libertà del suo aguzzino seppellirà la sua, ha deciso di pubblicare un video choc con le immagini delle ferite provocate da quell’agghiacciante serie di torture.

    L’inferno di Lidia: il viaggio di sola andata nel dolore

    Lidia Vivoli, nome per molti sconosciuto, è una ex hostess, donna che sintetizza il dolore di quante vivono la lenta, interminabile agonia della violenza domestica. Vittima di una notte d’orrore, il 24 giugno 2012 il compagno l’ha aggredita nel sonno, in quello stesso letto che con lui condivideva, gravido di chissà quali inconfessabili dolori, e quante speranze.

    Dopo anni di stalking, tra persecuzioni e minacce, sino alla furia devastante dei colpi, Lidia torna a temere per la sua incolumità. Ma la sua è una paura che viene da lontano, da quando per il suo compagno si erano aperte le porte del carcere. Lidia sapeva perfettamente che quel giorno sarebbe arrivato, e ora, a quasi un mese dalla scarcerazione di lui, prevista a ottobre prossimo, ha deciso di affidare a Facebook il disperato tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica.

    Il video di Lidia Vivoli: la cruda realtà delle ferite

    Quella domenica sera di 5 anni fa, racconta la donna, dopo una giornata trascorsa all’insegna di una promessa di cambiamento dell’uomo (arrivata dopo anni di soprusi e botte), i due si erano addormentati l’una tra le braccia dell’altro. Dopo la mezzanotte, la tragedia. Il compagno di Lidia si era alzato dal letto con la scusa di dover andare in bagno, ma era tornato nella loro camera con una bistecchiera di ghisa, trasformata improvvisamente in un potentissimo strumento d’offesa contro la donna. Colpi sempre più violenti, selvaggi, parentesi incessanti tra una coltellata e l’altra, in quella serie infinita di passi verso la morte.

    Lidia veniva colpita a fondo con delle forbici, poi ancora botte, ovunque. Infine il tentativo di strangolamento, non concluso perchè la donna aveva promesso di perdonarlo e non lasciarlo.

    Solo dopo aver sentito le implorazioni di lei, lui aveva deciso di tornare a casa sua e lavarsi di tutto quel sangue, momento rivelatosi utile alla vittima per cercare aiuto e sfuggire a quella impressionante bestialità.

    A ottobre verrà scarcerato

    L’uomo che ha ridotto Lidia in fin di vita, e del quale ora teme altre violenze, in attesa di sentenza definitiva era stato sottoposto al regime di semilibertà. I continui atti persecutori, però, sembravano non cessare neppure dopo le prime restrizioni, sino alla condanna per tentato omicidio. La sua scarcerazione avverrà a ottobre. Per Lidia torna a farsi concreta la possibilità che il compagno realizzi la promessa che le aveva fatto prima del carcere: “Finirò quello che ho cominciato”.