Legittima difesa: ok della Camera, testo passa al Senato. Cosa cambia con la nuova legge?

Il Ddl sulla legittima difesa proposto dal renziano Ermini è passato con 225 sì. Contraria l’opposizione e la Lega: cacciato dall’Aula Salvini per proteste. Introdotta la licenza di sparare di notte e l’esclusione della colpa difronte a turbamento psichico. Spese processuali a carico dello Stato.

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    Legittima difesa: ok della Camera, testo passa al Senato. Cosa cambia con la nuova legge?

    Con 225 voti favorevoli, 166 contrari e 11 astenuti, la Camera ha approvato la nuova legge sulla legittima difesa che ora passa al Senato. I voti contrari sono quelli dell’opposizione: Forza Italia, Fratelli d’Italia e prima tra tutti la Lega, che tramite il suo leader Matteo Salvini ha messo in piedi a Montecitorio un’accesa protesta. La proposta di legge è ormai una discussione che va avanti da anni ed è periodicamente portata all’attenzione dai numerosi fatti di cronaca. Il testo ha avuto l’ok della Camera, vedremo se in Senato saranno apportate modifiche alla proposta di legge che sta già facendo discutere.

    Cosa prevede il Ddl sulla legittima difesa: la licenza di sparare di notte

    Nel testo passato, tra le critiche, al Senato è prevista innanzitutto la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da parte della vittima. Quando l’aggressione avviene nella notte, la vittima può ricorrere alle armi e sarebbe considerato legittima difesa.

    L’emendamento agisce sull’articolo 52 del Codice Penale e prevede che si consideri legittima difesa “la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte, ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose, ovvero con minaccia o con inganno”.

    Vengono quindi circoscritti anche i limiti “spaziali” dove si può parlare di legittima difesa: un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo.

    Novità Ddl: il turbamento esclude la colpa

    Inoltre, un emendamento esclude la colpa di chi reagisce “in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. In pratica, se difronte ad un grave turbamento psichico causato dall’aggressore si spara, non esiste più la colpa.

    In più, nel caso in cui chi ha sparato ha agito per legittima difesa, sarà esente dalle spese processuali: compensi di avvocati e spese legali saranno a carico dello Stato.

    Le reazioni al Ddl sulla legittima difesa: Salvini cacciato dall’aula per protesta

    Il testo sulla legittima difesa non è piaciuto alle opposizioni e a Sinistra Italiana. In particolare alla Lega. Già prima dello scrutinio i deputati leghisti avevano appeso un cartello con scritto: “La difesa è sempre legittima”. Lo stesso hanno fatto quelli guidati da Giorgia Meloni.

    Per il leader del Carroccio Matteo Salvini la proposta di legge non è abbastanza: “Legittima difesa di notte? Siamo alla difesa variabile in base alle fasce orarie. C’è poi il grave turbamento psichico, che è assolutamente discrezionale per il giudice” ha commentato. A questo è seguito un sit-in davanti Montecitorio prima di essere allontanato dall’Aula, tra le grida “vergogna, vergogna”. “Questa legge è l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini: quando la Lega sarà al governo farà una legge seria” ha detto.

    Ma le critiche sono arrivate anche dalla sinistra: per il M5S è una “legge scritta male”, mentre per gli scissionisti bersaniani di Mdp è “contraria ai principi garantisti”.

    La legge si è ispirata a quella francese

    La tanto discussa norma sulla legittima difesa si è ispirata ad un analogo provvedimento vigente nella legislazione francese. Questo prevede appunto la legittima difesa per l’atto di respingere aggressioni perpetrate di notte con aggressione, violenza ed inganno.

    Il Ddll sulla legittima difesa: una legge a metà?

    Il ddl è passato, ma non senza critiche e perplessità. Se da un lato è vero infatti che verrebbe esclusa ogni colpa di chi si difende, dall’altra ci sarà comunque qualcuno che dovrà giudicare quale sia il grado di turbamento. Quindi alla fine decideranno i giudici caso per caso? Lo stesso David Ermini del Pd, il relatore della legge, ammette che viene “lasciato al giudice un margine per decidere e valutare quella condotta”.

    Il provvedimento insomma, nonostante sia stato approvato e che venga dopo ben due anni di discussione, periodicamente riaccesa da fatti di cronaca, è destinato a far discutere ancora.

    Dolcetto o scherzetto?